Un evento particolare si è tenuto nella struttura per anziani San Giovanni Battista, che accoglie diversi ospiti del paese e del circondario. Emozione e tanta curiosità tra gli ospiti della struttura di via Venezia, dove fin dalle prime ore della mattina del 29 agosto, dopo aver assistito al passaggio della processione con la sfilata dei tradizionali carrus de s’abiu, si aspettava l’atteso evento programmato per il pomeriggio. Un’eccitazione insolita, consapevoli che l’avvenimento riguardava proprio loro: un “regalo” nel giorno della festa di San Giovanni Battista: l’inaugurazione di un murale.

Un dipinto dedicato proprio a loro, alla loro esistenza, alla vita quotidiana, alla struttura che li accoglie e a quelli che verranno dopo, «durerà tantissimo, non ha una scadenza perché è stato trattato in maniera professionale con degli smalti ad acqua”, ha precisato l’artista Giorgio Casu a chi gli chiedeva quanto sarebbe durato. E così, all’ora stabilita, verso le diciotto gli anziani accompagnati dagli operatori della struttura, sono stati sistemati nel bellissimo atrio all’aperto, per assistere all’iniziativa che li avrebbe coinvolti. Ma non erano i soli ad attendere questo “spettacolo”.
La curiosità si notava anche sui volti dei visitatori che arrivavano alla spicciolata nella struttura. Un via vai di persone, semplici cittadini e parenti degli anziani, che hanno, ben presto, affollato il patio esterno dell’edificio. A fare gli onori di casa, il presidente della struttura Gianni Masala, che insieme alla direttrice Angela Pinna, ha accolto il parroco don Fidele, il sindaco Marco Tuveri, gli assessori Stefania e Valentina Erdas e Francesca Armas, presidente del comitato San Giovanni, l’artista Giorgio Casu e l’ex sindaco Riccardo Sanna.

Tutti i presenti, curiosi, fissavano il drappo sulla parete di fronte, che celava il dipinto in attesa dello scoprimento dell’opera. L’attesa si è finalmente dissolta con la “caduta del velo” e il taglio del nastro, che ha mostrato l’opera d’arte: un bellissimo e grandioso murale a tutta parete che ha destato meraviglia e stupore. Autore dell’opera Giorgio Casu in arte Jorghe, famoso artista-muralista di San Gavino, direttore artistico del festival “Non Solo Murales” del suo paese, e conosciuto in diverse parti del mondo dove ha esposto le sue opere e realizzato apprezzati murales e che ha voluto lasciare la sua impronta artistica anche nella struttura di via Venezia. «Quando mi è stato chiesto di fare un'opera a Pabillonis, per me era come giocare in casa. Mi ha fatto molto molto piacere», ha commentato l’artista. Dopo il discorso del presidente Gianni Masala e del sindaco Marco Tuveri, parole inclusive di pace e di vita sono state pronunciate dal parroco don Fidele nel corso della benedizione: «Fa che i colori e le forme impresse su questo muro siano un richiamo alla bellezza che eleva lo spirito, un invito al dialogo e un messaggio di pace per chiunque passerà e leverà lo sguardo. Fa che questa opera d'arte custodisca la nostra storia e illumini i giorni del nostro cammino».

È stato poi l’artista Giorgio Casu, “Jorghe”, a spiegare il significato dell’opera. «Un lavoro condiviso con la comunità della struttura poiché, quando siamo venuti a vedere il muro, mentre guardavamo qualche opzione abbiamo trovato un'immagine che è piaciuta subito a tutti. Quando succede questo vuol dire che l'immagine è giusta nel momento giusto per il posto giusto». Partendo da questo contesto, l’artista si è calato nella tradizione del paese. «Ci siamo ispirati alla tradizione delle ceramiche di Pabillonis, famose in tutta la Sardegna, quindi è stato dipinto un vaso con una configurazione particolare che è la forma del cuore. Questo vaso rappresenta non solo la famiglia, ma anche la comunità di questo centro. Insieme a questo cuore c’è lo spirito di San Giovanni. Sono due gli elementi che caratterizzano il dipinto, uno è l'acqua che rappresenta il primo battesimo, il secondo, invece, è l'albero di San Giovanni». Un connubio che s’interseca nella simbologia pittorica multicolore del murales, «l'acqua che rappresenta l'amore e la cura quotidiana per la pianta all'interno di questo vaso da parte della famiglia e della comunità, fa crescere un albero rigoglioso e anche se, qualche volta, qualche foglia viene a cadere o diventa un po' meno verde l'importante è continuare a donare una goccia, ogni giorno per far sì che quest'albero rimanga sempre più bello e rigoglioso e lo faccia crescere di più, insieme ai fiori colorati su cui si posa anche un uccellino: è un albero della vita, rigoglioso che nasce e che ha bisogno della cura quotidiana. Elementi comunitari e inclusivi, di speranza e di vita che sono stati ripresi e rimarcati anche nell’intervento di Gianni Masala: «In occasione dei festeggiamenti in onore di "San Giovanni" abbiamo pensato di realizzare qualcosa di speciale per la nostra Residenza. La nostra struttura, inaugurata ormai nove anni fa, porta con orgoglio il nome di San Giovanni. È una casa aperta alla popolazione e al territorio, un luogo in cui i nostri anziani vivono ogni giorno circondati da affetto, relazioni e ricordi. Per questo, abbiamo pensato di completare e arricchire la Residenza con un'opera artistica dedicata a San Giovanni e alle tradizioni laiche e religiose del nostro paese. Un murale capace di raccontare la nostra storia, le nostre radici e la nostra identità, ma anche di portare colore e allegria nelle giornate dei nostri ospiti. Gli anziani si sono mostrati fin da subito curiosi, interessati e felici per questa iniziativa, seguendo con entusiasmo la nascita dell'opera perché, anche un muro può raccontare una storia, conservare una tradizione e regalare ogni giorno un sorriso».
La serata si è conclusa con un rinfresco che ha rinforzato lo spirito sociale e inclusivo tra gli ospiti e i cittadini della comunità pabillonese.
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