La ricorrenza in preparazione dei cinquant’anni del Gruppo folcloristico Santa Vitalia, non è soltanto un traguardo cronologico: rappresenta un passaggio di memoria, un momento in cui la comunità riconosce la continuità di una storia culturale che ha accompagnato generazioni. Tra le tappe preparatorie ai festeggiamenti conducono alla celebrazione ufficiale, una assume un valore simbolico particolare: l’incontro nella casa Medda, luogo che un tempo ospitava le attività rurali della famiglia e che oggi torna a essere spazio di identità, di comunità e di tradizione grazie alla disponibilità di Graziano Medda, figlio di Francesco Medda (1914) e Maria Pisano (1917).

LA CASA MEDDA: UN PONTE TRA PASSATO E PRESENTE
Scegliere la casa Medda non è un semplice dettaglio organizzativo, ma un gesto consapevole. Ritornare in uno spazio che appartiene alla memoria agricola del paese significa ricondurre il Gruppo alle sue radici: ai gesti quotidiani del lavoro nei campi, alle stagioni che scandivano la vita familiare, alle forme di socialità che hanno dato origine ai balli, ai canti e ai costumi serrentesi. In questo ambiente, situato in piazza Chiesa, ancora intriso di storia materiale, il Gruppo ritrova l’atmosfera originaria in cui la cultura popolare si è formata e consolidata. La casa, con i suoi ambienti che raccontano la fatica e la bellezza del mondo contadino, diventa così un ponte tra passato e presente, capace di restituire senso e profondità alla celebrazione dei cinquant’anni.

IL VALORE DE IS PISTOCHEDDUS DE CAPPA
Accanto a questo ritorno alle radici, un altro elemento contribuisce a rendere speciale la giornata: is pistocheddus de cappa. La loro presenza non è casuale. Questi dolci, simbolo della tradizione serrentese, portano con sé un linguaggio fatto di colori, profumi e gesti antichi. Sono il segno tangibile di una cultura che si tramanda attraverso la capacità di trasformare la semplicità in bellezza. In una giornata dedicata al Gruppo folcloristico, is pistocheddus diventano un elemento identitario: raccontano la comunità tanto quanto i balli, i canti e i costumi. Sono parte della stessa storia, della stessa continuità, della stessa memoria condivisa.

UNA TAPPA CHE DIVENTA RACCONTO
Questa tappa preparatoria non è soltanto un momento di organizzazione interna. È un atto identitario, un modo per riaffermare che i cinquant’anni del Gruppo non rappresentano solo una ricorrenza, ma la continuità di un percorso culturale che ha saputo custodire e trasmettere valori, memoria e bellezza. Ritrovarsi nella casa Medda, circondati dai segni del mondo rurale e accompagnati dalla presenza simbolica de is pistocheddus, significa riconoscere che la forza del Gruppo folcloristico Santa Vitalia nasce proprio da qui: dalla capacità di tenere insieme tradizione e comunità, passato e presente, radici e futuro. Noi che abbiamo il privilegio di osservare questi festeggiamenti non possiamo che ringraziare tutti coloro che, con impegno e dedizione, continuano a dare forza e futuro a Serrenti, custodendo una storia che appartiene all’intera comunità.
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