Il 12 E 13 Settembre si è svolta la “17^ Giornata Regionale di Incontro dei lavoratori delle Miniere”. Il Tema è stato: “Valorizzazione del sito minerario di Montevecchio e della sua archeologia industriale. Ricominciamo dal recupero dell’ospedale di Gennas, della Laveria Principe Tomaso, della stazione ferroviaria di Sciria”.
L’avvio dell’evento, sabato 12 con il convegno svoltosi a Gennas al quale hanno partecipato gli abitanti che continuano a far vivere il borgo di Montevecchio, i soci e le socie dell’associazione Sa Mena, i sindaci di Guspini e Arbus, la presidente del Gal Linas Campidano, rappresentati delle associazioni dei lavoratori delle miniere aderenti al Parco Geominerario, il commissario del Parco, l’assessore all’industria della regione Sardegna, ex tecnici di miniera, studiosi, giornalisti, scrittori, operatori turistici e un folto pubblico sensibile all’argomento.
Perché un titolo così circoscritto? è sembrato opportuno, quest’anno, come Associazione, concentrare l’attenzione su tre strutture minerarie dalle quali si potrebbe ricominciare un percorso di trasformazione e rivitalizzazione di un ambiente da salvaguardare e mettere a disposizione della comunità.

I convegni proposti negli anni precedenti, per la giornata dei minatori, questo è l’ottavo, hanno voluto far riflettere sulla zona mineraria chiusa definitivamente nel 1991.
La giornata della domenica 13 è stata dedicata a quanti hanno lavorato in miniera e ne hanno scritto la storia. Nell’ officina dei cantieri di Levante, tra vecchi macchinari, alla presenza di minatori e loro parenti, in un clima raccolto, come da 17 anni, è stata celebrata dal cappellano del borgo, don Giuseppe Floris, la messa in suffragio dei minatori morti in miniera. Il cappellano ha ricordato il sacrificio e la fatica del lavoro in miniera di molti uomini. Commentando il vangelo del giorno ha sottolineato la necessità di guardare ontano e perdonare oltre che operare per un futuro migliore.
Dopo la messa, in silenzio e raccoglimento, i presenti si sono avviati per raggiungere il cippo, che si trova a fianco all’imbocco della galleria Anglosarda, quello che ricorda i minatori morti in miniera. Il cippo, voluto dall’associazione e dall’amministrazione comunale di Guspini, è stato posato nel 2007 alla presenza di Monsignor Tonino Orrù, vescovo della diocesi di Ales.
Dopo la benedizione, il gruppo è tornato in officina per rinnovare un momento che si ripete dal 2007, la premiazione, con un piccolo segno, del socio e la socia più anziani dell’Associazione. Il segno, una miniatura di una candela a carburo, in argento, assieme a un pezzo di galena, quasi pura, simbolo di quanto la miniera ha dato. Quest’anno il riconoscimento è andato alla signora Clelia Usai e al signor Giorgi Angotzi.

Dopo la premiazione, il presidente dell’Associazione, Ugo Atzori ha ringraziato tutti augurando che l’anno prossimo possa essere un anno di svolta. Oltre alla memoria, alla conservazione, alla trasmissione e diffusione della storia e della cultura mineraria, si spera in azioni concrete per un nuovo sviluppo e la valorizzazione del territorio.
Si spera di raccontare nuove storie in vista della XVIII giornata del 2027.
Un piccolo rinfresco ha coronato la giornata.
(Servizio fotografico Sandro Renato Garau)
© Riproduzione riservata