Ingredientis:
g 600 di semola di grano duro sardo rimacinata, g 200 di farina bianca, g 12 di lievito di birra freschissimo, g 250 di ciccioli morbidi elda - ielda - jelda - belda - berda - gerda - gerdas, 1 cucchiaiata di strutto istruttu - struttu - ollu de proccu - ozu de pocu - ozu porchinu, g 150 di zucchero comune, g 200 di uva passa pabassa, la scorza grattugiata di un limone giallo non trattato, mezzo cucchiaino di polvere di scorza d’arance essiccate, vino bianco dolce tipo moscatello - muscadeddu -, liquore a piacere, zucchero, farina, sale e acqua tiepida q.b.
Approntadura:
per ottenere un ottimo risultato ed avvicinarsi alla ricetta antica, occorrerebbe utilizzare il lievito madre, ma in sostituzione è possibile usare quello di birra. Perciò, stempera il lievito dentro a un recipiente di ferro-smalto insieme a un bicchiere di acqua tiepida, un cucchiaio di zucchero e due cucchiaiate di farina bianca, utilizzando quella che hai in dotazione. Fatto, amalgama a modo tutti gli ingredienti, copri il ricavato con una pellicola per alimenti e infila il pentolino a lievitare dentro al forno spento, ma con la sola luce accesa, fin quando crescerà e in superficie si sarà formato uno strato schiumoso. Solo allora, disponi le due farine miscelate sul ripiano della madia e al centro tuffaci una presa di sale, mezzo bicchiere di vino, lo strutto, lo zucchero in dotazione, la scorza del limone, la polvere d’arancia, il lievitante e tanta acqua tiepida che si riveli sufficiente per ottenere un impasto privo di grumi, omogeneo e malleabile. Terminata questa operazione, raccoglilo a palla e sistemalo dentro a una conca di terracotta - xivedda - scivedda - infarinata, quindi incidi la superficie e collocala dentro al forno spento sempre con la sola luce accesa a lievitare per tutta la notte. L’indomani mattino, metti ad ammollare l’uva secca dentro a una ciotola, poi coprila a filo con del - filu e ferru - grappa sarda, o un’altro liquore di tuo gusto e tienila da parte.
A questo punto, rovescia la massa lievitata sul piano di lavoro infarinato, sgonfiala rimaneggiandola delicatamente ed allargala, allorché incorpora l’uva passa tenuta da parte ben scolata e leggermente infarinata, i ciccioli ed impasta il composto ancora per dieci minuti senza strapazzarlo. Subito dopo rimettilo dentro alla conca infarinata e introducilo un’altra volta nel forno con la sola luce accesa. Trascorsa un’ora, dividi l’impasto in quattro pezzi ai quali darai la forma di una pagnotta ovalizzata, man mano che le prepari sistemale sopra ad una teglia foderata con un foglio di carta oleata e riponile a lievitare per l’ultima volta accanto a una fonte di calore priva di correnti d’aria, per tre quarti d’ora coperte con un canovaccio. Terminato il tempo richiesto, appiattisci lievemente le focaccette con la pressione delle dita e passale in forno già caldo a 200-220° un quarto d’ora e a 180° per mezz’ora, tanto da farle diventare ben dorate, occorreranno tre quarti d’ora in tutto circa. Essendo questo pane abbastanza grasso, per apprezzarlo in tutta la sua fragranza è meglio consumarlo caldo o tiepido. Vino consigliato rosso: Alghero cagnulari, dal sapore armonico leggermente tannico e asciutto.
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