Pabillonis, 31 dicembre: la Prociv propone l’antica usanza de su trigu cottu


di Dario Frau
Tra le varie consuetudini, che caratterizzano le iniziative del mese di dicembre, non poteva mancare a Pabillonis la tradizione de su trigu cottu. L’antica usanza di offrire al mattino dell’ultimo giorno dell’anno, una ciotola di grano bollito condito con la sapa (mosto cotto) è ancora presente nella comunità. Sarà la Protezione Civile a preparare anche quest’anno Su trigu cottu: non sarebbe di buon auspicio, infatti, iniziare l’anno nuovo senza l’assaggio di questo particolare alimento, un rito propiziatorio, simbolo anche di prosperità e fertilità. Una tradizione che riporta al mondo contadino e all’economia agropastorale del paese ed è per questo che Su trigu cottu, secondo la tradizione, era ritenuto anche un toccasana per gli animali: un tempo veniva dato ai buoi, alle pecore e a tutti gli animali da cortile, perché li preservava dalle malattie della bocca. Una tradizione che a Pabillonis, soprattutto le donne anziane, ma anche le giovani, seguono ancora scrupolosamente secondo le antiche consuetudini. «I preparativi incominciano già gli ultimi giorni di dicembre con la ricerca del grano, che viene offerto dagli agricoltori, poi dopo essere cernito accuratamente con i cibirus in giunco, viene messo in ammollo in acqua fredda. Nel tardo pomeriggio del 30, il cereale viene fatto bollire in una grossa pentola, e dopo 5 o 6 ore di cottura, il recipiente viene ricoperto di paglia, per mantenersi caldo fino alla mattina seguente, quando verrà distribuito alla cittadinanza», spiega Pietro Sida, presidente della Prociv. I volontari dell'associazione per mantenere viva questa usanza, domenica 31, allestiranno delle postazioni, in piazza San Giovanni e nei locali della sede sociale in via Sardegna (ex scuola media), dove, dalle 8 e per tutta la mattinata, verrà offerto su trigu cottu a tutta la popolazione.

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