Alessandra Piredda: «Le borse di studio possono cambiare il destino di un giovane. La nostra forza è la capacità di fare rete e costruire opportunità per il territorio».
Venticinque anni di incontri, amicizie, scambi culturali e orizzonti senza confini. Il Centro Locale Intercultura di Guspini – Medio Campidano festeggia un traguardo importante, celebrando un quarto di secolo di attività dedicate alla promozione del dialogo interculturale e del progetto educativo di Intercultura.

Un anniversario che rappresenta non soltanto l’occasione per ripercorrere la storia dell’associazione, ma anche un momento per fare il punto sul lavoro svolto e guardare al futuro. Un percorso che ha permesso di creare relazioni con tutti e cinque i continenti, accogliere ragazze e ragazzi provenienti da diversi Paesi e accompagnare tanti giovani del territorio in esperienze di studio all’estero, contribuendo a portare il Medio Campidano nel mondo e il mondo nel Medio Campidano.
A tracciare il bilancio è Alessandra Piredda, alla guida del Centro Locale, che si appresta a vivere il suo ultimo anno sociale da presidentessa.
«Mi fa particolarmente piacere concludere il mio mandato proprio nell’anno in cui celebriamo i 25 anni dalla fondazione del nostro Centro Locale. È un’occasione preziosa per raccontare le tante attività realizzate, ma soprattutto per riconoscere il valore delle persone che hanno reso possibile questo percorso. In questi anni abbiamo costruito una realtà fatta di storie, incontri e legami che vanno ben oltre i confini geografici e che, in molti casi, durano tutta la vita».
Un cammino che non è stato privo di difficoltà. Prima fra tutte, la mancanza di una sede fisica, un ostacolo che non ha impedito all’associazione di portare avanti i propri progetti e di consolidare la propria presenza sul territorio.
«Abbiamo imparato a trasformare le difficoltà in opportunità, facendo della collaborazione con le altre associazioni una vera ricchezza. Credo che il valore del nostro percorso risieda proprio nella capacità di fare rete, condividere esperienze e costruire insieme nuove possibilità. Abbiamo dimostrato che, anche senza una sede, si può essere presenti, attivi e capaci di lasciare un segno concreto nella comunità».
LE BORSE DI STUDIO COME OPPORTUNITÀ DI CAMBIAMENTO

In un territorio che continua a confrontarsi con importanti difficoltà economiche e sociali, offrire ai giovani la possibilità di vivere un’esperienza internazionale assume un significato ancora più profondo.
Le borse di studio rappresentano uno degli strumenti fondamentali attraverso cui Intercultura consente a tanti studenti meritevoli di accedere a un’esperienza formativa che, diversamente, potrebbe essere economicamente difficile da sostenere.
«Credo profondamente nel valore delle borse di studio, soprattutto in un territorio come il nostro. Permettere a un ragazzo o a una ragazza di partire per un anno di studio all’estero significa offrire molto più di un viaggio: significa aprire una finestra sul mondo, acquisire nuove competenze, sviluppare autonomia e fiducia in sé stessi e scoprire possibilità che forse, fino a quel momento, sembravano irraggiungibili. Un’esperienza di questo tipo può diventare un vero ascensore sociale, capace di incidere sul percorso di vita di una persona e di ampliarne gli orizzonti, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia di partenza».
Accanto ai programmi di mobilità internazionale, una parte importante dell’impegno del Centro Locale riguarda le attività nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso laboratori e iniziative rivolti agli studenti.
«Investire sui più piccoli è fondamentale. Dobbiamo seminare curiosità, alimentare la speranza e aiutare i ragazzi a sviluppare una mentalità aperta, capace di accogliere le differenze come un’opportunità di crescita. È importante che il sogno di un anno all’estero possa nascere già tra i banchi di scuola, perché conoscere altre culture significa anche imparare a conoscere meglio sé stessi e il mondo in cui viviamo».
UNA GRANDE FAMIGLIA, OLTRE I CONFINI
In 25 anni, il Centro Locale ha costruito una rete di relazioni che coinvolge volontari, famiglie ospitanti, famiglie che scelgono di affidare i propri figli a un’esperienza all’estero, studenti, scuole, insegnanti, associazioni e istituzioni locali.
Le famiglie ospitanti, in particolare, svolgono un ruolo essenziale nell’accoglienza dei giovani provenienti da altri Paesi, trasformando la disponibilità ad aprire le porte di casa in un’occasione di scambio e arricchimento reciproco. Allo stesso modo, le famiglie degli studenti in partenza affrontano le inevitabili preoccupazioni legate alla distanza, scegliendo di accompagnare i propri figli in un’esperienza di crescita e autonomia.
«Quando parliamo di Intercultura, parliamo di una grande famiglia. Ci sono i ragazzi che arrivano da lontano e quelli che partono dal nostro territorio, le famiglie che accolgono e quelle che affidano a noi i propri figli, le scuole che collaborano ai nostri progetti e le istituzioni che riconoscono il valore educativo della mobilità internazionale. Ognuno contribuisce a costruire un’esperienza che lascia un segno profondo. I nostri studenti diventano ambasciatori di dialogo, comprensione e pace, portando con sé qualcosa della propria terra e tornando con uno sguardo più ampio sul mondo».
Un ringraziamento particolare va anche agli enti e alle istituzioni locali che, attraverso il patrocinio, la vicinanza e il sostegno istituzionale, hanno creduto nel valore dell’educazione interculturale come risorsa per la crescita della comunità.
IL VALORE DEI VOLONTARI E LO SGUARDO AL FUTURO

Il cuore di tutte queste attività è rappresentato dai volontari, che mettono a disposizione tempo, competenze, energie e passione, contribuendo alla realizzazione dei progetti e alla continuità dell’associazione.
«Il motore di tutto sono i volontari. È il gruppo a fare la differenza: la condivisione, l’empatia, la voglia di stare insieme, di collaborare e anche di divertirsi. Non è necessario che tutti facciano le stesse cose o abbiano lo stesso tempo da dedicare: ciascuno può contribuire secondo le proprie capacità e possibilità. È proprio questa ricchezza di competenze e sensibilità a rendere viva la nostra associazione».
Tra i volontari che ogni anno accompagnano i ragazzi nel loro percorso c’è Giacomo Serra, responsabile sviluppo e formazione del Centro Locale, che sottolinea il senso più profondo dell’esperienza interculturale.
«Far parte di Intercultura non significa solamente partecipare a dei programmi di scambio, ma capire profondamente cosa voglia dire far parte direttamente o indirettamente di una cultura, sperimentare sulla propria pelle il non capire tutto subito e quindi allenare la pazienza. Questo aspetto ricorda costantemente, in un mondo che ci vuole sempre più performanti, la bellezza di cogliere un dettaglio e soprattutto allenare la pazienza.
Un’esperienza all’estero può essere molto complessa e per questo motivo la stessa associazione prevede un periodo di preparazione dove i ragazzi e le ragazze imparano e si confrontano nell’ottica di condividere per un intero anno la propria vita con persone nuove. Noi crediamo che il concetto di straniero sia solamente linguistico, d’altronde sono le storie che arrivano ogni anno dal mondo che ci ricordano quanto basti un po’ di coraggio per trasformare una semplice casa ospitante in un secondo porto sicuro, nel proprio personale e prezioso contatto nel mondo, lontani dal comfort di casa».
Concludere il mandato da presidentessa, nell’anno del venticinquesimo anniversario, significa per Alessandra Piredda guardare con orgoglio al percorso compiuto, ma anche ribadire l’importanza di continuare a investire sulle nuove generazioni.
«Sono orgogliosa di ciò che abbiamo costruito insieme. Questi 25 anni raccontano tante storie individuali, ma anche un progetto collettivo che ha saputo mettere in relazione persone, culture e territori. Mi auguro che il lavoro svolto possa rappresentare una base solida per il futuro e che il nostro Centro Locale continui a offrire ai giovani opportunità di crescita, formazione e apertura verso il mondo».
Il venticinquesimo anniversario diventa così non soltanto una celebrazione del passato, ma un’occasione per rinnovare l’impegno verso il futuro: perché ogni studente che parte, ogni ragazzo che viene accolto, ogni famiglia che apre la propria casa e ogni volontario che sceglie di mettersi in gioco contribuiscono a costruire una comunità più aperta, consapevole e capace di guardare oltre i propri confini.
Vent’anni e cinque anni di storie, incontri e orizzonti senza confini: una storia che continua, con il Medio Campidano nel mondo e il mondo nel Medio Campidano.

COME PARTECIPARE AL CONCORSO
«Per rendere questa opportunità un’esperienza reale, per il momento è sufficiente iscriversi al concorso di Intercultura entro il 10 novembre 2026» spiega Giacomo Serra. «Questo garantisce la possibilità di essere contattati dai volontari e soprattutto entrare in concorso, primo step per trasformare il sogno dell’anno all’estero nel periodo più arricchente fino ad ora vissuto».
Per qualsiasi informazione le volontarie e i volontari del Centro Locale di Guspini – Medio Campidano sono a disposizione: Veronica Bonogli: 345 532 7175
Maria Aresti: 388 926 1839 - Giacomo Serra: 345 393 6613 - Alessandra Piredda: 340 349 8930 - Sito ufficiale: www.intercultura.it
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