Il progetto si chiama Orme d’Ombra e prevede un percorso di circa 1200 chilometri, lungo tutto il perimetro della Sardegna, seguendo inizialmente un tratto del cammino Santa Barbara per proseguire con il Cammino 100 torri. Sono previste almeno 100 tappe, ciascuna delle quali dedicata a una o più delle innumerevoli donne vittime di violenza di genere. In ogni tappa sarà donato e depositato un nastro rosso ricamato dalle detenute del carcere femminile di Torino con il nome della o delle donne cui la tappa è dedicata.
Montevecchio, con la piazzetta delle Cernitrici e il Cantiere Azuni, è il luogo scelto per l’avvio del lungo cammino che Rosalba Castelli viandante, artivista, performer, e attivista torinese, che da anni con l’associazione ArteMixia dedica la sua arte e il suo impegno a importanti cause sociali, con particolare attenzione alla violenza di genere. Orme d’ombra durerà tre mesi, al termine dei quali sarà posata una installazione artistica. Il cammino prevede il coinvolgimento delle comunità, associazioni e istituzioni e soprattutto i ragazzi delle scuole, in una opera di sensibilizzazione necessaria e imprescindibile.
La scelta del luogo non è casuale. Se è vero infatti che la tragedia di Azuni non attiene strettamente alla violenza di genere, è però vero che la vicenda e la morte delle uniche donne e bambine, riemersa a opera di Iride Peis, dopo un lungo colpevole oblio, ha assunto una forte valenza simbolica e testimonia il sacrificio e il contributo che le donne diedero alla crescita economica e sociale del territorio, nonché i primi difficili passi verso un riscatto sociale e l’emancipazione femminile.
La presentazione del progetto sarà sabato 6 settembre ad Arbus nell’anfiteatro “Sandro Usai” alle 19; domenica 7 Settembre a Montevecchio, in piazzetta delle cernitrici ci sarà l’accoglienza e il saluto delle istituzioni, mentre al cantiere Azuni Rosalba Castelli e Manola appenderanno undici nastri con i nomi delle donne e bambine vittime della tragedia e illustreranno il significato del progetto. A seguire interventi di Iride Peis e letture delle socie dell’associazione XConoscere XFare.
Il dono di undici nastri con il nome delle cernitrici, sarà il primo gesto di memoria e testimonianza, viatico per l’inizio di questo faticoso cammino ricco di significato e profondità.
Parte da Montevecchio un nuovo interessante progetto contro la violenza di genere.
Il progetto si chiama Orme d’Ombra e prevede un percorso di circa 1200 chilometri lungo tutto il perimetro della Sardegna, seguendo inizialmente un tratto del cammino Santa Barbara per proseguire con il Cammino 100 torri. Sono previste almeno 100 tappe, ciascuna delle quali dedicata ad una o più delle innumerevoli donne vittime di violenza di genere. In ogni tappa sarà donato e depositato un nastro rosso ricamato dalle detenute del carcere femminile di Torino con il nome della o delle donne cui la tappa è dedicata.
Montevecchio, con la piazzetta delle Cernitrici e il Cantiere Azuni, è il luogo scelto per l’avvio del lungo cammino che Rosalba Castelli viandante, artivista, performer, percorrerà in solitaria con lo scopo di sensibilizzare sul tema della violenza e del femminicidio.
La scelta del luogo non è casuale. Se è vero infatti che la tragedia di Azuni non attiene strettamente alla violenza di genere , è però vero che la vicenda e la morte delle unici donne e bambine, riemersa a opera di Iride Peis dopo un lungo colpevole oblio, ha assunto una forte valenza simbolica e testimonia il sacrificio e il contributo che le donne diedero alla crescita economica e sociale del territorio, nonché i primi difficili passi verso un riscatto sociale e l’emancipazione femminile. L’’idea, e la sua attuazione, è di Rosalba Castelli, una giovane viandante, artista e attivista torinese, che da anni con l’associazione ArteMixia dedica la sua arte e il suo impegno a importanti cause sociali, con particolare attenzione alla violenza di genere. Orme d’ombra – questo il nome dato al progetto - durerà tre mesi, al termine del quale sarà posata una installazione artistica . Il cammino prevede il coinvolgimento delle comunità, associazioni e istituzioni e soprattutto i ragazzi delle scuole, in una opera di sensibilizzazione necessaria e imprescindibile.
La presentazione del progetto sarà sabato 6 settembre ad Arbus nell’anfiteatro , Il 7 Settembre a Montevecchio in piazzetta delle cernitrici ci sarà l’accoglienza e il saluto delle istituzioni, mentre al cantiere Azuni Rosalba Castelli e Manola appenderanno undici nastri con i nomi delle donne e bambine vittime della tragedia e illustreranno il significato del progetto. Ci saranno poi interventi di Iride Peis e letture di XConoscere XFare .
Il dono di undici nastri con il nome delle cernitrici il primo gesto di memoria e testimonianza, viatico per l’inizio di questo faticoso cammino ricco di significato e profondità.
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