Dal 31 luglio al 13 agosto, un atteso avvenimento culturale si è tenuto, in paese, nel centro di aggregazione culturale di via Su Rieddu: una rassegna di film all’aperto. In tanti, giovani e adulti, infatti, aspettavano questo evento “sotto le stelle”, che in questa stagione afosa e calda era oltretutto particolarmente gradito. L’iniziativa è stata programmata dal comitato di San Giovanni Battista leva 1976, con il patrocinio del Comune, e ha offerto tre serate gradevoli, non solo dal punto di vista climatico, ma anche culturale e di sano divertimento sia per piccoli sia per grandi. La proiezione dei film all’aperto e il cinema in generale, d’altronde, per i pabillonesi è sempre stata una tradizione molto apprezzata anche nel passato.
Era stato Genesio Espis, sindaco dal 1952 al 1956, un intraprendente uomo d’affari, a realizzare un cinema, costruito a regola d’arte, che venne denominato Cinema Teatro Verdi e inaugurato nel 1951. In paese, prima del cinema Verdi, comunque, almeno d’estate le proiezioni cinematografiche non mancavano. Faustino Zurru, finanziere in pensione, con i suoi figli, organizzava, alla fine degli anni ‘40, “il cinema all’aperto” durante il periodo estivo, nel cortile di casa sua, in via Sassari. «Come schermo veniva piazzato un grande telo bianco e come sedili, tavoloni in legno», racconta un assiduo spettatore del tempo. Il proiettore cinematografico 35 mm con lanterna Pio Pion a carboni, uno delle marche migliori allora in circolazione, piazzato in una finestra del 1° piano, era manovrato da Ines, la figlia di signor Faustino. I film, sonori e a colori, attiravano molti spettatori. Oltre a questo, però, esistevano anche altri posti dove si organizzava il “cinema”.
I film all’aperto, infatti, venivano proiettati, da organizzatori ambulanti, con un proiettore montato all’interno di un furgone, «Nel cortile della casa di Arturo Matta, di Giuseppino Lai e di Riccardo Floris, erano soprattutto film muti e comici come Macario, Charlie Chaplin e ci si divertiva molto», ricorda un “ragazzino” di allora.

Ma la grande costruzione del Cinema Teatro Verdi, nel 1951, soppiantò queste proiezioni. Il fabbricato comportò un impegno particolare per le dimensioni, circa 500 mq di superficie, in cui erano compresi anche lo spazio per la biglietteria e il bar. Come materiale di costruzione fu utilizzato su lardiri (mattoni crudi).
L’edificio era caratterizzato anche da una “ardita galleria-gradinata” in cemento armato, sospesa sulla platea sottostante, senza colonne per sorreggerla. L’impianto elettrico della struttura fu realizzato da Flavio Collu, che in seguito diventò anche direttore dell’Ufficio di Collocamento. Un centinaio di poltroncine, con sedili mobili in legno, vennero sistemate nella platea, mentre nelle uscite di emergenza laterali furono sistemate pesanti tende di velluto color porpora, cucite dal sarto Gervasio Collu, insieme alle sorelle e la collaborazione di Antonina Serpi.
Nei primi tempi, la gestione veniva svolta dalla famiglia Espis, il biglietto costava meno di 100 lire e i fratelli Zenobio e Zenone Espis si occuparono dei film. Allora come operatore c’era Giuseppe (Pinuccio) Erdas, che dal ‘51al ‘59 si alternò con Giuseppe Porcu, Mario Lai e Salvatore Lai. In seguito, nel corso degli anni, oltre a Pinuccio, il più anziano, furono gli altri fratelli Erdas, Salvatore, Mario e l’ultimo Luigi, e talvolta anche Salvatore Lai e Giovanni Contu ad avvicendarsi in cabina con il proiettore: il primo un 35 mm con lanterna Pio Pion a carboni, e poi con quello “più nuovo” della Cinemeccanica.
Durante la gestione Espis collaborava anche Silvio Porcu che gestiva il bar con i figli; in seguito (1958/59) si occupò della gestione del cinema, Antonangelo Cau, sarto di Marrubiu, che aveva una sartoria in paese. Il bar, invece, era stato affidato ad Angelo Zurru e alla sorella Adriana. Dopo la famiglia Cau, la conduzione passò ai fratelli Peppino, Costantino ed Ersilia, Sardu e durò fino al 1963. Dal 1963 al 1965 fu il commerciante Costantino Zurru a prendere la conduzione del Cinema Teatro Verdi, che con la collaborazione dei figli Pietro, Benito, Battista, Mariangela, Celestina, Graziella, Paolo e Caterina rinnovò e modernizzarono lo spazio-bar, installando un jukebox con la musica che andava di moda. Per alcuni anni, il cinema rimase chiuso per ristrutturazione fino al 1969, nel periodo 1970-73, il locale riprese l’attività con la famiglia di Anselmo Pianu. Nel 1974, infine, subentrò nella gestione Livio Serra, con la collaborazione del fratello Roberto e il cognato Pietro Espis. In questo periodo, come operatore fu chiamato Luigi Erdas che si occupò del nuovo proiettore della Cinemeccanica insieme al fratello Mario e nell’ultimo anno si cimentarono “in cabina di regia” anche i fratelli Roberto e Livio Serra, titolari del locale. Ma nel 1979, il Cinema Teatro Verdi chiuse definitivamente le proiezioni; rimase solo il bar, gestito da Pietro Espis e da Roberto Serra fino alla fine degli anni Ottanta, quando la struttura abbassò le serrande per sempre.

Chiuso il “Cinema Teatro Verdi”, furono alcune associazioni culturali locali a mandare avanti, per quanto possibile, questo settore. Negli anni Settanta si ricorda l’attività di Cineforum, formata da un gruppo di giovani, che vivacizzava e stimolava l’ambiente culturale del paese. Anche altri gruppi di giovani, in seguito, con il “Circolo culturale 28 febbraio”, in via Vittorio Emanuele, con pellicole fornite dalle Paoline e della Cineteca Sarda, mandò avanti, per un certo periodo, questa attività. Di particolare significato sociale, inoltre, fu il cinema all’aperto, tra la fine degli anni’70/80, a caratterizzare le serate pabillonesi. Il proiettore di 16 mm, piazzato davanti allo schermo sul portone della chiesa di San Giovanni, nelle piazze periferiche e nei giardinetti di via Satta, rappresentava “un cinema itinerante” tra is bixinaus che “offriva” a giovani e anziani, momenti di aggregazione sociale e un piacevole passatempo nelle serate estive.

Ma fu negli anni ottanta/novanta, che l’Assessorato alla Cultura del comune, nell’ambito dell’Estate Pabillonese, insieme ad altre attività culturale tra rappresentazioni teatrali, manifestazioni sportive e concerti musicali e mostra sull’artigianato, a programmare una rassegna di film all’aperto di alta qualità. Un’attività innovativa, per quel tempo, non solo per il paese, ma anche per il territorio del Medio Campidano e non solo. Erano tantissimi infatti gli spettatori che arrivavano anche dai paesi vicini, nello spazio-cinema della scuola Infanzia di via Sardegna.
L’iniziativa era stata programmata dall’Assessorato alla cultura, soprattutto, per i residenti che non avevano la possibilità di andare in vacanza e garantire così, momenti di svago, arricchimento culturale e un sano passatempo con film di cui la maggior parte di prima visione. Erano iniziative, che cominciavano a fine luglio e terminavano ai primi di settembre, come si rileva anche dal programma del 1986, quarant’anni fa appunto, dove erano stati programmati, ben 25 film. L’utilizzo del proiettore della Cinemeccanica di 35mm, acquistato dal comune dai proprietari del cinema Teatro Verdi e la professionalità dell’operatore Luigi Erdas garantiva una visione perfetta e di alta qualità.
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