Gli amici di Fra: quando il bene diventa un cammino condiviso
Iniziativa nata a Serrenti con un obiettivo: trasformare il ricordo in solidarietà, la mancanza in presenza, l’affetto in azioni concrete verso chi ha bisogno
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Iniziativa nata a Serrenti con un obiettivo: trasformare il ricordo in solidarietà, la mancanza in presenza, l’affetto in azioni concrete verso chi ha bisogno
Leggi di piùUna platea molto numerosa di ascoltatori, visibilmente attenti e coinvolti rispetto alle delicate e complesse tematiche affrontate dal libro
Leggi di piùLa serata rientra nella terza edizione della rassegna “Lèggere emozioni”, organizzata dall’associazione SEMM e finanziata dalla Regione
Leggi di piùConclusi gli interventi di manutenzione e adeguamento alle prescrizioni antincendio, l’impianto di Cannamenda torna operativo
Leggi di piùSession X vuole dare agli artisti emergenti spazio, visibilità e la possibilità di crescere, provando a portarli in eventi e locali sempre più grandi
Dal melodico degli anni Cinquanta al rock, al pop e alla musica elettronica di fine secolo scorso, fino al rap, alla trap e all'hip hop di oggi, che parlano il linguaggio delle nuove generazioni e “governano” playlist e social. La musica ha accompagnato l'evoluzione di intere generazioni.La musica non è soltanto intrattenimento. Da sempre accompagna i momenti più importanti della storia, racconta emozioni, paure e speranze. I meno giovani hanno ben presente come la musica, durante i conflitti che hanno segnato gli ultimi decenni del Novecento in diverse parti del mondo, sia diventata uno strumento per attirare l'attenzione sui drammi della guerra e invocare la pace tra i popoli.Imagine di John Lennon e Blowin' in the Wind di Bob Dylan, conosciute e cantate in tutto il mondo, ma anche La guerra di Piero di Fabrizio De André e Auschwitz di Francesco Guccini, sono solo alcune delle canzoni che hanno rappresentato importanti richiami alla pace nello scenario musicale internazionale e italiano.Cambiano i linguaggi, gli strumenti e i modi di ascoltare, ma non cambia la voglia dei giovani di salire su un palco e raccontare il proprio tempo attraverso la musica. Una passione che, però, si scontra spesso con la scarsità di spazi dedicati alle esibizioni dal vivo.«Dietro ogni artista emergente c'è un talento che chiede solo di essere ascoltato. Eppure, per chi muove i primi passi nella scena rap e trap, gli spazi in cui esibirsi dal vivo sono pochi, e quasi mai pensati per valorizzare questo genere» dichiara Diego Dessì, 27 anni, nato e cresciuto a Guspini, studente universitario all’ultimo anno di Scienze della Comunicazione, ideatore e fondatore di Session X, il format dedicato agli artisti emergenti.Cos’è Session X e come nasce?«Fin da piccolo ho avuto una grande passione per la musica, che per diversi anni ho vissuto in prima persona, facendola. Facendo musica ho visto da vicino quanto sia difficile, per un artista emergente, trovare spazio. I locali organizzano raramente serate pensate apposta per questo genere, e uscire dal Medio Campidano è ancora più complicato se non si hanno conoscenze. Da questa difficoltà è nata l'idea. Ho iniziato organizzando alcune date per amici in qualche bar. Quelle serate mi hanno fatto capire che c'era davvero bisogno di uno spazio dedicato, e a maggio ho deciso di trasformare l'idea in un vero format: Session X. A spingermi è stata la voglia di tutti questi ragazzi, la stessa che avevo io: farsi sentire, suonare, farsi conoscere e far arrivare la propria musica alle orecchie di tutti. Session X vuole dare agli artisti emergenti spazio, visibilità e la possibilità di crescere, ma anche aiutarli sul fronte del booking, provando a portarli in eventi e locali sempre più grandi. SessionX, con il roster Tia, Atze, Karma, Kanji, Mc, Asip, Gabri, Lil Kidd, Madj - Producer: Aitchel, offre ai locali una formula completa: organizzazione, creazione dell'evento e grafica. Un format già pronto, che porta ...
Leggi di piùL’obiettivo dell'ingegnere è ricostruire il rapporto storico e sociale tra la comunità villacidrese e l’acqua tramite testimonianze e documenti storici
Leggi di piùCon l’edizione numero 18 del 1° novembre, torna in edicola La Gazzetta del Medio Campidano, puntuale come sempre, con le notizie dai nostri Comuni
Leggi di piùPer il 20 novembre è stata invitata per la prima volta a Darmstadt dalla Società Dante Alighieri, istituzione di promozione della cultura italiana
La Società Dante Alighieri di Darmstadt (città tedesca situata nel Land dell'Assia, a circa 35 chilometri a sud di Francoforte sul Meno) è una delle 500 rappresentanze presenti nel mondo, 21 delle quali si trovano in Germania. La sede centrale dell'organizzazione è a Roma, dove la prima Società Dante Alighieri fu fondata nel 1889 per promuovere la lingua e la cultura italiana. Il Comitato di Darmstadt, fondato nel 1952, ha notevolmente ampliato le proprie attività nel corso degli anni, con l‘obiettivo ben preciso di creare un incontro di culture, ma con una concezione molto ampia di cultura che abbraccia tutti gli aspetti della vita. Interessante sapere che la biblioteca dell’Associazione è la biblioteca italiana di Darmstadt ed è stata fondata all'inizio degli anni '70 da Ernst Holtzmann, ex-sindaco di Darmstadt e presidente per molto tempo della Società Dante Alighieri. Dopo una lunga odissea, dal 1995 ha finalmente trovato la sua sede definitiva nella Literaturhaus (la Casa della Letteratura).E proprio con lo spirito di fare incontrare le diverse espressioni delle creazioni culturali e artistiche la Società ha invitato per il prossimo 20 novembre a Darmstadt Annalisa Atzeni, agrichef e maestra pastaia esperta nella preparazione di pane, dolci e pasta tradizionali sardi, per una dimostrazione dal vivo delle fasi della produzione di su filindeu. Il filindeu, letteralmente "fili di Dio", è una delle varietà di pasta più rare al mondo, nonché uno dei simboli più importanti della cultura culinaria sarda, in particolare di Nuoro, la cui produzione si basa su un'antica tecnica tramandata di generazione in generazione, oggi padroneggiata da pochissime persone esperte.Durante la serata, realizzata in collaborazione con Centro Culturale Sardo “Maria Carta” Francoforte e con il Patrocinio e il supporto del Consolato Generale d’Italia Francoforte e la Regione Autonoma della Sardegna, i partecipanti avranno l'opportunità di cimentarsi in prima persona in questa eccezionale tecnica artigianale, sotto la guida e l’occhio attento di Annalisa Atzeni, che sarà affiancata da Silvia Ledda nel corso della dimostrazione pratica. Annalisa Atzeni sarà sempre ambasciatrice della cucina sarda anche durante l’atelier che sarà replicato il giorno 21 novembre a Francoforte, sempre nell’ambito della settimana della cucina italiana nel mondo.La maestria di Annalisa Atzeni, nata e vissuta per molti anni a Sisini, nel cuore della Sardegna oggi residente a Senorbì, dove gestisce il suo home restaurant dal nome “Filindeu & Fregula”, è ormai riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Cresciuta in una casa di campagna, ha costruito il suo percorso professionale tra gesti antichi, pane rituale e ricette tramandate dalla sua famiglia e dalle donne incontrate in tutta l’isola. Organizza eventi rurali in siti archeologici, case storiche, musei e luoghi naturalistici, e cura mostre che ricostruiscono storie e tradizioni ...
Leggi di piùL’autore Piergiorgio Pulixi dialogherà con gli studenti dell'istituto Einaudi, che frequentano le terze e quarte liceo e le quarte dell’indirizzo turistico
Leggi di piùUn viaggio nella memoria tra radici, amore e coraggio in un paese sospeso tra silenzi e antiche consuetudini
Leggi di piùLa mostra “Ombre - Elogio dell’architettura” del pittore di Serramanna è composta da sedici opere di cui otto inedite, realizzate quest'anno
Leggi di piùUna lettera aperta ai sindaci della Sardegna dall’Associazione di Tutrici e Tutori per sollecitare una corretta presa in carico da parte degli enti locali
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