Una grande pagina di storia amministrativa, ma non solo, raccontata in 163 pagine elegantemente rifinite nel libro “Arbus, un patrimonio di memorie”: 502 anni di vita amministrativa e sociale racchiusa e impreziosita attraverso l’utilizzo di foto, documenti, delibere e documenti di vario genere che vanno, per ogni riferimento temporale presente, ben oltre il fatto storico e di costume.
Il libro, finito di stampare nel febbraio 2026, ultima fatica di Giovanni Martis, autore locale particolarmente appassionato di quella storia che ha profondamente cambiato e segnato nel corso dei secoli la vita degli arburesi, è stato presentato ufficialmente, nella sala consiliare, venerdì 8 maggio davanti a un pubblico delle grandi occasioni.
«Un libro frutto della mia passione - afferma Giovanni Martis - di una passione andata in perfetta simbiosi con la mia attività lavorativa che mi ha permesso per oltre 25 anni, quale dipendente comunale, di occuparmi dell’archivio comunale. Un viaggio nella memoria che vuole dare lustro e visibilità a voci silenziose e spesso dimenticate che hanno scritto la storia del paese».
L’opera più unica che rara racconta con criteri rigorosamente oggettivi e storici la storia amministrativa del paese a partire dal 1524, anno a cui risalgono le prime notizie temporali certe, fino ai giorni nostri. Una minuziosa ricostruzione che evidenzia figure, personalità e atti emanati dai tanti sindaci e amministratori che nel corso dei cinque secoli hanno governato e determinato attraverso le loro scelte la vita sociale di Arbus.
Dalla prima testimonianza documentata di organizzazione politico-amministrativo del 1524 nella quale l’incarico di rappresentare la comunità venne assunta da Forziano Murru e Antioco Sanna, cosiddetti “Maggiorenti di Arbus”, fino al presente amministrativo dei giorni nostri passando attraverso tantissimi consiglieri comunali, podestà, sindaci, e in questo caso come non ricordare Alberto Cadeddu (1946-1951) dopo il fascismo primo sindaco del paese dell’era repubblicana, e numerosi commissari prefettizi.
La prefazione del libro è stata curata dall’on. Gianni Lampis che durante il suo intervento parla «di un lavoro attento, minuzioso e dettagliato un vero e proprio manifesto identitario unico nel suo genere, un privilegio per me curarne la prefazione».
Questa opera, seconda fatica di Giovanni Martis, va ad aggiungersi in una collana di grande valore storico-economico-sociale alla precedente “Arbus e i villaggi minerari di Ingurtosu e Montevecchio” che l’autore pubblicò in compagnia di Remigio Frau nell’autunno del 2023 e al “Mio albero genealogico”, ricerca delle origine paterne a partire dal 1600.
La presentazione della serata, curata dall’Università della Terza Età che ha inserito l’evento nel percorso didattico 2025/2026, è stata impreziosita dagli interventi di Salvatore Sanna, presidente UTE, dell’on. Gianni Lampis, del sindaco Paolo Salis, degli ex sindaci Giancarlo Pusceddu e Franco Atzori, quest’ultimo in veste di storico, del capogruppo consiliare Michele Schirru e dell’ex consigliere comunale Sergio Floris.
© Riproduzione riservata