Ci sono persone che sembrano nate per muoversi, creare, curare, donare. Zio Peppino è una di queste. Da anni vive nella casa di riposo, eppure chi lo vede pensa che sia lì solo di passaggio, perché non si ferma mai. Con le mani sempre impegnate nella terra, è diventato una presenza familiare e preziosa per chiunque passi da quelle parti.
Me lo ricordo bene, quando la struttura era ancora nella vecchia sede, dentro il paese, dove oggi sorge la clinica Arborea. C’era un piccolo orto curatissimo, e io, ogni volta che ci passavo, mi chiedevo chi fosse quel giardiniere così appassionato. Solo in seguito scoprii che era un ospite della casa. Ma per me, e per tanti altri, è sempre stato molto di più: una di quelle anime operose che portano vita ovunque si trovino.
Poi la struttura si è trasferita fuori dal centro abitato. Anche lì, come per magia, il giardino ha ripreso forma, e i ciuffi di lavanda hanno cominciato a sbucare tra le inferriate. Passavo di lì andando al mio orto, e quel profumo mi avvolgeva. Mi veniva voglia di raccogliere quei fiori e trasformarli in idrolati, ma non avrei mai avuto il coraggio di chiederli. Quei cespugli parlavano di cura, di dedizione, di un legame silenzioso con la terra.
Quel mio desiderio è stato però esaudito da una persona attenta. Grazie, Roberto Matzeu. Inaspettatamente, ricevetti in dono una cassetta di lavanda.
Un gesto semplice, ma carico di generosità. Da lì, ogni anno, è diventato un rito: la lavanda fioriva, lui la raccoglieva e la donava. E con il suo esempio ha coinvolto anche altri ospiti della casa, creando un piccolo movimento fatto di cura e bellezza.
Lo scorso anno, insieme a Piera Allenza, abbiamo organizzato un laboratorio proprio lì, nella casa di riposo.
Un laboratorio per insegnare a fare i fusi di lavanda, intrecciando saperi, mani e sorrisi. È stato un momento speciale, che ha messo in luce quanto la passione di una persona possa far nascere connessioni autentiche.
Zio Peppino è la prova vivente che non c’è età per prendersi cura, per condividere, per continuare a seminare bellezza. Ogni sua azione, ogni pianta che cresce sotto le sue mani, è un piccolo atto d’amore verso la vita. Lunga vita a lui, custode silenzioso di un giardino che profuma di dedizione.
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