Un invito speciale alla leva del 1976:
“Care ragazze e cari ragazzi del 1976, vi rivolgo un caro saluto. Sono arrivato da poco tra voi e, nel desiderio di conoscere sempre meglio la nostra comunità, vorrei invitarvi, insieme a coloro che negli anni hanno organizzato la festa, a vivere insieme la Festa Patronale di San Nicolò Vescovo, dal 3 al 6 dicembre 2026”
È l’invito iniziale della lettera con la quale don Emmanuele Deidda, fresco di nomina a parroco della parrocchia di San Nicolò Vescovo intende coinvolgere la classe di nascita del 1976.

Per la prima volta nell’ex centro minerario, secondo le intenzioni del giovane parroco, già molto attivo nelle attività delle associazioni e della parrocchia, il progetto mira a coinvolgere le cinquantenni e i cinquantenni nell’organizzazione delle feste religiose e altre iniziative di carattere sociale.
“Il traguardo dei vostri cinquant’anni di vita ci offre una bella occasione per ritrovarci, rinnovare le amicizie e sentirci ancora più uniti e mettere in comune idee ed energie, offrendo qualcosa di bello a tutta la comunità guspinese. Mi piacerebbe che la vostra leva prendesse parte alla preparazione e alla vita della festa, mettendo in comune idee, tempo, capacità ed entusiasmo. Il vostro cinquantesimo compleanno potrebbe così diventare anche un dono per il paese: la gioia di ritrovarsi che si traduce in disponibilità, collaborazione e servizio La festa del nostro patrono è un’occasione per riscoprire i legami che ci uniscono e la gioia di fare qualcosa di bello insieme, mettendo ciascuno i propri doni al servizio della comunità. Anche un piccolo impegno, condiviso con gli altri, può acquistare un grande valore. È questo lo spirito con cui vorrei camminare insieme a voi verso la festa: riscoprire la bellezza di lavorare fianco a fianco per il bene di tutti” è l’auspicio di don Emmanuele.
IL PROGRAMMA
“Vi aspettiamo martedì 6 ottobre, alle 20 nei locali del nostro Oratorio San Domenico Savio. Sarà un primo incontro per salutarci, ascoltare le vostre proposte e pensare insieme a come rendere la leva del 1976 parte attiva di questo cammino. L’invito è rivolto a tutti gli amici e le amiche della Leva del 1976: ciascuno è il benvenuto e potrà dare il proprio contributo secondo le proprie possibilità. Vi chiedo di far circolare questa lettera tra le persone della vostra leva, perché l’invito possa raggiungere tutti e ognuno si senta parte di questo cammino. Cinquant’anni di vita possono diventare una bella occasione per ritrovarsi, rinnovare i legami e mettersi al servizio della propria comunità. Con questo desiderio vi aspettiamo, nella fiducia che la presenza di ciascuno, con i doni e le possibilità che può offrire, possa rendere più bella la nostra festa e aiutarci a crescere come comunità, nell’amicizia, nel servizio e nella cura gli uni degli altri” precisa nell’invito don Deidda.
Nella nostra Isola, ma in particolare nell’alto oristanese e nuorese i coscritti della stessa annata, fra di loro si chiamano “Fedali”, dal latino “Fidelis” fedele, leale, persona sulla quale si può fare affidamento. «Come già avviene in diverse altre parrocchie della nostra diocesi, quest’anno anche a Guspini intendiamo proporre come novità l’esperienza della leva. Un’occasione che ci mette in gioco come comunità, affinché ciascuno possa sentirsi coinvolto e partecipe della vita del paese e delle sue feste» conclude il messaggio del parroco alla leva del ‘76.
Sviluppare i rapporti tra coetanei, favorire l’integrazione nella vita pubblica e prepararsi a ricevere le esperienze per trasmetterle a loro volta, garantendo la continuità delle tradizioni locali. Si possono riassumere così i principi cardine delle fondamentali attività della Leva.
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