Guspini, commemorazione dei caduti di tutte le guerre


Mauro Onidi e Lorenzo di Biase si sono soffermati sulla ricerca dei guspinesi morti o dispersi nelle guerre ancora senza nome
Guspini, commemorazione dei caduti di tutte le guerre

Il 4 novembre, come ogni anno, anche a Guspini è stata celebrata la giornata dell’Unità d’Italia, delle Forze Armate e la commemorazione dei caduti di tutte le guerre.

Il Regio Decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922 istituiva la festa nazionale in occasione della tumulazione del Milite Ignoto avvenuta il 4 novembre 1921 all'Altare della Patria a Roma. Nel 1949 la festività, diventa il Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.

Chi, anche a Guspini, è nato negli anni 50, 60 e 70 forse ricorda la celebrazione che si svolgeva davanti al monumento ai caduti, alla quale partecipavano le scuole di tutti gli ordini e grado con i bambini e i ragazzi che cantavano le canzoni che erano state dei loro nonni quando combattevano sulla linea del Piave. Per non dimenticare. Festa molto sentita perché molte famiglie di Guspini hanno dei nonni e congiunti morti, nelle guerre d’indipendenza, nella prima guerra mondiale e nei focolai di guerra sparsi in Europa e Africa ai quali sono stati costretti a partecipare negli anni che hanno preceduto la seconda guerra mondiale.
 

L'intervento di Maurizio Onidi

La giornata non è una commemorazione qualunque non è solo ricordare, è attivare tutte quelle iniziative che possono far sì che non accada più. I caduti militari della Guerra del 1915-18 oscillano tra i 600.000 e 650.00 mila, a questi si uniscono le vittime civili, stimate in circa 580.000. Si può capire che i morti siano stati circa 1.240.000. Quelli della seconda, quella del 1940-1945, ha numeri inferiori. Caduti in combattimento, in campi di prigionia e di concentramento, circa 300.000. I civili, secondo le fonti del ministero, sono tra i 60.000 e gli 85.000, per un totale di circa 380.00.

Ragionare di questi numeri sembra assurdo e le guerre sembrano lontane. Ad oggi nel mondo, secondo i dati dei vari istituti che studiano il problema, sono attivi 56 conflitti, di diversa intensità e interessano oltre 92 Paesi. Per questo il quattro novembre si è parlato e riflettuto di pace.
 

L'intervento di Lorenzo Di Biase

La giornata è iniziata con la Santa Messa nella Parrocchia di san Nicolò dove sono convenute le autorità civili, i rappresentanti delle forze dell’ordine, scolari e studenti degli istituti di ogni ordine e grado, pensionati, mamme e papà, giovani, e quanti, per un motivo o per un altro, hanno un ricordo da condividere e un sogno di pace da accarezzare. Questo il tema dell’omelia di don Emanuele Deidda parroco della chiesa di san Nicolò. All’uscita della messa, in corteo, preceduti da due vigili in alta uniforme e la Banda Musicale Città di Guspini, dalla Piazza XX Settembre si è raggiunto il Monumento ai Caduti in Piazza IV Novembre, dove è stata deposta una corona d’alloro; un breve momento di silenzio, il saluto dell’Amministrazione e la benedizione al monumento del milite ignoto.

Giuseppe Muntoni, Assistente Capo della Polizia di StatoAltro momento significativo è stato quello della premiazione di un guspinese, Giuseppe Muntoni, Assistente Capo della Polizia di Stato, per il coraggio, l’altruismo e l’altissimo valore civile dimostrati il 24 gennaio 2021 quando, con prontezza si tuffava nelle acque del Rio Mar'e Foghe per salvare una donna.

Le note del Silenzio hanno messo i presenti sull’attenti e l’inno di Mameli ha concluso il momento.

Alla spicciolata i partecipanti si sonno ritrovati presso il Cimitero comunale per scoprire una targa che ricorda i caduti guspinesi di tutte le guerre: la 1^ (1915-1918), la 2^ (1940-1945), la Guerra d’Africa (1935-1936) e quella di Spagna (1936-1939). All’intervento del sindaco, Marco Pala, sono seguiti quello di Mauro Onidi e Lorenzo di Biase, rappresentante dell’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, che hanno raccontato alcune fasi della ricerca in corso, relativa a quanti guspinesi, morti e dispersi nelle varie guerre, non hanno ancora un nome. Un mazzo di fiori è stato deposto da alcune studentesse, ai piedi della targa ai caduti. Un lungo applauso ha concluso la cerimonia.

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