La storia ci insegna che l’amicizia tra l’uomo e il cane risale a migliaia di anni fa, quando i lupi, alla ricerca di cibo cominciarono ad avvicinarsi agli insediamenti umani. Col passare del tempo, lentamente, anche per mano dell’uomo si sono trasformati negli animali che oggi conosciamo. Da secoli, pertanto, il cane è diventato l’amico migliore e più fidato dell’uomo. Questo straordinario animale ha assunto un ruolo affettivo tale da farlo diventare insostituibile compagno di vita. Oltre che per la fedeltà, i cani svolgono ruoli importanti in molteplici ambiti della società, dall’assistenza alla protezione, tanto per citarne alcune. Spesso questi animali vengono impiegati in contesti complessi e rischiosi.
Storie di cani
Come non ricordare il valido aiuto di Tsunami, il cane da soccorso che ha aiutato i soccorritori a salvare numerose vite umane, nel devastante terremoto del 24 giugno di quest’anno in Venezuela, che ha causato 4.118 vittime. Recentemente, a Maracaibo, per ricordare Tsunami e rendere omaggio al coraggio dimostrato è stato realizzato un monumento in suo onore “Angelo a quattro zampe”.
Nel 1934, in Giappone, una statua fu dedicata anche ad Hachikō, un cane di razza Akita, per la fedeltà dimostrata nei confronti del suo padrone, Hidesaburō Ueno, professore giapponese. Hachikō tutti i giorni si recava alla stazione ferroviaria di Shibuya per attendere il ritorno del suo padrone ed insieme rientravano a casa. Dopo la morte improvvisa del professore, il cane fedele, per lunghi anni, quotidianamente continuò a recarsi alla stazione per attendere, invano, il ritorno del suo padrone. Una storia di lealtà e affetto che divenne il soggetto di libri e film.

Ci sono anche storie di cani meno noti che, grazie alla loro intelligenza e fedeltà, meritano di essere raccontate, come quella del pastore tedesco di signorina Licia Pusceddu.
Ancora oggi sono diverse le testimonianze che raccontano la storia incredibile del cane intelligentissimo di signorina Licia Pusceddu, come era chiamata dai concittadini, titolare di una gioielleria fino agli inizi degli anni 70. Inizialmente il negozio era ubicato nella via Gramsci, dove attualmente c’è un negozio di articoli da regalo e successivamente si era trasferita nel centro, dove allo stato attuale c’è un’agenzia immobiliare. Riavvolgendo il nastro dei ricordi verrebbe da pensare che Licia Pusceddu, nubile, non più giovanissima avesse preso questo cucciolo di pastore tedesco per compagnia ma anche per difesa, visto il tipo di attività che svolgeva, consapevole che questa razza era ed è una delle più amate al mondo per intelligenza, lealtà e versatilità.
«Il cane di signorina Licia Pusceddu era un cane intelligentissimo. La padrona l’aveva abituato ad andare a prendere il pane al panificio di Elisa Floris, in via Zeppara» dichiara un novantenne che per timidezza preferisce non essere citato.
«Tutte le mattine la padrona scriveva il quantitativo e il tipo di pane in un biglietto che metteva nel cestino, insieme ai soldi. Il cane prendeva con la bocca il manico del cestino e partiva verso il panificio. La fornaia, come da abitudine metteva il pane nel cestino, con il resto dei soldi e l’animale faceva rientro a casa. Ricordo molto bene questi momenti, come del resto anche le persone che in strada assistevano divertite al passaggio di questo magnifico cane con il cestino stretto tra i denti».
Anche Paolo Virdis ricorda molto bene quella storia «Lavoravo nell’officina di mio fratello Aldo, in via Gramsci, situata a poco metri dal negozio di signorina Licia, dove attualmente c’è uno studio dentistico. In quegli anni il traffico automobilistico, anche nelle strade del centro cittadino, era scarso. Ricordo molto bene quando la mattina il cane, ben addestrato dalla padrona, con il suo cestino usciva per andare a fare le commissioni. Abitavo di fronte al panificio di Elisa Floris, in via Zeppara ed era uno spettacolo vederlo passare, a volte con il cestino del pane. Era un animale straordinario, docile, intelligente e bellissimo».
Alceo Atzeni, abitava e ancora abita nel vicolo di via Gramsci e per recarsi nel centro cittadino, per forza di cose doveva passare davanti al negozio della Pusceddu «Abitando nelle vicinanze mi capiva spesso di vedere il cane andare a fare le commissioni o tornare con la spesa, altre volte con il giornale infilato nel collare. Un cane che per la stazza, soprattutto per chi non lo conosceva, a prima vista poteva incutere paura. Era certamente un animale che si faceva rispettare, soprattutto quando portava a casa gli acquisti».
Sempre per le storie di cani è ancora Alceo Atzeni a raccontare un simpatico e curioso aneddoto «Era il 1953, mio padre aveva un bellissimo setter, uno straordinario cane da caccia che aveva affiliato. Dopo qualche tempo i cuccioli vennero regalati. Passati alcuni giorni mio padre portò a casa un maialino di pochi giorni, per allevarlo. Il lattonzolo, da subito cominciò a succhiare il latte dalla mamma dei cuccioli. Si creò un rapporto “materno” tale, tra cane e maialino che il setter, quando usciva di casa, il maialetto gli andava appresso come fa un cucciolo con la mamma»..
Queste storie ci confermano che questi animali non sono solo compagni affidabili, ma anche veri e propri sostegni emotivi che, con la loro presenza sono in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, come hanno ampiamente dimostrato studi scientifici.
(Ndr - Il cane della foto principale, gentilmente concessa dai proprietari, a detta degli intervistati ha una forte rassomiglianza con quello di Licia Pusceddu raccontato nell'articolo)
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