Odore di Natale


di Fiorella Ferruzzi
[caption id="attachment_119240" align="alignleft" width="413"] Fiorella Ferruzzi[/caption] Arriva per primo l’odore dei paesi, fumo di legna, buono, aromatico, legna di castagno, lentischio, eucaliptus, pino, leccio. Insomma i legni di una volta, nella memoria c’è l’odore della legna della Sardegna. Nei miei ricordi invernali questo è l’odore predominante, insieme a quello degli agrumi, su tutto dei mandarini. Lasciatevi andare ai ricordi olfattivi e vedrete arrivare i ricordi del vostro Natale. Diverso per ognuno. Questo è un esercizio consigliato a tutti, specie a quelli che si sentono stressati e sopraffatti dalla vita di ogni giorno. Concedetevi una piccola pausa e annusate intorno a voi, ovunque siate ci sarà un odore particolare che riporterà una memoria. L’odore non è sempre buono, ci sono odori che definiti “puzze”, che a qualcuno danno fastidio e magari ad altri, no. Uno degli odori confortanti, per me, è l’odore della stalla. Ho vissuto i miei primi 13 anni a casa dei nonni, ad Arborea, mio nonno lavorava alle SBS. L’odore di Arborea, ora come allora, è quello del letame delle vacche. Ma anche quello dolce del latte. Nei miei ricordi però l’odore, quell’odore, non è così forte come oggi, restava come una musica di accompagnamento ed era per me come una copertina calda e confortante. Entrare in una stalla, nel calore delle mucche sempre curiose e docili mi è sempre piaciuto, così come vederle partorire, col vitellino che subito cercava di alzarsi tutto bagnato e non smetteva di chiamare la mamma. C’era anche l’odore di fumo di legna certo, a rafforzare il tutto, e quello degli agrumi del giardino e il profumo primaverile dei fiori, da quelli di eucaliptus alle rose, agli oleandri, una sinfonia di odori di cui vi parlerò in seguito. Tornando alle stalle, quell’odore misto di letame e urina capisco possa dare fastidio. Facendo un balzo temporale, sono al mare e annuso il forte odore degli ammassi di posidonia in inverno. Vi ho parlato di un esercizio rilassante che voi siate nella natura o in città vi invito a seguire il vostro naso per rilassarvi e ritrovare ricordi; da eleborare e lasciare andare, se spiacevoli, o coltivare come un buon rifugio, se belli. In armonia coi nostri sensi, usiamoli per aver cura di noi. Io parto sempre dall’olfatto per poi lasciarmi andare al gusto. Perché questi due sensi sono inscindibili. E vi arriverà l’onda dei ricordi della cucina di vostra nonna, di vostra madre e ritroverete magari una parte della vostra vita e di voi stessi che magari avevate rimosso. Il vostro Natale sensoriale è già pronto. Vivendo il vostro presente nei nuovi odori e sapori da mettere nella vostra teca. Da tirar fuori per farvi del bene. No, non ho dimenticato l’odore delle persone, una che si nascondeva nell’armadio di mamma per respirarla e farne scorta non potrebbe dimenticarlo. Ma questo è un altro discorso che faremo in seguito. Per il momento Buon Natale e abbracciatevi più che potete!

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