Al convegno di Montevecchio, “Valorizzazione del sito minerario di Montevecchio e della sua archeologia industriale”, condivisa la proposta dell’Associazione Sa Mena, presieduta da Ugo Atzori, che si pone l’obiettivo di riaccendere l’attenzione su edifici e infrastrutture legati alla storia mineraria, e sulle prospettive per la loro valorizzazione. Il progetto, altresì, intende rendere onore alla memoria delle donne e degli uomini che vi hanno lavorato. Nello specifico la proposta prevede il recupero delle strutture dell’ospedale di Gennas (Montevecchio), la laveria Principe Tomaso e la stazione ferroviaria di Sciria

L’incontro organizzato dall’Associazione minatori Sa Mena e coordinato dal socio, Sandro Renato Garau, è stato uno dei momenti importanti della 17^ Giornata Regionale di incontro dei Lavoratori delle Miniere, svoltosi sabato 12 settembre nell'ex mensa impiegati della Miniera e articolato in due giornate di eventi.

Molta partecipazione di pubblico e di rappresentati della politica, a partire dall’Assessore regionale Emanuele Cani e dai sindaci di Guspini e Arbus, Marco Pala e Paolo Salis. Presenti anche il commissario del Parco Geominerario Roberto Curreli, la presidente del Gal Linas Campidano, Mariella Amisani e gli ingegneri minerari Aessandro Putzolu e Gabriele Calvisi.

Al termine dei saluti istituzionali da parte dei due sindaci e della relazione dell’Associazione organizzatrice, tenuta dal geologo Efisio Cadoni, socio di Sa Mena è stato il turno dei due ingegneri minerari che hanno rivisitato la storia di Montevecchio in chiave tecnica e umana, per il vissuto di quel importante polo minerario. È stato, giustamente ricordato come Montevecchio sia stato per centocinquanta anni fonte di reddito per tutto il circondario del guspinese-arburese ma anche un posto di sacrifici e dolore per uomini, donne, bambini e bambine che sul posto di lavoro hanno perso la vita.
Le attese erano per le risposte della politica e le buone notizie non sono mancate, per bocca dell’Assessore Cani che “ha condiviso appieno l’ipotesi di uno sviluppo industriale e turistico del complesso di Montevecchio, al pari di altri siti minerari sardi”.
“La negligenza ha portato fino a ieri a considerare i siti minerari luoghi da chiudere, ma ora c’è un cambio di paradigma. In questi ultimi anni si sta tornando a parlare di valorizzazione di questi luoghi e della memoria delle persone che hanno prestato la loro opera. È un immenso patrimonio che dobbiamo mettere a disposizione delle future generazioni. Dobbiamo provare a invertire la rotta anche verso un’industria tecnologica” ha dichiarato l’Assessore regionale.
Entrando nel merito dei programmi da parte della Regione, Cani ha sottolineato come finalmente sia stata ultimata la classificazione dei tremilaseicento cespiti in capo all’Igea, un lavoro che mancava e che finalmente ci da un quadro completo della situazione. Lavoro che ci consentirà di stipulare un accordo Regione-Igea per la pubblicazione di un bando di dismissione di cespiti che coinvolgerà tutti gli organi interessati, amministrazioni

comunali comprese”.
All’Assessore regionale ha fatto eco il commissario del Parco Geominerario, Roberto Curreli che ha assicurato la massima disponibilità e collaborazione nel rispetto delle specifiche competenze.
Era quello che il folto pubblico volevano sentirsi dire, dopo anni di promesse, di interventi palliativi a macchia di leopardo che, purtroppo, per tutta una serie di vicissitudini, si sono rivelati inutili sperperi di denaro pubblico.
“Ci auguriamo che alle parole seguano i fatti e che quello appena concluso possa fungere da rompighiaccio per uno sviluppo serio e duraturo. Sognare non costa niente e allora perché non sperare che, in un futuro prossimo, Montevecchio torni ad essere fonte di posti di lavoro, di cultura e memoria per le nuove generazioni?”, lo auspicano non solo i soci e le socie dell’Associazione guspinese dei minatori Sa Mena, che da quasi trent’anni mantengono viva la memoria della miniera e delle persone, ma è la speranza del territorio, uno fra i più poveri della Regione.
(Servizio fotografico Gianni Piccioni)
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