L’occasione è quella delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, il 26 e 27 settembre la miniera di Montevecchio ha proposto “Re: Mining”. Il titolo indica il recupero di minerali, metalli o combustibili da vecchi siti minerari, discariche o scarti di lavorazione indicati con la parola tailings. “Riabitare gli spazi della miniere, attraversarli e raccontarli significa dare nuova vita a luoghi che hanno segnato profondamente la storia e l’identità del territorio”, si legge nella brochure di presentazione.

L’evento si è svolto nei cantieri di Levante della miniera di Montevecchio ed è dedicato alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio culturale e industriale presente nelle miniere. Organizzato da Miniera di Montevecchio all’interno della giornata Europee del Patrimonio con il patrocinio dell’European Heritage Days (Giornate Europee del Patrimonio), promossa dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione Europea, il Mic (Ministero della Cultura), il Comune di Guspini, il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Heri (ieri), e la partecipazione dell’associazione Quiteria di Sassari, si sono svolte le due giornate.
A parte le visite guidate che si sono succedute nei cantieri, molto significativi, anche se partecipati quasi ed esclusivamente dagli addetti ai lavori, lettori e amministratori locali, sono stati due momenti di sabato 26 settembre, nella Sala Modelli della miniera.

Uno dedicato al reading e alla presentazione del libro di Laura Lanza, “Il peso della galena” con Iride Peis. L’autrice e l’interlocutrice, attraverso letture, considerazioni e domande, hanno ripercorso le vicende della famiglia di Giovanni Antonio Sanna raccontate nel romanzo. Il secondo, il convegno dal titolo “Il Parco geominerario S.A.S. nelle reti di valorizzazione del patrimonio minerario” al quale hanno partecipato il Commissario del Parco Roberto Curreli, Fabrizio Atzori e Alessandro Abis. L’importanza del convegno è stata messa in luce dai relatori che hanno evidenziato il lavoro fatto e quello da fare per far emergere e riconoscere i valori espressi dai tanti che hanno lavorato nelle miniere, il patrimonio di archeologia industriale e le reti nazionali e internazionali da costruire.
I relatori hanno ripercorso per sommi capi la strada che aveva portato al riconoscimento del Parco da parte dell’Unesco. “Nell’autunno del 1997, l’assemblea generale dell’Unesco, con voto unanime dei 170 delegati, riconobbe il Parco Geominerario come primo Parco della nascente rete mondiale dei geositi dell’Unesco”. Purtroppo la rete mondiale dei geositi non fu più portata avanti per volontà della stessa Organizzazione. Un anno dopo, nel 1998 venne firmata la Carta di Cagliari dalla Regione Sardegna, le Università sarde, l’Ems, l’Unesco e il governo Italiano. In essa si fissavano i principi e le finalità che regolavano l’istituzione del Parco. Ma, solo nel 2001 è istituito con D.M. il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.
I relatori si sono, quindi, soffermati sulle attività attuali, informando sulla partecipazione del Parco alla 18ª European Geoparks Conference in Finlandia dove si è parlato di geoturismo, geositi ed educazione ambientale per uno sviluppo sostenibile dei territori.

Alessandro Abis ha ricordato la partecipazione alla XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Inoltre, il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna è stato ammesso, quale Socio Onorario, alla Federazione Europea degli Itinerari Minerari di Santa Barbara - MINES.B.
Alcuni amministratori del comune di Guspini, nei loro interventi ed altri cittadini hanno messo l’accento sulla necessità di sciogliere i nodi che ancora impediscono che il Parco sia messo in condizioni di operare appieno. Roberto Curreli, Fabrizio Atzori e Alessandro Abis hanno confermato la loro disponibilità e impegno affinché, con le azioni che si sta andando a fare, gli spazi della miniera possano essere riabitati, percorsi e narrati recuperando anche l’aspetto antropologico che solo può restituire, con la sua cultura immateriale, ai pozzi, alle strutture minerarie e ai caseggiati nuova vita e identità.
© Riproduzione riservata