C’è chi è sotto perché ha investito sui viaggi di istruzione, chi sta annullando le vacanze dei clienti prenotate da tempo e chi sta lavorando per proteggere i propri viaggiatori dai tanti voli cancellati. Senza contare i preventivi elaborati nell’ultimo mese che non verranno mai confermati. Il Coronavirus in Sardegna ha già colpito e, fortemente, il settore del turismo ricettivo. Ma in pochi, ancor meno la classe politica, si sono accorti che le conseguenze più immediate le sta subendo il variegato mondo delle agenzie di viaggi, dei piccoli tour operator, delle compagnie di noleggio bus. Se non arriva un’inversione di rotta, un sostegno del governo, si rischia di abbassare definitivamente le serrande. «Non bastava la continuità territoriale che ancora non è operativa e il fallimento di Air Italy, ora questa mazzata ci mette definitivamente in ginocchio», commenta Fabiana Pillittu dell’agenzia Salto nel blu di Serramanna. L’emergenza sanitaria e le azioni per limitare l’espansione del virus non si discutono ma il governo deve intervenire per limitarne i gravissimi contraccolpi economici. Ieri le agenzie di viaggi di tutta Italia erano a Roma a manifestare sotto le finestre del Ministero dello sviluppo economico. Tra loro anche una ventina di agenti partiti col primo volo per Roma provenienti da Dolianova, Cagliari, San Gavino, Sanluri, Serramanna, Oristano e Jerzu.
Rivendicano un sostegno per affrontare questi mesi: sgravi fiscali, cassa integrazione in deroga per i dipendenti, accesso al credito agevolato, recupero delle spese sostenute per i tanti annullamenti dei clienti. Chi non è potuto andare ha abbassato le serrande offrendo assistenza ai clienti per le urgenze. «La maggior parte di noi - dice Maurizio Concu dell’Agenzia S’Arey di Sanluri - ha voluto dare un segnale tenendo abbassate le serrande ma stando in agenzia per assistere i clienti a causa dei numerosi voli che le compagnie aeree stanno cancellando in questi giorni».
Gli aeroporti quasi vuoti significano poche persone che transitano in agenzia che, comunque, deve affrontare una serie di spese fisse: «Da un giorno all’altro ci siamo trovati senza clienti a chiedere preventivi o confermare pratiche - spiega Patrizia Scanu di Sardara titolare di Oasi Sardinia a Su Planu- Tra affitti, imposte e altri costi fissi non so come faremo ad affrontare i prossimi mesi».
I pochi sardi che coraggiosamente vorrebbero recarsi all’estero rischiano poi di finire in quarantena o di essere rimpatriati: «Non passa giorno che una nazione ci impedisca di sbarcare - ammette con rammarico Denise Schirru di Travel buy Serramanna - Anche con tutte le buone intenzioni abbiamo difficoltà a proporre una meta estera ai pochi clienti interessati. La situazione internazionale è in continua evoluzione sono decine gli Stati che ci reputano ospiti non graditi e le compagnie aeree internazionali stanno annullando decine di voli da e per l’Italia».
Il ministro a fine mattina ha accolto una delegazione di agenti. Le richieste delle agenzie sono sul suo tavolo.
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