Guspini, Omar Tuveri: “Stare con la serranda abbassata per quasi due mesi ci ha creato una perdita di circa 50mila euro”


di Maurizio Onidi
A due mesi dal blocco delle attività produttive abbiamo voluto capire meglio che impatto ha avuto il Covid-19 sulla economia locale. Abbiamo cercato di approfondire le problematiche connesse all'epidemia in corso direttamente con gli imprenditori dei diversi settori produttivi, commerciali e dei servizi presenti sulla piazza. Abbiamo intervistato Omar Tuveri, titolare del ristorante "L'Angolino" Qual è stato l'impatto del Covid-19 sulla sua azienda? «L’impatto è stato devastante, ricordo quei momenti con grande ansia e senso di smarrimento. Non si capiva a cosa stavamo andando incontro. La mia è una azienda giovane con neanche due anni di attività, stare con la serranda abbassata per quasi due mesi ci ha creato una perdita di circa 50mila euro». Avete ricevuto contributi e di che tipo? «Abbiamo ricevuto i famosi 600 euro un mese dopo che abbiamo fatto la richiesta, mentre i miei dipendenti sono in cassa integrazione e sino al 5 di maggio non hanno ricevuto neanche un euro». Di cosa avete bisogno per ripartire? «Prima di parlare di cosa, stiamo focalizzando l'attenzione su come ripartire. Attualmente stiamo lavorando con il take away.  Stiamo valutando anche di non riaprire fino a che la situazione non si sarà normalizzata. La limitazione dei posti è già di per se un grosso danno economico, a questo aggiungiamo il fatto che le normative, giuste per carità di fronte a una epidemia di questo tipo, tolgono di fatto anche la parte "conviviale" della nostra attività e alla quale la nostra clientela era abituata.  Per quanto riguarda la parte squisitamente finanziaria credo che l’unica soluzione per far ripartire le piccole aziende come la mia sia quella del prestito a fondo perduto per consentirci di avere la liquidità necessaria per far fronte a tutte le perdite che abbiamo subito e prepararci a una stagione estiva che non sarà indimenticabile come quella dell’anno scorso».

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