Sara Fanari, delicate e misteriose sfumature d’arte: ad Arbus la prima della giovanissima artista


per quattro mesi le sue opere saranno esposte al Museo Corda
Sara Fanari, delicate e misteriose sfumature d’arte: ad Arbus la prima della giovanissima artista

 

Nuove proposte nuove forme d’arte nuove espressioni artistiche e riflettori puntati su Sara Fanari che sabato 5 settembre al Museo Antonio Corda Arti e Mestieri Antichi della Sardegna pone a battesimo, sua prima in assoluto, la sua personalissima mostra visitabile fino al 5 gennaio 2027.
 Ce n’è abbastanza per attirare l’attenzione del numeroso pubblico presente nella sala convegni completamente sold out cui dà il benvenuto con un breve saluto iniziale Antonio Corda, titolare e fondatore di Museo sempre impegnato a dare spazio e voce ai talenti dell’arte. Tre gli importanti spazi espositivi che il Museo Corda mette a disposizione di Sara Fanari che la giovane artista nata a Oristano ma da alcuni mesi residente ad Arbus impreziosisce, attraverso un interessantissimo ma non comune linguaggio creativo, con una serie di opere, dipinti e poesie.
 Opere, come evidenzia il professor Gianfranco Montisci nella presentazione d’apertura della serata, nate “all’interno di un personalissimo percorso filosofico assimilabile a quello che viene universalmente riconosciuto come il misticismo speculativo”. Quello per intenderci che inconsciamente unisce in un unico sviluppo di pensiero idee, sensazioni e concetti intellettuali simili seppur paradossalmente provenienti da mondi, classi sociali, religioni, momenti di vita diversi e soprattutto temporalmente lontani tra loro anche secoli.
 «Non decido, creo spontaneamente, un altro usa la mia mano», afferma l’artista. La mostra è divisa in tre parti: innanzitutto una sala dedicata al tema dell’oscurità. Dell’ovvio, che contiene tutto; la seconda è il contrario della prima, “la luce; nella terza sala, una sintesi e un insieme della prima e della seconda dove domina “il rosso”, ma non un rosso qualunque il rosso sangue. Tre dunque sono gli elementi che caratterizzano palesemente tutte le opere esposte: l’oscurità, la luce e il rosso che l’“artista” propone all’interno di un percorso filosofico privo di termini temporali dove passato e presente si mischiano in una realtà senza tempo.
 “Tutto ciò che è accaduto, doveva ancora essere vissuto” oppure “ti abbraccio adesso in quel momento”: solo alcune delle tante espressioni presenti nelle poesie di Sara Fanari che uniscono senza soluzione di continuità paradossalmente concetti quasi opposti e impossibili. «Questa mostra è divisa in tre spazi espositivi che si compensano tra loro, ho iniziato a disegnare e scrivere queste cose in maniera abbastanza spontanea e sono tutte parte di me, racconta Sara Fanari nel suo intervento. Sono nel corpo di una ragazza di ventisette anni però mi sento contemporaneamente una bambina, un’adulta, un’anziana. E allo stesso tempo mi sento fuori dal tempo. A volte mi sento come un’entità proveniente da altri mondi che contemporaneamente vive in questo e non appartiene a nessun Nemo». 
Lunghi gli attimi di riflessione che l’artista concede agli interventi del pubblico nella parte finale della serata conclusasi infine con la visita ai tre spazi espositivi dove vengono ammirati dipinti, poesie e scritti di questa giovane artista di cui sicuramente sentiremo ancora parlare.

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