Vincere bene e morire male


[caption id="attachment_64662" align="alignleft" width="250"] Lorenzo Argiolas[/caption] di Lorenzo Argiolas
Parto dalle dimissioni dal Consiglio Comunale della consigliera Stefania Secchi, che in questi anni ha sicuramente rappresentato un punto di riferimento per la maggioranza a sostegno della prima e della seconda amministrazione di Carlo Tomasi. Non metto in dubbio le motivazioni personali alla base della decisione di Stefania, che ha saputo sicuramente ponderare bene gli effetti di questa sua scelta, ma vorrei capire meglio, senza alcuna polemica, quali sarebbero i progetti che in questi anni sono stati elaborati da quest’amministrazione. Perché, con molta sincerità, io non vedo una San Gavino cambiata (forse in peggio) dopo oltre sei anni di amministrazione e c’è veramente poco all’orizzonte che mi lasci ben sperare. Ciò che è innegabile è il malcontento sempre più diffuso nei confronti dell’operato del sindaco Tomasi e della sua giunta. Le questioni legate al reparto di diabetologia (a proposito, che fine ha fatto diabetologia?), ai contributi straordinari così come al decoro urbano del paese o, ancora, all’assunzione di un non meglio precisato esperto in comunicazione (sulla cui questione sarà meglio tornare in futuro per fare una riflessione più specifica) hanno sicuramente messo in difficoltà la maggioranza consiliare. Vedo in tanti non condividere più scelte e metodi di chi amministra il paese. Non mi riferisco alle dimissioni di Secchi e non credo ci sia alcuna correlazione col suo voto di astensione, insieme a Pintori, in uno degli ultimi consigli comunali su una mozione del gruppo misto, voto espresso in difformità dal gruppo di maggioranza che ovviamente ha votato contro. Ciononostante è inutile far finta di nulla e pensare che gli animi siano sereni all’interno della lista vincente alle ultime elezioni del 2019. Già le defezioni dei due dissidenti del gruppo misto, Altea e Orrù, all’indomani della composizione della giunta, facevano presagire a una legislatura parecchio difficile. Oggi come oltre un anno fa viene da chiedersi se effettivamente “Nuovi obiettivi San Gavino Monreale” fosse una lista civica con un programma concreto oppure un contenitore con tutto e il contrario di tutto allestito solo con l’intento di sbaragliare ogni concorrenza. Un amico mi insegna che il miglior modo di vincere bene e morire male è proprio quello di non avere idee. Pare infatti che fosse vincere bene l’obiettivo (senza preoccuparsi poi di ben amministrare), un obiettivo condiviso, peraltro, con chi oggi critica più aspramente la maggioranza. Adesso, col senno di poi, credo sia facile parlare. Ci troviamo dinnanzi ad un momento epocale per la nostra comunità che si trova ad affrontare situazioni parecchio complesse, a livello politico ma non solo. I lavori per la costruzione del nuovo ospedale, la situazione intricata per lo spostamento del Rio Pardu, o ancora la questione legata alla nuova provincia. Negli anni siamo stati campioni nel cedere servizi. Quindi altro che capoluogo. Credo sia ora di voltare pagina per il bene di San Gavino e dei Sangavinesi. Ma per farlo occorre mettere da parte quel senso di predestinazione alla sconfitta e al vittimismo, ma talvolta anche la superbia, che ci contraddistingue troppo spesso. C’è bisogno di lavorare per elaborare programmi di sviluppo sociale, culturale e, soprattutto, politico. Nessun pregiudizio nei confronti di nessuno, ma adesso basta. Mettiamo al centro le idee e ripartiamo da quel poco di buono che ogni tanto nasce in paese, frutto dell’impegno esclusivo di pochi romantici sognatori.

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