La giustizia raccontata attraverso le domande dei ragazzi, i linguaggi digitali, la letteratura e l’arte. L’Istituto tecnico “Primo Levi” di Quartu Sant’Elena ha portato nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Cagliari un contributo originale, espressione di un modello di scuola aperto al territorio, capace di collegare discipline differenti e trasformare l’apprendimento in partecipazione attiva. L’occasione è stata la Giornata europea della giustizia civile, dedicata al tema “Dalla giustizia digitale alla giustizia di prossimità. Dalla rete alle relazioni”, un appuntamento che ha riunito magistrati, rappresentanti delle istituzioni, professionisti e studenti per riflettere sul ruolo delle tecnologie e delle relazioni umane nel rendere la giustizia più accessibile ai cittadini.
Ad aprire e concludere i lavori è stato Vincenzo Amato, presidente del Tribunale di Cagliari. Tra gli interventi centrali quello di Giorgio Latti, presidente della Prima Sezione civile del Tribunale, che ha approfondito il rapporto tra reti digitali e reti umane al servizio della collettività. Il magistrato è stato coinvolto anche nel percorso didattico degli studenti del Primo Levi, che lo hanno scelto come “prof per un giorno”, creando un collegamento diretto tra il mondo della scuola e quello della giustizia.All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, insieme al presidente della Corte d’Appello, Massimo Orlando, e ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. Da remoto è intervenuta Antonella Ciriello, capo del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia, che ha affrontato le prospettive della digitalizzazione del sistema giudiziario.
Il confronto ha coinvolto inoltre Matteo Manca Pinna, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Vito Meloni, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, e Paola Ghiglieri, presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Cagliari, Lanusei e Oristano. Monsignor Ferdinando Caschili, vicario generale dell’Arcidiocesi di Cagliari, ha richiamato la dimensione etica dell’innovazione tecnologica, sottolineando l’importanza di mantenere al centro la persona e le relazioni. Alla realizzazione del progetto di rete ha contribuito anche Antonello Caria, presidente di ASPES, Associazione Sicurezza Partecipata e Sviluppo, favorendo il raccordo tra scuola, istituzioni e professionisti. Il momento dedicato agli studenti del Primo Levi, intitolato “La giustizia raccontata dai giovani”, ha proposto un viaggio tra passato, presente e futuro attraverso linguaggi e strumenti differenti. Con la partecipazione della redazione di Radio Prof, i ragazzi hanno affrontato l’evoluzione del processo, dalle rappresentazioni cinematografiche di Totò e Peppino al processo civile telematico illustrato anche attraverso i LEGO, fino agli interrogativi sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella giustizia. Spazio anche alla presentazione delle applicazioni “Made in Levi” e del progetto HELP, esempi concreti di come le competenze digitali possano essere utilizzate per affrontare problemi reali. Il percorso di “letteratura espansa” ha intrecciato Verga, Mascagni, contenuti multimediali e attività CLIL, proponendo una riflessione sul rapporto tra tecnologia, responsabilità e decisioni umane. Una domanda, in particolare, ha sintetizzato le sfide del futuro: “Saremo giudicati dalle IA?”. Particolarmente significativa la performance della classe 4ª A, coordinata dalla professoressa Claudia Asuni e ispirata all’opera di Maria Lai. Attraverso fili rossi, musica e movimento, gli studenti hanno rappresentato simbolicamente una comunità costruita sui legami, sull’ascolto e sulla responsabilità condivisa. La lettura di una lettera aperta alla comunità ha completato un intervento che ha unito espressione artistica e riflessione civile.
Il progetto ha coinvolto i docenti Marcello Marceddu, Ester Pisano, Emanuele Impoco e Claudia Asuni, insieme agli studenti impegnati nella conduzione, nella regia, nella produzione dei contenuti multimediali e nella distribuzione dei materiali informativi. Tra i prodotti presentati anche il vademecum “Casi reali, soluzioni possibili. Otto situazioni per conoscere i tuoi diritti”, dedicato a questioni concrete della vita quotidiana: diritto d’autore sui social, acquisti online, turismo, casa, prove digitali, gite scolastiche annullate, concorsi pubblici e musica generata con l’intelligenza artificiale. Attraverso illustrazioni, spiegazioni sintetiche e codici QR, il materiale offre agli studenti e alle famiglie uno strumento per orientarsi nella tutela dei propri diritti. Alla base dell’esperienza c’è una metodologia didattica fondata sulle Unità di apprendimento interdisciplinari, che mettono in relazione diritto, economia, italiano, storia, competenze digitali ed espressione artistica. Gli studenti non si limitano ad acquisire conoscenze, ma imparano a selezionare informazioni, elaborare contenuti e comunicarli a un pubblico reale, confrontandosi direttamente con magistrati e professionisti. È questa la visione educativa promossa dall’Istituto Primo Levi di Quartu Sant’Elena, guidato dalla dirigente scolastica Emanuela Lampis: una scuola nella quale preparazione tecnica, cultura umanistica, creatività e innovazione digitale diventano strumenti complementari per la crescita personale e professionale dei giovani. La partecipazione alla Giornata europea della giustizia civile rappresenta così qualcosa di più di un’esperienza formativa fuori dall’aula. È un esempio di scuola capace di costruire relazioni con il territorio, avvicinare gli studenti alle istituzioni e trasformare le conoscenze in competenze concrete. Dalla giustizia di prossimità alla scuola di prossimità, il filo conduttore resta quello delle relazioni. Un modello educativo che il Primo Levi intende valorizzare anche nella propria capacità di attrarre nuovi studenti, proponendosi come un ambiente in cui apprendere significa sperimentare, confrontarsi e prepararsi a partecipare consapevolmente alla vita della comunità.
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