Il libro di Giovanni Murgia “Al rogo dell’inquisizione”


La storia di Truisco Casula e Dominiga Figus: un’ingiustizia politica nell’inquisizione sarda. La loro condanna fu orchestrata da Andrea Sanna, vescovo di Ales
Il libro di Giovanni Murgia “Al rogo dell’inquisizione”

Nel cuore della Sardegna del XVI secolo, tra il rigore dell’Inquisizione e le tensioni politiche dell’epoca, si consumò una delle vicende più cupe della storia dell’Isola. Truisco Casula e Dominiga Figus furono condannati al rogo nel 1545 a Cagliari, accusati di stregoneria e di aver stretto un patto con il diavolo. Un destino segnato non da reali colpe, ma da intrighi politici, superstizioni e dalla volontà di consolidare il controllo assoluto sull’intera società.

La loro condanna fu orchestrata da Andrea Sanna, vescovo di Ales e inquisitore, con la complicità di Salvatore Aymerich, signore di Mara Arbarey, e Azore Zapata, signore di Las Plassas e Barumini. Questi uomini, spinti da interessi personali e politici, sfruttarono l’Inquisizione come strumento per rafforzare il proprio potere.

Truisco e Dominiga, rispettivamente originari di Gonnosnò e Sinnai, furono le vittime innocenti di un complotto teso a minare l’autorità del viceré Antonio de Cardona. Il viceré, impegnato in una campagna di riforme per ridimensionare il potere dei baroni locali e rafforzare l’autorità della corona, si trovò coinvolto in una rete di accuse e manipolazioni. L’inquisitore Sanna, nel tentativo di screditare la viceregina Maria de Requesens, orchestrò l’accusa di stregoneria nei confronti di Truisco e Dominiga, trasformandoli in capri espiatori di una lotta di potere più grande.

IL CONTESTO STORICO E LE ACCUSE

La Sardegna del XVI secolo era una terra segnata da profonde credenze religiose e dalla diffusione di pratiche magiche, soprattutto nelle aree rurali. In un simile contesto, la superstizione e la paura alimentavano accuse infondate, mentre la tortura veniva utilizzata per estorcere confessioni e per giustificare i processi sommari. L’Inquisizione, con il suo potere assoluto, si rivelò uno strumento nelle mani di chi voleva manipolare la società per i propri fini politici.

I documenti storici rivelano che le accuse mosse contro Truisco e Dominiga, come spesso accadeva, furono costruite ad arte. Confessioni ottenute sotto tortura, calunnie e un clima di terrore permisero all’Inquisizione di condannare i due giovani, mentre le vere ragioni del processo si trovavano negli equilibri politici e nei giochi di potere tra il governo centrale e i baroni locali.

UNA RICOSTRUZIONE STORICA SCRUPOLOSA

L’episodio è stato meticolosamente ricostruito grazie all’analisi di documenti inquisitoriali in catalano e sardo, che permettono di gettare nuova luce su uno dei capitoli meno esplorati della storia sarda. Giovanni Murgia, storico e docente universitario, ha dedicato gran parte della sua carriera a indagare le vicende politiche e sociali dell’Isola durante il dominio spagnolo e sabaudo.

Attraverso le sue pubblicazioni, tra cui “Comunità e Baroni. La Sardegna spagnola (secc. XV-XVII)” e “Un’isola, la sua storia. La Sardegna tra Aragona e Spagna”, Murgia ha offerto contributi fondamentali per comprendere le dinamiche di potere che hanno segnato la storia dell’Isola. Nel caso di Truisco e Dominiga, il suo lavoro evidenzia non solo le atrocità dell’Inquisizione, ma anche la complessità di un’epoca in cui politica e religione si intrecciavano in modo indissolubile.

UNA RIFLESSIONE SUL PASSATO

La tragica vicenda di Truisco Casula e Dominiga Figus è un monito contro le ingiustizie e gli abusi di potere. Essa rivela come la paura e la superstizione possano essere strumentalizzate per colpire innocenti e consolidare il controllo politico.

Giovanni Murgia, con la sua analisi storica rigorosa, ci invita a riflettere sulle ferite lasciate dalle ingiustizie del passato e sull’importanza di preservare la memoria storica. Solo attraverso la conoscenza del passato possiamo comprendere le dinamiche di oppressione che hanno segnato la storia della Sardegna e dell’umanità intera.

© Riproduzione riservata