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7 novembre presentazione del libro “La battaglia di La Maddalena”

La presentazione, organizzata dall'associazione Granate Rosa e dall'Anppia, avverrà a Terralba alle 17 di sabato nello spazio culturale "Su magasinu de Akraxiu"

L'Associazione Granate Rosa di Terralba e la sezione zonale dell'Anppia di Guspini presentano il volume "La battaglia di La Maddalena. 9 - 13 settembre 1943". L'incontro si terrà il giorno sabato 7 novembre 2026 alle 17 in via Roma 140, nello spazio culturale "Su magasinu de Akraxiu" in Terralba (OR). La serata sarà moderata dal vicepresidente regionale AnppiaSardegna Lorenzo Di Biase che relazionerà su "Il contesto storico dell'8 settembre 1943 in Sardegna". Si inizierà con i saluti di Rosalba Cocco presidentessa delle Granate Rosa e di Paolo Concas segretario zonale dell'Anppia Guspini. Le relazioni saranno tenute da Antonello Tedde e Alberto Monteverde. Il primo è storico dell'età contemporanea- componente del Comitato celebrativo C.V. Carlo Avegno - La Maddalena, che terrà una relazione su "La battaglia di La Maddalena. I primi passi della Liberazione". Il secondo è storico dell'età contemporanea. Società Italiana Storia Militare che terrà il suo intervento su "La fotografia come fonte di storia. L'archivio inedito sui reparti tedeschi in Sardegna e in Corsica nel 1943". Durante l'incontro si ricorderà il marinaio di Terralba Gesuino Corrias caduto nella Battaglia di La Maddalena ed insignito della Croce di Guerra al Valor Militare alla memoria. La battaglia è uno dei primi episodi della resistenza in Italia, e si svolge nei giorni dal 9 al 13 settembre 1943, giorni nei quali l'esercito e la marina reagirono con le armi all'occupazione della "Base militare" da parte delle truppe tedesche che si ritiravano verso la Corsica. ...

Pabillonis, Giovannino Porcu il primo sindaco dopo il fascismo

Giovannino Porcu nacque a Pabillonis il 30 luglio del 1916 da Adelaide Pinna e da Felicino Porcu, che morì in combattimento nella prima guerra mondiale

Dall’elezione a sindaco di Marco Tuveri, avvenuta il giugno scorso, sono passati ottant’anni da un avvenimento importante che cambiò e caratterizzò la vita politica e amministrativa del paese. A Pabillonis si svolsero il 17 marzo 1946, come in molti comuni italiani, le prime consultazioni democratiche del dopoguerra. Fu Giovannino Porcu, maestro elementare a essere eletto, dai cittadini pabillonesi: il primo sindaco ad insediarsi nel palazzo Liberty dei primi del ‘900 dove era ubicato il comune. Nel periodo fascista, dal 1923 al 1944, l’amministrazione pubblica era stata gestita, infatti, da commissari e podestà: dal 1923 al 1926 era presente un commissario prefettizio; nel 1926 - 1928 era stato nominato il podestà Felice Cherchi; nel periodo 1928 - 1931 di nuovo un commissario prefettizio, nel 1932 - 1939 il podestà Francesco Erdas e nel 1940-1944 ancora un podestà, con Modestino Muru. Nel biennio 1944-1945, periodo di transizione seguito alla caduta del fascismo e dalla fine della guerra, l'amministrazione del paese venne affidata, invece, al sindaco Genesio Espis, nominato per decreto della prefettura, in attesa del ripristino delle regolari consultazioni elettorali che videro poi l'elezione di Giovannino Porcu. Queste votazioni segnarono, inoltre, anche l'introduzione del suffragio universale, permettendo, per la prima volta, alle donne di esercitare il proprio diritto di voto e di essere elette nelle istituzioni locali. Tra i membri di quella prima assemblea civica del dopoguerra, con a capo Giovannino Porcu, figuravano alcuni cittadini tra i più conosciuti e benvisti del paese. Tra questi vi era anche Guglielmo Cirronis, classe 1922, un reduce che aveva combattuto come artigliere e che appena un anno prima, il 30 luglio del 1945, aveva fatto rientro a casa, dopo una serie di avvenimenti vissuti durante la guerra e che ricordava anche da centenario (morì a 102 anni). Giovannino Porcu era nato a Pabillonis il 30 luglio del 1916 da Adelaide Pinna e da Felicino Porcu, che il 10 dicembre 1916, all’età di 29 anni, morì in combattimento nella prima guerra mondiale, in una località della provincia di Gorizia. Fu un’immane tragedia per la famiglia e cagionò tanto dolore alla moglie Adelaide che dovette oltretutto, allevare, da sola, il piccolo Giovannino, nato pochi mesi prima della scomparsa del marito. Ma la vedova non si scoraggiò, riversò sul figlio tutte le attenzioni, lo accudì amorevolmente, lo seguì negli studi e grazie all’aiuto anche di qualche parente, riuscì a fargli conseguire il diploma magistrale e diventare, in seguito, maestro elementare. Terminati gli studi, Giovannino s’integrò, ben presto in paese dove si distinse per la sua intelligenza, le sue caratteristiche culturali, per il suo carattere socievole e la disponibilità verso le iniziative che venivano organizzate, o meglio si cercava di organizzare nella comunità, in quel periodo difficile del dopo guerra. Era appassi ...

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