Sabato 31 ottobre, alle 17, nella Sala Mostre Temporanee del Museo Archeologico di Villanovaforru, sarà inaugurata la mostra personale VISIONI di Peppe Orro. L’esposizione, che sarà presentata dal critico d’arte Obler Luperi, resterà aperta fino al 22 novembre. Ingresso gratuito dal martedì alla domenica: dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle18. La produzione pittorica di Peppe Orro, nata da un’urgenza espressiva e autodidatta a seguito dei disastri globali del 2020, si configura come un viaggio artistico complesso e impietoso che costringe l'osservatore a confrontarsi con le degradazioni e le atrocità del "folle presente", spazzando via ogni alibi morale. Il percorso espositivo, allestito presso il Museo Genna Maria di Villanovaforru, si articola in tre sale tematiche: la prima (Out of the box) adotta prospettive laterali per scardinare la logica quotidiana, la seconda (Il Sacro) esplora la condizione umana attraverso bisogni universali che trascendono la modernità secolarizzata, e la terza (Arte contro la guerra) agisce come potente antidoto culturale contro la violenza. In questa copiosa e rabbiosa produzione, l'esperienza accademica, l'insegnamento e un bagaglio denso di letture e suggestioni cinematografiche prendono forma in ambienti onirici, sospesi ed extraterrestri; qui si muovono figure mitologiche (Apollo, Artemide, Teseo, il Minotauro, Sisifo) e icone sacre dell'Antico e Nuovo Testamento (Davide e Golia, San Matteo, la Maddalena, il Cristo, San Giorgio e Santa Cecilia), arricchite da dotti rimandi alla storia dell'arte. Questa sintesi tra mito, sacro e cruda realtà culmina nel monumentale Trittico contro la guerra del 2022, un'opera in acrilico che fonde le influenze di Otto Dix, Zdzislaw Beksinski e Terrence Malick per denunciare gli orrori dei conflitti: dalla dissoluzione delle fondamenta della civiltà occidentale sotto lo spettro del potere, all'espressione disperata e umanissima del soldato ispirato al film La sottile linea rossa, fino alla totale negazione della vita rappresentata da macabri scheletri che calpestano rottami umani in nome di confini politici.
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