Il nuovo comitato della “tradizione campanaria e memoria”


Nato a Lunamatrona l’obiettivo del gruppo è quello di conservare e preservare una pratica tramandata oralmente per generazioni
Il nuovo comitato della “tradizione campanaria e memoria”

Da qualche tempo è nato a Lunamatrona un nuovo comitato denominato per la “Tradizione campanaria e la memoria”. L’obiettivo del gruppo è quello di conservare e preservare una pratica tramandata oralmente per generazioni, oltre che trasmettere le tecniche e le conoscenze legate all’antica tradizione dei campanari.

Si tratta di un gruppo numeroso. Conta, infatti, circa ottanta aderenti e intende coinvolgere anche bambini e ragazzi, insegnando le tecniche utilizzate dai campanari e il significato dei diversi suoni che in passato scandivano numerosi momenti della vita del paese.

Antonio Cauli, 77 anni, è fra le persone che di questa tradizione ha la più grande esperienza e la vuole mettere a disposizione del prossimo. Iniziò, infatti, a suonare le campane prima dei diciassette anni, apprendendo le tecniche del suono dal maestro Antonio Piras. Ma non è l’unico all’interno del comitato. L’iniziativa ha preso corpo con la realizzazione del “Giardinetto sonoro”, realizzato da Stefano Zedda, dotato di campane e strumenti didattici attraverso i quali è possibile esercitarsi e conoscere le modalità di esecuzione dei diversi suoni.

Dopo la dimostrazione dello scorso settembre durante l’ultima sagra del melone, l’obiettivo è quello di provare a coinvolgere le scuole e svolgere attività di ricerca attraverso documenti d’archivio, testimonianze degli anziani campanari e trascrizione dei suoni tradizionali.

Le attività sono quindi rivolte sia alla conservazione e documentazione delle tecniche utilizzate in passato sia al loro insegnamento alle nuove generazioni. Per la comunità un’iniziativa originale che, se coltivata nel tempo, avrà, ne siamo certi, sviluppi culturali e sociali che non potranno che essere apprezzati.

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