Gonnosfanadiga e pazienti, verso la paura del primo ottobre


Pazienti gonnesi: dal lungo periodo senza medico, all’arrivo dei nuovi medici, fino alla corsa ai 300 posti esauriti velocemente e alle proposte del sindaco
Gonnosfanadiga e pazienti, verso la paura del primo ottobre

A Gonnosfanadiga (come in moltissime altre parti dell'isola) la questione dei medici di medicina generale torna ancora una volta al centro dell’attenzione. Dal prossimo primo ottobre, infatti, terminerà l’incarico provvisorio della dottoressa Matta.

Una scelta, della dottoressa uscente, che merita di essere rispettata e sulla quale non è necessario formulare ipotesi o supposizioni.

Il punto però, per il paese, è un altro: che cosa accadrà dal 1° ottobre agli oltre 1400 cittadini che oggi hanno nella dottoressa Matta il proprio medico di riferimento? E agli altri da ormai anni senza un proprio medico?

Per comprendere perché questa domanda stia suscitando tanta attenzione occorre però tornare indietro di qualche anno e ricostruire quanto accaduto.

Prima dell’ottobre 2024: i cittadini senza medico

Gonnosfanadiga conosce già molto bene cosa significhi vedere un numero così elevato di cittadini contemporaneamente senza un medico di medicina generale.

Dopo il pensionamento del dottor Giuseppe Ronchi, i suoi assistiti si erano ritrovati senza un proprio medico di famiglia, così per gli altri medici pensionati, un numero elevato di pazienti anche considerando il numero di pazienti fragili nel paese ai piedi del monte Linas. Per un lungo periodo la risposta era stata rappresentata dall’assistenza temporanea, attraverso i medici messi a disposizione per garantire le prestazioni necessarie in assenza di un titolare.

Una situazione che nel tempo aveva inevitabilmente creato difficoltà soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti che necessitavano di un rapporto assistenziale continuativo.

Per molti significava raggiungere l’ambulatorio temporaneo fin dalle prime ore del mattino, attendere il proprio turno e confrontarsi, a seconda delle disponibilità, con professionisti differenti.

Non si trattava soltanto della necessità di ottenere una prescrizione o una visita. Il medico di famiglia rappresenta infatti, soprattutto nei piccoli centri, un punto di riferimento che nel tempo conosce anamnesi, terapie, condizioni familiari e storia clinica del paziente.

Fu anche per questo che l’arrivo della dottoressa Giulia Matta, nei primi giorni di ottobre 2024, venne accolto con particolare emozione.

Per oltre circa 1400 cittadini significava tornare ad avere un medico di riferimento stabile dopo un periodo particolarmente complesso.

Ottobre 2024: l’arrivo della dottoressa Matta

Con l’inizio dell’incarico della dottoressa Matta la situazione era progressivamente tornata verso una maggiore normalità.

Nel corso dei quasi due anni successivi si è creato quel rapporto quotidiano che normalmente accompagna il lavoro di un medico di medicina generale: visite, prescrizioni, controlli, conoscenza delle condizioni cliniche e, inevitabilmente, anche rapporti umani.

È proprio questo precedente a spiegare perché la comunicazione arrivata ufficialmente nelle scorse settimane abbia fatto riaffiorare tra gli assistiti il ricordo del periodo precedente.

La dottoressa ha informato i pazienti che il suo incarico terminerà il 30 settembre e che, dal giorno successivo, non sarà rinnovato.

Nel messaggio ha spiegato che si tratta di una decisione personale, precisando che non riguarda il rapporto con i propri assistiti, e ha chiesto che i canali professionali non vengano utilizzati per richiedere ulteriori spiegazioni sulle motivazioni della scelta.

Una volontà che deve essere rispettata.

Il tema di interesse pubblico, quindi, non riguarda il perché della decisione, ma ciò che accadrà dopo.

Il 7 settembre e quei 300 posti terminati in meno di mezz’ora

Nel frattempo, un episodio avvenuto lo scorso 7 settembre ha mostrato in maniera piuttosto chiara quanto sia forte, in questo momento, la necessità di trovare un medico di famiglia a Gonnosfanadiga.

Con l’apertura della possibilità di scegliere la dottoressa Sanna, erano disponibili 300 posti.

Posti che sono andati esauriti in poco meno di mezz’ora.

Una corsa alla scelta del medico che, nelle ore successive, ha dato origine anche a numerose discussioni sui social.

Tra i cittadini si è discusso su eventuali criteri di priorità, sulle modalità attraverso le quali era stato possibile effettuare la scelta e sulla situazione di chi non era riuscito a rientrare nei posti disponibili.

Il confronto, in alcuni casi (pochi) particolarmente acceso, ha mostrato soprattutto un dato: quando l’offerta di medici disponibili è inferiore rispetto al numero delle persone che cercano assistenza, il rischio è che una normale procedura amministrativa venga vissuta dai cittadini come una vera e propria gara, una corsa contro il tempo. Ed è difficile non considerare, in questo contesto, anche un altro aspetto.

Non tutti hanno la stessa familiarità con SPID, identità digitale, posta elettronica e servizi online. Una parte importante della popolazione, soprattutto quella più anziana, può avere difficoltà ad accedere autonomamente a procedure che passano attraverso strumenti digitali e portali come ZenteWeb.

Il tema, quindi, non riguarda soltanto quanti posti saranno disponibili, ma anche come garantire a tutti la possibilità concreta di accedervi offrendo a tutti le stesse possibilità, in particolare in situazioni come questa di “finestre temporali con numero limitato di posti”.

A Gonnosfanadiga ci sono già cittadini senza medico

L’altro elemento da tenere presente è che il problema non inizierà il primo ottobre.

Già oggi a Gonnosfanadiga diversi cittadini non dispongono di un proprio medico di medicina generale e devono fare riferimento all’assistenza temporanea.

Dal prossimo 1° ottobre anche gli oltre 1400 assistiti della dottoressa Matta si aggiungeranno a questo bacino, il numero complessivo di persone che necessitano di una soluzione alternativa aumenterà in maniera significativa tornando al periodo pre 2024.

Va precisato, per completezza, che la cessazione dell’incarico è stata comunicata, ma resta ancora da conoscere quale organizzazione verrà predisposta dalla ASL e se, nel frattempo, potranno essere individuati uno o più professionisti disponibili ad assumere nuovi assistiti.

Ed è proprio su questo punto che negli ultimi giorni si è concentrata anche l’attività dell’amministrazione comunale.

15 settembre: le proposte del sindaco Andrea Floris alla ASL

Nella giornata di martedì 15 settembre, il sindaco di Gonnosfanadiga Andrea Floris ha comunicato di avere formalizzato ai vertici della ASL alcune proposte già affrontate in precedenza, con l’obiettivo di individuare una soluzione almeno parziale alle criticità dell’assistenza sanitaria di base, anche in vista della cessazione dell’incarico della dottoressa Matta.

Le proposte riguardano tre fronti.

Il primo è la riattivazione del Centro di Salute e la ricollocazione dei medici ASAP.

Secondo quanto spiegato dal sindaco, l’attuale collocazione del servizio ASAP nella sede periferica dell’ambulatorio comunale comporterebbe difficoltà logistiche soprattutto per la popolazione anziana.

Da qui la proposta di riportare il servizio in locali più centrali.

Si tratta di spazi comunali recentemente ristrutturati, già utilizzati gratuitamente dai medici in servizio e che, secondo l’amministrazione, potrebbero garantire una maggiore accessibilità e soprattutto condizioni più adeguate per l’attesa dei pazienti.

La seconda proposta riguarda invece il potenziamento immediato delle ore dell’ambulatorio ASAP a partire dal mese di ottobre. L’obiettivo sarebbe aumentare il monte ore assistenziale proprio in coincidenza con la cessazione dell’incarico della dottoressa Matta, almeno fino all’eventuale reclutamento di nuovi medici titolari.

La terza ipotesi avanzata alla ASL dal primo cittadino è quella di valutare il coinvolgimento di medici recentemente andati in pensione, attraverso incarichi libero-professionali.

«Sono proposte già presentate in passato ma che, vista la situazione, sono di assoluta attualità», ha spiegato Floris, sottolineando come la crisi della medicina territoriale non riguardi esclusivamente Gonnosfanadiga e come non esistano soluzioni semplici o immediate.

Ora si attendono le risposte della ASL.

Il possibile impatto sull’assistenza territoriale

Il nodo, infatti, non riguarda soltanto la disponibilità formale di un medico.

Se non dovesse essere immediatamente individuato un nuovo professionista in grado di prendere in carico il massimale dei pazienti che gli sarà concesso, sarà necessario comprendere se e in quale modo il sistema di assistenza temporanea potrà nuovamente assorbire un numero così consistente di ulteriori utenti.

L’ambulatorio straordinario dovrebbe infatti continuare ad assistere anche i cittadini che già oggi vi fanno riferimento. Da qui nasce anche la richiesta avanzata dal sindaco di aumentarne le ore a partire da ottobre.

C’è poi una conseguenza indiretta che merita di essere considerata senza creare allarmismi.

Il medico di famiglia rappresenta il primo riferimento per gran parte delle necessità sanitarie quotidiane: dalla valutazione iniziale di un problema alle prescrizioni, dalle certificazioni al monitoraggio delle patologie croniche, fino all’indicazione del percorso sanitario più appropriato.

Quando questo primo livello diventa meno facilmente accessibile, alcuni cittadini possono essere portati a rivolgersi ad altri servizi territoriali, alla continuità assistenziale o, quando ritengono la situazione urgente, al pronto soccorso.

Non è possibile sapere oggi se questo avverrà a Gonnosfanadiga.

Proprio per evitarlo, però, conoscere per tempo l’organizzazione prevista dal 1° ottobre assume una particolare importanza.

Lo sguardo e attesa sono rivolti al 1° ottobre

La cronologia degli ultimi anni, in fondo, racconta bene perché a Gonnosfanadiga queste settimane vengano seguite con tanta attenzione.

Prima il pensionamento di alcuni medici di medicina generale e il lungo periodo nel quale migliaia di cittadini erano rimasti senza un medico di riferimento.

Poi, nell’ottobre 2024, l’arrivo della dottoressa Matta e il ritorno a una situazione più stabile.

Il 7 settembre 2026, i 300 posti disponibili con la dottoressa Sanna esauriti in meno di mezz’ora, con le successive discussioni nate tra i cittadini.

Il 15 settembre, le proposte formalizzate dal sindaco Andrea Floris alla ASL per rafforzare l’assistenza temporanea, riportare il servizio ASAP in una sede più centrale e valutare il coinvolgimento di medici in pensione.

E ora la prossima data cerchiata sul calendario è il 1° ottobre.

La questione pubblica comincia da ciò che accadrà dopo.

Resta da capire se sarà possibile individuare uno o più nuovi medici ai quali gli assistiti potranno rivolgersi, se verranno messi a disposizione ulteriori posti oppure se, almeno in una prima fase, una parte consistente dei pazienti dovrà fare riferimento all’assistenza temporanea.

E resta anche da comprendere come verranno accompagnate nelle procedure quelle persone, soprattutto anziane, che non hanno dimestichezza con SPID, identità digitali, posta elettronica e portali online.

A Gonnosfanadiga il problema non è nuovo e proprio per questo oggi le domande sono molto concrete.

Quale assistenza troveranno dal 1° ottobre migliaia di gonnesi? Quante risorse verranno messe a disposizione? E con quali modalità verrà garantito che nessuno, anche tra chi ha maggiori difficoltà con gli strumenti digitali, rimanga indietro?

Sono queste, nelle prossime due settimane, le risposte che il paese attende.

© Riproduzione riservata