Era il 2024 quando abbiamo parlato qui di Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) in Sardegna e dell’Associazione dei Tutori che li affiancano nel loro percorso di crescita e di inclusione. Ci torniamo ora perché è di questi giorni un’importante iniziativa presa dall’Associazione Tutrici e Tutori Volontari per sollecitare una corretta presa in carico da parte degli Enti Locali.
Secondo i dati del Ministero del Lavoro al 30 settembre 2026 sono 118 i minori stranieri non accompagnati presenti in Sardegna, ma i progetti SAI (Sistema Accoglienza Integrazione, rete nazionale di accoglienza integrata realizzata accedendo al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo) dedicati a loro sono soltanto due in tutta l’isola, per un totale di circa 22 posti. Molti ragazzi vivono in strutture di emergenza, spesso isolate, dove passano mesi senza scuola né prospettive, mentre invece il percorso da prevedere va oltre la semplice fornitura di vitto e alloggio, puntando all'autonomia individuale e all'emancipazione dal bisogno.
Poiché il Ministero dell'Interno ha aperto nuovi bandi per attivare progetti SAI, sia per minori sia per adulti, che prevedono l’adesione degli enti locali entro il 10 novembre 2026, l’associazione di tutrici e tutori volontari della Sardegna ha scritto una lettera aperta a tutti i 377 Comuni, alle due Città metropolitane, alle sei Province e alle 39 Unioni di Comuni della Sardegna sollecitandoli a cogliere questa occasione favorendo così l’adeguamento delle strutture alle reali esigenze. La lettera è stata inviata per conoscenza anche alla Garante Regionale per l'Infanzia e l'Adolescenza e ad ANCI Sardegna.
Nel frattempo, l’impegno dell’associazione nella formazione dei tutori stessi prosegue. Si è svolta, infatti, nei giorni scorsi a Sassari, presso l'ex-Ma.Ter., la Giornata Formativa all'interno del percorso Strada Facendo II di protezione, inclusione e autonomia dei minori stranieri non accompagnati, tenuta dall'Avv. Salvatore Fachile e dalla Dott.ssa Cristina Gasperin di Asgi ((Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), durante la quale si è parlato di passaggio alla maggiore età, dei percorsi amministrativi, del nuovo patto UE su asilo e migrazioni, sui percorsi penali minorili e sui permessi sociali. Il prossimo appuntamento è previsto a Cagliari per il mese di dicembre, nei giorni 11 e 12.
L’impegno del terzo settore nell’accoglienza di ragazze e ragazzi MSNA in Sardegna
E’ in questo contesto che anche in Sardegna è nata l’Associazione “Tutrici e Tutori Volontari della Sardegna per Minori Stranieri Non Accompagnati”, costituita da un gruppo spontaneo che aveva seguito quel primo corso del 2017. Inizialmente un gruppo informale che ha deciso di mettersi in rete per darsi sostegno e supporto continuo e costante e permettere un confronto in una situazione in cui, dopo la nomina da parte del Tribunale, il tutore viene lasciato piuttosto solo. Com’è normale il percorso dell’Associazione non è stato sempre lineare e facile, anche alla luce dei rapporti con i Tribunali per i minorenni, e tra i punti di snodo importanti, però, è risaltato il processo di chiarimento sul ruolo reale del tutore volontario e di crescita da parte dei singoli, cercando di sgombrare il campo da eventuali fraintendimenti ed equivoci su un presunto ruolo genitoriale, cosa non reale perché la famiglia d’origine resta un punto fermo di contatto anche per i tutori, e sul lavoro collaborativo con le istituzioni e le comunità, rispettando ognuno i diversi ruoli.
Alla fine del 2021 il gruppo informale dei tutori della Sardegna ha sentito l’esigenza di diventare un gruppo più strutturato, in grado di interfacciarsi con i diversi interlocutori a livello locale e nazionale con maggiore autorevolezza e credibilità (Tribunali dei Minorenni, Garante Regionale, Prefetture, Questure, amministrazioni comunali) agevolando così il lavoro e avendo l’opportunità di condividere esperienze e percorsi.
Un passo avanti: l’adesione alla rete nazionale Tutori in Rete
Tutori in Rete è la rete nazionale delle associazioni e dei gruppi informali di tutori volontari per minori stranieri non accompagnati che promuove la tutela volontaria come forma concreta di cittadinanza attiva, sostenendo le associazioni locali e i gruppi informali, e costruendo una voce collettiva nel dialogo con le istituzioni. Tutori in Rete riunisce oggi 20 associazioni in tutto il territorio, dal Trentino alla Sicilia, con l’obiettivo di non lasciare soli i più vulnerabili e ha anche istituito per il 6 maggio - data di entrata in vigore della legge 47/2017 - la Giornata nazionale della Tutela Volontaria. Tutori in Rete partecipa all’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile”, promossa dalle fondazioni bancarie (Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione CON IL SUD, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Peppino Vismara) e collabora con Oxfam Italia Intercultura, Codici Ricerca e Intervento, On! Impresa Sociale e un gruppo di esperti in supporto etno-psicologico e transculturale.
È inoltre coinvolta nella nuova edizione del progetto di monitoraggio della tutela volontaria, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza nell’ambito dei compiti previsti dalla Legge 47/2017 (Progetto dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) “Monitoraggio della tutela volontaria e promozione dell’accoglienza famigliare dei MSNA”, finanziato dal Fondo europeo asilo migrazione e integrazione (FAMI) 2021-2027_PROG.1038), fungendo da raccordo tra le associazioni e i gruppi informali di tutori volontari e le Unità Operative Locali che operano nell’ambito del progetto.
Inoltre, Tutori in Rete è membro di European Guardianship Network (EGN), rete europea di autorità e agenzie di tutela, autorità (locali) e organizzazioni internazionali e non governative che mira a promuovere la tutela e migliorare i servizi di tutela per i minori non accompagnati e separati negli Stati membri dell'UE attraverso lo scambio di buone pratiche, competenze e altre informazioni pertinenti e la condivisione di idee e cooperazione su sfide comuni e lavoro transfrontaliero, di cui fanno parte per l’Italia anche Save the Children, L’Autorità Garante Infanzia e Adolescenza e Defence for Children.
La strada è ancora lunga, ma il viaggio insieme continua
Oltre all’esercizio della rappresentanza legale, il ruolo del tutore volontario si basa sulla creazione di un legame forte e umanamente significativo con i ragazzi: non si tratta solo di una firma su un documento, ma di un impegno costante nel guidare i ragazzi quando si interfacciano con la scuola, i servizi e le istituzioni, garantendo che non siano soli davanti alla burocrazia.
Come aveva ricordato Marta Piras, mediatrice culturale e tutrice volontaria, in un’intervista dello scorso maggio al periodico Vita “in un sistema spesso complesso, il tutore agisce come una sentinella che vigila sulle condizioni di accoglienza, denunciando situazioni in cui i diritti fondamentali dei minori non vengono rispettati o le strutture risultano carenti. Oltre all’aiuto immediato, il tutore sostiene il delicato passaggio alla maggiore età, facilitando quel percorso verso l’autonomia che rappresenta la sfida più grande per i minori soli. Questo cammino inizia con l’empatia: il tutore è colui che ascolta i desideri dei minori, ponendosi come guida per aiutarli a comprendere la realtà italiana, che molto spesso si rivela diversa dalle loro aspettative iniziali”.
E per esemplificare al meglio la complessità del percorso che si fa insieme, in quell’occasione aveva raccontato la storia di Souleymane, un ragazzo ivoriano arrivato in Italia il 14 agosto 2023. Inizialmente, il suo piano era raggiungere la Francia, essendo il francese la sua lingua madre, ed essendo spaventato dalla barriera linguistica. A cambiare il corso della sua vita è stata Marta, la sua tutrice volontaria: grazie al suo supporto e alla sua capacità di ascolto, Souleymane ha deciso di rimanere in Sardegna e Marta lo ha aiutato ad ambientarsi e a orientarsi, creando con lui un legame profondo. Souleymane, che nel frattempo ha compiuto 18 anni ed è quindi maggiorenne, vive a Oristano con una famiglia accogliente, Rosanna e Francesco, conosciuti tramite Marta, studia informatica, sogna di diventare un calciatore ed è consapevole di quanto sia importante studiare per integrarsi e per poter avere un posto nella società.
Giovani adulti possono crescere bene, se adeguatamene accompagnati.
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