Serrenti, testimonianze e la scoperta di una storia preziosa
Vitalia Scodina è stata una delle donne più longeve d'Italia, avendo raggiunto l'incredibile traguardo dei 110 anni e 189 giorni
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Vitalia Scodina è stata una delle donne più longeve d'Italia, avendo raggiunto l'incredibile traguardo dei 110 anni e 189 giorni
Leggi di piùL’esposizione “Colori ed emozioni” -Viaggio tra paesaggi, volti e suggestioni, allestita nell'Antico Caffè Norbio, apre il 7 novembre e chiude l’8 dicembre
Leggi di piùÈ quanto sostiene Mario Cesare Secci in una lettera indirizzata alla Direzione Generale e all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’ASL Medio Campidano
Leggi di piùIl direttore della sede di un piccolo centro, insospettito da una inusuale richiesta di bonifico non ha dato seguito all’operazione fraudolenta
Leggi di piùAl convegno “Direzioni comuni” esperti, scuola e famiglie a confronto per costruire comunità più inclusive. Iniziativa promossa dal Centro per le Famiglie del PLUS Guspini e dalla...
Leggi di piùL’opera è dedicata a uno degli strumenti più rappresentativi della cultura musicale sarda: le launeddas. Oggi, purtroppo, il murale è completamente scolorito
Leggi di più31 ottobre e 1° novembre, due giorni dedicati alle produzioni locali, alla gastronomia, all'artigianato, alla musica e alle tradizioni popolari
Leggi di piùLa santa vissuta nel III secolo, era nata nel 273 d. C. a Izmit in Turchia, il padre Dioscoro la fece decapitare perché convertitasi al cristianesimo.
Leggi di piùCresce a mensola sui tronchi di latifoglie, da noi soprattutto su pioppo, ed è perenne quindi forma anelli di accrescimento che ne rivelano l’età
Fomes fomentarius, il fungo dell’esca o dell’acciarino, è famoso perché tiene le braci accese per ore. Cresce a mensola sui tronchi di latifoglie, da noi soprattutto su pioppo, ed è perenne quindi forma anelli di accrescimento che ne rivelano l’età. Il cappello può arrivare fino a 40 centimetri, è coriaceo, grigio e zonato, mentre, nella parte imeniale ha pori finissimi; la carne è legnosa e fibrosa. Non è edibile, ma era fondamentale per l’uomo preistorico: ne hanno rinvenuto dei resti nella sacca di Otzi, la mummia naturale del Similanum, risalente a 5.000 anni fa. I nostri avi ne hanno fatto uso fino al secolo scorso, ecco perché il suo nome volgare: fungo dell’acciarino o dell’esca. Veniva anche impiegato nella medicina popolare come cauterizzante, purgante e antisudorifero; ancora oggi viene usato per ricavarne delle fibre. La parte interna, quella spugnosa, detta “Amadou”, una volta essiccata e battuta diventa morbida tipo feltro e si usa per creare tessuti, cappelli e oggetti artigianali. Curiosità: il nome Amadou ha origini provenzali dal verbo amadour che significa ammorbidire, riferito alla parte spugnosa del fungo usata come esca per accendere il fuoco. Da questa immagine è nata poi la suggestione poetica del fuoco dell’amore perché, nei trovatori, l’innamorato era paragonato a un’esca pronta a prendere la scintilla della passione. Un micosaluto. ...
Leggi di piùL’incontro è organizzato dall’associazione Granate Rosa di Terralba e dall’Anppia di Guspini con le relazioni di Lorenzo Di Biase e di Emanuela Paschino
Leggi di piùIl sindaco Andrea Floris: “Non vogliamo devastazioni del territorio. L'area di ricerca comprende una superficie enorme nel cuore dei nostri rilievi montuosi
Leggi di piùIniziativa nata a Serrenti con un obiettivo: trasformare il ricordo in solidarietà, la mancanza in presenza, l’affetto in azioni concrete verso chi ha bisogno
A Serrenti è nato il Comitato Benefico Gli Amici di Fra, un’organizzazione No Profit dedicata alla memoria di Francesca Follesa, concittadina scomparsa prematuramente ma ancora profondamente presente nel cuore della comunità.L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: trasformare il ricordo in solidarietà, la mancanza in presenza, l’affetto in azioni concrete rivolte a chi ha bisogno. Negli ultimi anni il comitato si è fatto conoscere per l’organizzazione di due edizioni della “Camminata Rosa”, evento che ha coinvolto numerosi cittadini e che ha contribuito a sensibilizzare sul valore della vicinanza, della prevenzione e del sostegno reciproco. UN MESSAGGIO CHE CONTINUA A VIVERE Come sottolinea Alessandra Furcas «Gli Amici di Fra non è soltanto un nome: è un messaggio, un modo per ricordare che alcune persone continuano a vivere nei gesti che ispiriamo, nelle scelte che compiamo, nel bene che decidiamo di donare. Il comitato vuole essere proprio questo: un ricordo che diventa presenza, una presenza che diventa solidarietà. Il volontariato è prima di tutto un atto quotidiano di umanità. È tempo donato senza chiedere nulla in cambio. È una mano tesa nei momenti difficili. È un sorriso regalato a chi ha bisogno di sentirsi meno solo. È fatto di piccoli gesti che, uniti, diventano grandi. Gli Amici di Fra vogliono riportare il volontariato alla sua essenza: persone che mettono a disposizione ciò che hanno - tempo, capacità, sensibilità - per costruire un bene che non fa rumore, ma arriva lontano». IL COMITATO: I VOLTI DELLA SOLIDARIETÀ Il progetto è portato avanti da un gruppo di persone che hanno scelto di trasformare un dolore condiviso in un percorso di aiuto e vicinanza: Alessandra Furcas, Stefano Foddis, Luciano Incani, Sonia Furcas, Emanuela Furcas, Manuela Tiddia, Barbara Cocco, Erika Fenu, Martina Pisu, Giovanna Marci, Eliana Furcas, Silvia Atzeni e Francesca Frau. Un gruppo unito da un legame affettivo e da una visione comune: fare del bene in modo concreto, discreto, efficace. Il volontariato insegna che, nel momento in cui doniamo qualcosa agli altri, riceviamo molto più di quanto immaginiamo. Il bene non fa rumore, ma arriva. E quando arriva al cuore, lascia un segno. Gli Amici di Fra rappresentano una nuova energia per Serrenti: un modo di stare accanto alle persone, di sostenere chi attraversa momenti difficili, di costruire relazioni che fanno bene alla comunità intera. Un esempio concreto di come la solidarietà possa diventare un cammino condiviso. Il comitato nasce da un dolore, ma cresce grazie alla speranza. Nasce da una mancanza, ma si alimenta di presenza. Nasce dal ricordo di Francesca, ma guarda al futuro di Serrenti. Gli Amici di Fra: quando il bene diventa un cammino condiviso. ...
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