Pabillonis: “Retina” di Alessandro Cossu, mostra fotografica alla ricerca della luce


di Dario Frau
All’inizio c’è un tunnel, un lungo tunnel, una galleria dove in lontananza un punto di luce dà la speranza di raggiungere un traguardo. Non è facile. Il percorso è cosparso di ostacoli, nel buio non basta la razionalità, il passo diventa incerto ed esitante. Spesso si cade, ma ci si rialza. Le distanze dal filo di luce sembra lontano, ma a volte, anche vicino. [caption id="attachment_95016" align="alignleft" width="498"] Alessandro Cossu[/caption] Questo piccolissimo appiglio dà la forza di andare avanti, quasi come gli eroi di avvincenti storie cinematografiche, ma questo non è un film, è una storia vera; alla fine il cerchio di luce diventa sempre più nitido e chiaro. Questa vicinanza diventa uno sprone e uno stimolo che rafforza la volontà di raggiungere il traguardo; all’improvviso un ostacolo invisibile fa inciampare e cadere, alzando gli occhi però la luce è sempre lì, più vicina. Forza allora! Manca poco e l’apoteosi abbagliante della luce nella sua immensità diventa inebriante anche se per alcuni momenti, accecante; poi tutto diventa normale: si vive finalmente. I graffi, le lacerazioni sulla pelle dovuti alle tante cadute, diventano insignificanti. Neppure gli altri tunnel che s’intravedono, ogni tanto, lontani, nel percorso disegnato dalla vita fanno paura. L’esperienza aiuta, e non poco, ad evitare nuovi pericoli, anche se spesso non basta. Inutile cercare un titolo di un film o di un particolare romanzo in questa divagazione introspettiva. Tutto questo è reale, fa parte del bagaglio umano che alcune persone devono affrontare per andare avanti. Ci sono vincitori e vinti nella vita. Alessandro Cossu è uno di questi: un vincitore. Chi è Alessandro? Un eroe? Un prode? Un campione di vita? Nessuno di questi. Alessandro è un giovane determinato a contrastare le difficoltà con successo, utilizzando le armi che gli permettono di affrontare la vita in modo superbo e da protagonista. La mostra fotografica, denominata Retina, da lui organizzata nel Palazzo Liberty di via San Giovanni, nell’aula consiliare, rappresenta la sua testimonianza di vita. Non facile, ma vincente. Retina è un progetto autobiografico che descrive la mia personalissima storia da ipovedente. Nello specifico ho affrontato il problema della disabilità visiva causata da continui distacchi di retina a entrambi gli occhi. Tutto è iniziato quando ancora ero un bambino e tuttora continua, da allora fino ad oggi è stato un lunghissimo e durissimo percorso, fatto di numerose tappe, molte delle quali terribili, altre più felici come questa, dove da poco mi sono potuto avvicinare alla fotografia. Ho raccolto cosi tutte le emozioni e sensazioni che ho vissuto e le ho trasferite in immagini, dando vita a un racconto molto forte ed emozionale, intriso di grandi sofferenza e resilienza” spiega Alessandro. Il tunnel, il buio è rimasto indietro, forse ritornerà, ma non fa più paura ormai. La fotografia è diventata il leit motiv. Il motivo conduttore per andare avanti, con forza e gratificazione. La mostra Retina dimostra tutto questo. “Superare i propri limiti e non arrendersi mai, sono solo alcuni degli spunti di riflessione che può offrire Retina, che diventa a suo modo un atteggiamento utile di fronte a tutte le difficoltà che la vita ci può presentare. Retina è stato incubo, si è trasformato in sogno e ora è diventato una gran bella realtà”, confessa l’artista. Scattare foto, per Alessandro è stata un’esperienza praticata fin da ragazzo, ma la “scoperta” viene accresciuta dalla scuola di fotografia “La bottega della luce” che ha ampliato i suoi orizzonti nell’utilizzo dell’obiettivo: “studio ogni giorno per avvicinarmi il più possibile ad essere un fotografo, ma fondamentalmente mi sento più vicino alla figura dell’artista”. In effetti le sue foto, riscontrabili specificatamente nella mostra di Pabillonis, forniscono e suggeriscono determinate professionalità che trascendono dalla “semplice fotografia”. L’esperienza personale ha affinato la sua coscienza di artista Il suo talento è ormai verificabile nelle sue immagini. Il suo IO racconta il proprio intimo, inutile spiegare o fornire chiarimenti sull’opera esposta. È l’artista stesso a spiegare: lo scopo “è raccontare lasciando un’emozione in chi osserva i miei scatti, è poi il fine ultimo di tutto il mio pensiero fotografico. Nelle mie foto sono presente anche quando il soggetto non sono io, tutto è un riflesso di me stesso, della mia personalità, sensibilità e background culturale, non solo fotografico”. La macchina fotografica diventa così, il pennello del pittore, e immagini in bianco e nero, (e non poteva essere altrimenti), raccontano il riflesso onirico, fantastico, immaginario, irreale, sognato, surreale, e visionario, forse, proveniente dal quel buio del tunnel, ormai superato, che diventa tuttavia, luce lenitiva e appagante con i suoi multiformi riflessi di vita reale. Attingo a piene mani da tutto ciò che sento mio, esplorando l’arte in tutte le sue forme e la vita in tutta la sua bellezza. C’è stato un tempo in cui, per scrivere usavo l’inchiostro, al suo posto ora uso la luce”. Spiega e chiarisce Alessandro nella sua toccante biografia. La Mostra fotografica Retina, organizzata con la collaborazione di Officine Sonore e l’amministrazione comunale, verrà inaugurata giovedì 23 alle 18. È visitabile dal 23 dicembre al 9 gennaio, da lunedì al giovedì, su prenotazione. Ingresso libero dal venerdì alla domenica dalle 17.30 alle 20.

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