di Dario Frau
L’arte non ha età. Aurora Lai, 85 anni compiuti, realizza bellissimi quadri senza l’uso di colori e pennelli. Capolavori artistici che impressionano e sbalordiscono oltre che per bellezza, anche per l’originalità e l’incanto che suscitano i temi e i soggetti rappresentati. Non scontati lavori artigianali, ma vere espressioni d’arte che manifestano anche perfezione tecnica e soprattutto tanta originalità. Non colori dunque e neppure pennelli! Ma come realizza questi quadri la signora Aurora? Quali i segreti e le tecniche utilizzate?
«Non c’è nessun mistero e segreto, io utilizzo materiali naturali che sono alla portata di tutti: fiori, foglie, bucce di angurie, meloni, pistilli di qualche fiore, pampini d’uva, semi di vario tipo, tutto quello che mi dà lo spunto per “fare” il quadro, io lo utilizzo», spiega l’anziana artista. I suoi capolavori sono tantissimi, le pareti di casa non bastano per accogliere queste opere originali, sparsi ovunque, sui divani, nel salotto buono, in cucina, anche per terra. Come gli artisti talentuosi, le opere aumentano maggiormente nei momenti di ispirazione. E aumentano, di giorno in giorno. «Ho iniziato circa vent'anni fa, osservando le caratteristiche e la disposizione casuale di alcune bucce di meloni che stavano sul tavolo: sembrava una stella», confessa Aurora.
Il leit motiv che ha caratterizzato la sua immaginazione le ha permesso poi di osservare le conformazioni di altri elementi naturali: foglie di alberi, semi e fiori, tanti fiori che insieme agli scarti di angurie e meloni costituiscono il materiale per realizzare i suoi quadri.
Capolavori che inseriti in cornici, danno vita a composizioni floreali con immagini straordinarie. Ecco un insieme di rondini che sfrecciano, leggere nell’aria, ecco le stelle e il sole protagonisti di tanti soggetti insieme ad una miriade di girasoli, margherite, alberi: immagini che impressionano per la razionalità e per la tecnica perfetta, utilizzata senza sbavature e imperfezioni, linee dirette e precise, tutto a mano libera. Ma se i quadri sono la parte predominate della sua “ingegnosità”, scoperta alcuni decenni fa, anche altre rappresentazioni artistiche fanno parte del bagaglio talentuoso che l’anziana possiede. In vetrine, presenti in salotto.
Una donna particolare che fin dall’infanzia ha manifestato particolari attitudini anche quando frequentava la scuola elementare. Visti i quadri realizzati qualcuno dà per scontato che fosse brava in disegno. «No, io preferivo le poesie, le ricopiavo in un quaderno, (che conserva ancora), e anche da grande ho continuato questa passione, scrivendole in italiano e in sardo, insieme a racconti, preghiere, canzoni e proverbi, contus, molti raccontati da mia “aiaia” (nonna) Teresa. Ho frequentato solo la terza elementare, poiché, essendo la più grande in famiglia, composta da otto figli, non ho proseguito, per dare una mano in casa», racconta Aurora.
Tra i lavori da ragazza, ricorda la confezione de is sa stoias (le stuoie). «Insieme a mammai e aiaia (mamma e nonna) di mattina presto andavo al fiume dove tagliavo sa spadua, che veniva lasciata ad asciugare per 15 giorni, poi veniva raccolta e a casa aiutavo mammai a confezionare le stuoie”, racconta Aurora, che spiega anche come venivano realizzate. «Su un semplice telaio, piano piano, s’inseriva sa spadua a piccoli fasci e si fissava con delle corde fatte di giunco o spago», ricorda anche, la vendita delle is sa stoias a Sardara, distante 10 km dal paese. «Mammai mi svegliava di mattina presto per partire con il fresco, caricavamo due/tre stoie in testa, e si andava a piedi a venderle in questo paese poiché erano molto ricercate,” puntualizza ancora l’anziana. Una vita fatta di sacrifici e lavoro l’esistenza di Aurora Lai.
Tra i tanti ricordi, menziona il lavoro, come domestica, prima a San Gavino e poi presso una famiglia di Sassari. «Durante quel periodo, avevo 21 anni, in paese conobbi anche il mio futuro marito, Cesario. Fu un colpo di fulmine», rimarca, sorridendo l’anziana donna, «Lasciai il lavoro a Sassari e dopo pochi anni mi sposai». Dal matrimonio nacquero quattro figli e nonostante gli impegni di famiglia, ha continuato a lavorare in campagna, aiutando, quando poteva, il marito nei lavori agricoli. Rimasta vedova da pochi anni ha continuato la sua attività di “artista”, anche se ultimamente, per qualche problema di salute, li ha sospesi. È fiera però dei suoi capolavori che abbelliscono le stanze della sua casa e li mostra con orgoglio alle persone che le fanno visita. Qualcuno le ha proposto anche di esporle in qualche mostra e anche di metterli in commercio. «Più di una volta mi hanno fatto questa proposta, ma ritengo che stiano bene a casa», puntualizza l’anziana artista. «Venderli? Stiamo scherzando, come potrei privarmi delle mie creazioni?», precisa ancora. Però di un quadro si è privata: «L’ho regalato a una persona di cultura e di una certa importanza, che mi ha fatto del bene, l’ha appeso nel suo studio ed è stato molto apprezzato, sia da lui che dalle persone che lo vedono», confida con una certa soddisfazione l’anziana artista.
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