Si è conclusa felicemente la vicenda di un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta (Linnaeus, 1758), rimasta vittima dell'abbandono di attrezzi da pesca nelle acque sarde.
Nella mattinata del 29 settembre, l'animale ha fatto ritorno nel suo habitat naturale presso la spiaggia di Porto Frailis, nel Comune di Tortolì.
Ad accompagnare la tartaruga durante il rientro in mare sono stati gli operatori della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale con il supporto dei ricercatori del Centro di Recupero del Sinis (CReS), alla presenza dell'Assessore al Turismo del Comune di Tortolì, del personale della Guardia Costiera di Arbatax e di circa settanta alunni della scuola primaria del plesso Villaggio Cartiera.
La storia del salvataggio ha avuto inizio il 29 luglio scorso nelle acque antistanti la località Foxi Manna, nella marina di Tertenia, quando l'esemplare - avente un carapace lungo circa 50 centimetri - è stato avvistato gravemente intrappolato in una grande rete fantasma.
La prontezza del diportista Federico R. e di suo nipote Francesco, che hanno condotto a riva l'animale consentendo la tempestiva attivazione della Guardia Costiera e della Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale, si è rivelata fondamentale per evitare conseguenze letali.
Dopo aver rimosso con delicatezza la rete, gli agenti del Corpo Forestale hanno trasferito la tartaruga presso il Centro di Primo Soccorso di Arbatax per consentire la stabilizzazione iniziale e la somministrazione delle prime cure.
Il giorno successivo al recupero, l'esemplare è stato affidato ai ricercatori del CReS per un periodo di degenza e per condurre accertamenti clinici approfonditi. Le indagini diagnostiche, che hanno compreso anche una tomografia computerizzata (TAC), hanno fortunatamente escluso la presenza di traumi, lesioni polmonari o corpi estranei ingeriti, evidenziando buone condizioni generali dell'animale.
Il percorso terapeutico ha così permesso la completa guarigione delle lesioni cutanee riportate sulle pinne anteriori, causate dalla forte strettoia della rete, spianando la strada al rilascio in libertà una volta accertata l'assenza di alterazioni comportamentali.
L'evento di Porto Frailis ha rappresentato non soltanto l'atto conclusivo di un riuscitissimo intervento di soccorso, ma anche una preziosa opportunità di educazione e sensibilizzazione ambientale. Sulla spiaggia, gli esperti della Forestale e del CReS hanno illustrato ai bambini la biologia delle tartarughe marine e i gravi pericoli connessi all'inquinamento e alle cosiddette "reti fantasma", che continuano a pescare e a soffocare la fauna del Mediterraneo. L'esemplare ha poi raggiunto il mare in autonomia tra gli applausi dei presenti.
L'operazione si inserisce nel quadro delle attività svolte dalla Rete regionale per la conservazione della fauna marina, coordinata dall'Assessorato regionale della Difesa dell'ambiente e fondata sulla sinergia interistituzionale di una pluralità di attori coinvolti, tra cui il Corpo Forestale, i Centri di Recupero Fauna, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Guardia Costiera, le Aree Marine Protette e le Amministrazioni comunali.
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