Una situazione da terzo mondo nel cuore del paese. succede agli oltre cento residenti delle tre palazzine di via Risorgimento che raggruppano 36 appartamenti. Da diversi decenni vivono in mezzo al degrado e all’abbandono più totale in mezzo al fango in inverno e in mezzo alla polvere in estate per non parlare della strada di accesso alle abitazioni che sembra essere un sentiero di guerra tra buche e voragini. Questi disagi vanno avanti da decenni tra promesse di intervento, ma i problemi restano per questo agglomerato di case anche se tanti anni fa (dal 2005 al 2008) i residenti hanno ceduto al Comune gli spazi comuni per permetterne la sistemazione di queste case acquistate o di proprietà dell’Inacasa.

I residenti non sanno più che cosa fare come evidenza Carlo Zedda: «Da anni si ripete sempre la solita storia, all'inizio sembrava che la nuova giunta volesse risolvere il problema ma poi ha fatto come le precedenti amministrazioni. Si sono presentati alle palazzine una settimana prima delle elezioni per discutere della situazione. La strada interna è sempre più dissestata, infatti chi ha la macchina bassa raschia sempre il fondo rischiando di fare danni’. I residenti sono amareggiati come nel caso di Alessandra Cau: «Vivo in queste palazzine dal 2017 e sono tante le promesse non mantenute. Ora all’esterno del palazzo si sono creati anche cumuli di immondezza che non vengono raccolti nonostante le segnalazioni fatte anche alla polizia locale. A due anni dalle elezioni, non vediamo cambiamenti concreti, siamo al centro del paese nel degrado più totale. Non siamo cittadini di serie B».
La situazione è da terzo mondo per Anselmo Maxia, che abita nella terza schiera delle case: «Le difficoltà sono molteplici a partire dal semplice parcheggiare, le macchine sono danneggiate e i solchi sono profondi. Io ho la stufa a pellet e devo scaricare lontano. Abitano anche persone disabili e ipovedenti che non possono uscire di casa a piedi quando piove. Tutto questo è vergognoso: viviamo ogni giorno questi disagi inoltre spesso all’uscita del cortile la visibilità è limitata perché diverse macchine si parcheggiano a ridosso dell’uscita».
Su questa situazione di degrado e sulle condizioni indecorose di via Risorgimento i consiglieri di minoranza e del gruppo misto Angela Canargiu (prima firmataria), Nicola Orrù, Nicola Ennas, Bebo Casu, Emanuela Cruccu e Silvia Mamusa hanno presentato un’interpellanza rivolta alla presidente del consiglio Alessia Cossu e all’assessore all’ambiente Fabio Orrù: «Vogliamo sapere - rimarcano i consiglieri - quali interventi sono previsti per ridare vivibilità e sostenibilità a questo sito. Da settimane c’è l’indecenza di sacchi di immondizia posizionati in bella vista, che non danno certo un’immagine decorosa». I residenti hanno perso la pazienza dopo decenni di attesa, ma il sindaco Stefano Altea promette soluzioni a breve termine: «L'amministrazione sta portando avanti le sottoscrizioni dei proprietari per la regolarizzazione del passaggio di proprietà dell'area al Comune e consentire così questi interventi con soldi pubblici, ad oggi vietati dalla legge: manca una sola firma di una persona negli Stati Uniti. L’ufficio comunale sta elaborando un progetto da sottoporre nei prossimi giorni alla giunta per la riqualificazione dell'area dei giardinetti e piazza Risorgimento finalizzato a partecipare ad appositi bandi in uscita sulla rigenerazione urbana. Si tratta di un intervento di diverse centinaia di migliaia di euro e pertanto richiede dei fondi extracomunali per poterlo realizzare».
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