I 17 siti erano stati individuati al termine di una serie di sopraluoghi della Polizia municipale che si è avvalsa della collaborazione della Compagnia barracellare e della segnalazione di cittadini e agricoltori.
Nelle zone identificate c’erano: lastre di eternit e addirittura un serbatoio, pneumatici, carcasse di elettrodomestici e vecchi materassi, resti di demolizioni, barattoli di vernici e piccoli e grandi elettrodomestici ormai dismessi.
Con un finanziamento della Regione e una parte di fondi comunali ora sarà possibile attuare il progetto di Recupero ambientale di queste aree periferiche.
Spiega il sindaco Alberto Urpi: «Siamo sempre in prima fila nel vigilare per la cura e il rispetto dell’ambiente purtroppo spesso deturpato da pochi incivili. Grazie a questo progetto bonifichiamo le principali discariche a cielo aperto individuate nelle nostre periferie».
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