Alla fine dell'incontro, é stata ancora la voce di Bettina Pitzurra a far calare il silenzio nella sala del montegranatico, recitando Su Preigu di Raimondo de Muro: non solo il tempo si è fermato, ma è persino tornato indietro di milleni, facnedo sentire tutti parte di una Sardegna dimenticata, ma che arde ancora nell'animo di chi ama la nostra antica isola.
Il 5 ottobre le parole dei Racconti della Nuraghelogia di Raimondo de Muro si sono trasformate in canto grazie all'ospite Luca Nulchis che, in poche ore, è riuscito a ad accordare le tante voci presenti creando un armonioso e coinvolgente canto a cuncordu.
Il 6 Ottobre con la guida di Grazia Dentoni, il gruppo teatrale si è spostato a Pimentel presso le Domus de janas “Su Corongiu” e “S’Acqua Salida”. L'energia della quale è sono impregnati quegli incredibili monumenti di pietra, ha accolto i partecipanti, conducendoli in un'esperienza quasi spirituale. Semi, terra, lana, ricordi e le parole della grande Maria Lai, per mezzo della bocca dell'artista Grazia Dentoni, hanno fatto il resto, regalando a tutti una sensazione di rinascita e momenti di indimenticabile condivisione e unione. Durante il percorso teatrale il cerchio è stato un elemento ricorrente che ha messo tutti allo stesso livello: nessuno al comando ma tutti insieme verso un obiettivo comune. Proprio come accadeva nella società nuragica, come il ruolo che a quel tempo svolgeva la Donna, come ha ricordato ricordato l'artista, utilizzando ancora una volta le parole del compianto scrittore di Siurgus Donigala, Raimondo de Muro: "Perché io appartenevo alla stirpe sarda e la stirpe sarda, a differenza di tutte le altre stirpi umane, col Nuraghe si era costituita in una società matrilineare, una società imperniata sul ruolo della donna, perché la donna non è prevaricatrice, in questa società ci si autogoverna, non esiste potere esecutivo, quindi non esiste potere".
Francesca Murgia
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