“Sandokan alla riscossa”! Non è la parodia del famoso film del 1977, diretto da Sergio Sollima e tratto dai romanzi di Emilio Salgari, ad aleggiare e ad aggirarsi tra i saloni e il patio della Residenza di Riposo San Giovanni Battista, ma un progetto d’integrazione sociale e di supporto emotivo per un ospite della struttura.
«L'idea è nata, per caso, durante la formazione TFA (Tirocinio Formativo Attivo) con il Progetto di vita che trasforma il percorso scolastico verso l’autonomia, l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo dell’alunno con disabilità. Un percorso formativo che, man mano, che andavo avanti mi veniva sempre più in mente Sandokan, che a 50 anni, si ritrova a vivere, da dodici mesi, nella nostra struttura senza alcuna prospettiva di vita e ha perso tutto, dopo aver avuto Murru, due anni fa un grave problema di salute», spiega la dottoressa Angela Pinna direttrice e coordinatrice della struttura che decide di prendere in mano la situazione, per dare un nuovo avvenire all’ospite “speciale” della Casa di riposo.

E Sandokan “speciale” lo è davvero con la sua filosofia di vita che lo porta a descrivere sé stesso con razionalità e consapevolezza, nonostante la sua disabilità. «Ho 50 anni, sono una persona come tante, che cerca di andare avanti per la sua strada, nonostante le avversità della vita, e cerca sempre di sorridere, e per quanto mi è possibile, di far sorridere anche gli altri». In effetti, Sandokan è una persona allegra e socievole «mi piace molto mangiare e bere qualcosa in compagnia dei miei amici».
Non dimentica però di raccontare, con qualche rimpianto, anche il suo passato lavorativo prima “dell’incidente”. «In passato ho lavorato come macellaio, ma anche come cuoco, ed è un lavoro che oggi mi manca tanto e per cui provo nostalgia». È da questo contesto e da questa realtà che prende il via il progetto di recupero e di inclusione della dottoressa Pinna. In breve tempo, da una didattica teorica e concettuale del corso di formazione, si passa, grazie alla coordinatrice, ad azioni concrete e attive, come il caso del cinquantenne Sandokan Murru, appunto. Sandokan che ricorda il protagonista dei romanzi di Salgari è, come l’eroe di tante narrazioni del famoso romanziere, coraggioso e pieno di vita nonostante la disabilità che lo limita. Per questo, Angela gli prospetta un avvenire diverso, positivo e alternativo alla situazione in cui Sandokan si trova e superare così le sue problematiche: una strategia di inclusione e inserimento nella società con un percorso formativo che lo porterà (nel futuro,) all'acquisizione di nuove competenze e/o al raggiungimento di un obiettivo professionale e di autonomia. Punto di partenza di questo itinerario, è acquisire la licenza media che Sandokan non è riuscito a conseguire quando era ragazzo.

È questo il traguardo che la direttrice gli propone illustrandogli il percorso da intraprendere. «Per rimetterti in campo, bisogna iniziare a studiare, prendere il diploma di terza media e, a breve, verrai iscritto in un corso, per acquisire competenze come segretario in ufficio, oppure come animatore per bambini (perché a lui i bambini piacciono tanto)». Un progetto che all’inizio sembrava impossibile: convincere l’allievo a riprendere un libro in mano, scrivere e applicarsi, non è stato facile, ma alla fine la sfida è stata vincente. A questo progetto di Angela Pinna, da cui è scaturita l’idea, hanno partecipato anche diversi operatori del Centro.
«Grazie soprattutto per l’impegno di Michele Setzu, il nostro educatore che gli è stato sempre a fianco e l'ha aiutato tantissimo a studiare, grazie anche alla nostra psicologa Maria Silvia Caredda che l’ha supportato in ogni momento: è stato un lavoro d'equipe. Grazie anche al presidente del Centro, Gianni Masala che con entusiasmo accoglie positivamente, le mie idee», rimarca l’infaticabile direttrice. E così, accompagnato ogni giorno, da questi operatori della struttura, Sandokan ha potuto sostenere le prove dell’esame nella scuola del paese, tra la curiosità e il rispetto degli altri ragazzi di terza media che hanno sostenuto l’esame.
Ancora una volta, “lo studente speciale” ha dovuto farsi forza per superare l’emozione e l’apprensione, «all'esame ero un po' teso e preoccupato perché non ero abituato a certe prove e rimettersi a studiare dopo tanti anni, è stato strano», racconta lo “studente”, «ma nello tempo, per certi versi è stato anche stimolante, sono contento di aver raggiunto questo traguardo perché, comunque, è una cosa che mi mancava». L’impegno, le competenze e le conoscenze acquisite, grazie anche al supporto degli operatori del centro, sono state messe in evidenza nel corso della discussione orale, dove gli argomenti sono stati presentati, con abilità e sicurezza.
Interessanti e originali gli argomenti inseriti nella tesina interdisciplinare dove sono trattati aspetti relativi alla sua esperienza lavorativa: «Storia del coltello, evoluzione della lama, dalla pietra scheggiata la coltello moderno, l’età dei metalli, il Giappone e l’arte della forgiatura, igiene e sicurezza alimentare; sanificazione degli strumenti, il coltello protagonista dell’azione nel dipinto“ Giuditta e Oloferne” di Caravaggio, Giovanni Verga e il mondo del lavoro, prevenzione dell’infortuni nel lavoro. La mia esperienza. Il coltello e il mio lavoro.
Anni di attività come macellaio. Competenze professionali. Responsabilità e precisione. Passione per il mestiere. Il candidato, inoltre, ha voluto esprimere, nella slide, alcune riflessioni personali. “Non è mai troppo tardi per imparare, la salute mi ha costretto a fermarmi, ho scelto di tornare a studiare; nuove conoscenze e nuove sfide e guardare al futuro con fiducia». Sandokan, in questo contesto, ha rivolto un pensiero speciale, anche alla mamma: «sono contento soprattutto perché so che mia madre Ausilia che oggi non c'è più, sarebbe stata molto fiera di me per non aver mollato nonostante tutto quello che è successo». Obiettivo pienamente raggiunto dunque, per la dottoressa Angela Pinna e per staff della Struttura della Casa San Giovanni Battista, il progetto d’inclusione e di recupero d’inserimento nella vita di Sandokan Murru, è pienamente riuscito: «Guardo al futuro con ottimismo e spero che questo traguardo possa essere per me un nuovo inizio», dichiara soddisfatto il neo diplomato.
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