Quasi 6 milioni di euro per le indennità del personale che lavora stabilmente nei Pronto soccorso della Sardegna. La Giunta regionale ha approvato l’assegnazione alle aziende del Servizio sanitario regionale di 5.993.910 euro, pari al 50% delle risorse stanziate per il 2026.
L’indennità è destinata alla dirigenza medica e al personale del comparto impiegato nei servizi di emergenza-urgenza. Riguarda i dipendenti a tempo determinato e indeterminato, a tempo pieno e parziale. Sono escluse altre forme contrattuali, tra cui il lavoro autonomo, la somministrazione e le esternalizzazioni.

«Questo intervento è finalizzato a dare continuità ad una misura importante che riconosce e valorizza il lavoro dei professionisti impegnati quotidianamente nei nostri Pronto soccorso», dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. «Il rafforzamento dell’emergenza-urgenza passa anche dalla capacità di rendere più attrattivo e sostenibile il lavoro del personale strutturato, soprattutto in una fase nella quale stiamo portando avanti il superamento del ricorso ai medici gettonisti».
Dei quasi 6 milioni assegnati come acconto, 3,898 milioni sono destinati al personale del comparto e 2,095 milioni alla dirigenza medica. Per l’intero 2026 alla Sardegna spettano complessivamente circa 11,99 milioni di euro: 7,797 milioni per il comparto e 4,191 milioni per la dirigenza.
La ripartizione tra le singole aziende sanitarie è stata calcolata sulla base del personale in servizio nei Pronto soccorso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026, secondo criteri condivisi con le organizzazioni sindacali. Le assegnazioni maggiori riguardano l’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari, con 1,223 milioni, l’Aou di Cagliari, con 809 mila euro, l’Arnas Brotzu, con 768 mila, e la Asl 8 di Cagliari, con 625 mila euro. Seguono la Asl Gallura con circa 555 mila euro, Oristano con 474 mila, Nuoro con 435 mila e Sassari con 428 mila euro.
«Stiamo lavorando per ricostruire progressivamente un sistema dell’emergenza fondato sul personale del Servizio sanitario regionale. Significa intervenire sugli organici, sull’organizzazione e anche sul riconoscimento delle condizioni particolarmente impegnative nelle quali lavorano medici, infermieri e gli altri professionisti dei Pronto soccorso», conclude la presidente Alessandra Todde.
Le somme costituiscono un acconto e potranno quindi essere adeguate, in aumento o in diminuzione, quando sarà approvato il riparto definitivo delle risorse per il 2026.
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