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Villacidro, mostra personale dell'artista Giovanni Onnis

L’esposizione “Colori ed emozioni” -Viaggio tra paesaggi, volti e suggestioni, allestita nell'Antico Caffè Norbio, apre il 7 novembre e chiude l’8 dicembre

L'Antico Caffè Norbio di Peatar Stoich ospiterà a Villacidro, dal 7 novembre all'8 dicembre, la mostra personale di Giovanni Onnis, un'esposizione che ripercorre oltre quarant'anni di attività artistica, tra tradizione, memoria e sperimentazione dal 1982 al 2026.La mostra propone una selezione significativa di opere che testimoniano l'evoluzione del percorso creativo dell'artista, caratterizzato da una costante ricerca espressiva e da una continua sperimentazione tecnica. Attraverso disegni a matita, dipinti a olio, acrilici, tecniche miste e recenti lavori realizzati con il pouring, il pubblico potrà scoprire le molteplici sfaccettature di una produzione artistica capace di coniugare tradizione e innovazione.Il percorso espositivo attraversa temi e soggetti diversi: paesaggi, marine, nature morte, animali, ritratti e composizioni astratte che si alternano in un dialogo ricco di suggestioni visive ed emotive. Particolare rilievo assumono le opere dedicate alle tradizioni della Sardegna, nelle quali le figure dei Mamuthones e degli Issohadores vengono reinterpretate attraverso una sensibilità contemporanea che conserva intatta la forza simbolica delle antiche maschere popolari.Nelle opere di Giovanni Onnis convivono osservazione della realtà e immaginazione, figurazione e astrazione, memoria personale e patrimonio culturale collettivo. La ricerca sull'identità, sul rapporto tra uomo e natura e sui temi della trasformazione e della nascita costituisce uno dei fili conduttori della sua produzione, offrendo al visitatore occasioni di riflessione e interpretazione.Accanto ai lavori figurativi trovano spazio opere di ricerca materica e astratta, nelle quali il colore, il movimento e la superficie pittorica diventano protagonisti. L'utilizzo di materiali e tecniche differenti evidenzia una costante tensione verso l'innovazione e la sperimentazione, elementi che caratterizzano l'intero percorso artistico dell'autore.Tra i nuclei tematici dell'esposizione figurano anche le opere dedicate al caffè, simbolo di incontro, dialogo e condivisione. Un tema particolarmente significativo considerando il contesto che ospita la mostra, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di scambio culturale e partecipazione.L'esposizione rappresenta un'importante occasione per conoscere o riscoprire il lavoro di un artista che, nell'arco di oltre quattro decenni, ha sviluppato un linguaggio personale capace di rinnovarsi nel tempo senza perdere il legame con le proprie radici culturali e con il territorio.  Inaugurazione: 7 NovembreSede: Antico Caffè Norbio di Peatar Stoich, VillacidroDurata della mostra: dal 7 novembre all'8 dicembreArtista: Giovanni Onnis ...

Villamar, il murale delle launeddas di Antioco Cotza

L’opera è dedicata a uno degli strumenti più rappresentativi della cultura musicale sarda: le launeddas. Oggi, purtroppo, il murale è completamente scolorito

A Villamar, lungo via Roma, dopo il Sacro Cuore, sulla destra, si trova un murale che merita di essere ricordato. È un’opera dell’artista Antioco Cotza, dedicata a uno degli strumenti più rappresentativi della cultura musicale sarda: le launeddas. Oggi, purtroppo, il murale è completamente scolorito. Questa fotografia, scattata diversi anni fa, ci permette però di riscoprirne i colori e di osservare i particolari di un’opera che appartiene anche alla memoria del nostro paese. Al centro della composizione troviamo un anziano suonatore di launeddas. Il suo volto, segnato dal tempo, sembra raccontare una lunga esperienza di vita. Accanto a lui compare una donna in abito tradizionale. I due personaggi sono così vicini da suggerire un legame profondo, quasi che la musica diventasse un linguaggio condiviso. Sullo sfondo, tra colori caldi e intensi, una colomba bianca introduce un richiamo alla pace e alla spiritualità. È un'immagine che si presta a diverse letture, lasciando a ciascuno la libertà di cercare il proprio significato.DALLE PAGINE DEI BAMBINI AL MURALEIl nostro rinnovato interesse per le launeddas nasce da un percorso di ricerca che, ancora una volta, ci riporta ai lavori delle scuole elementari di Villamar. Nel giornalino scolastico del Natale 1993 abbiamo ritrovato un antico canto che i bambini avevano portato a scuola attraverso le memorie delle loro famiglie. Alcuni versi ci restituiscono un'immagine particolarmente suggestiva:Is pastoris de bidda funti tottus ingui a launeddas sonendu.I pastori del paese sono tutti lì, intenti a suonare le launeddas.Sono parole che hanno suscitato nuove domande. Chi erano quei suonatori? Quali melodie conoscevano? Quale posto occupavano le launeddas nella vita della nostra comunità? Da queste domande sono emerse altre testimonianze, fra cui quella raccolta da Midio Pitzalis su zio Peppe Melis di Villamar e sul suo incontro con il musicologo danese Andreas Fridolin Weis Bentzon. Una pista che merita ulteriori approfondimenti. Ed è proprio seguendo questo filo che siamo tornati a guardare anche il murale di Antioco Cotza.UNO STRUMENTO, TANTE FORME DI MEMORIALe launeddas sono uno strumento a fiato formato da tre canne sonore, suonato attraverso una particolare tecnica di respirazione continua. La loro presenza nella cultura sarda attraversa i secoli e accompagna ancora oggi feste, processioni e occasioni della vita comunitaria. Nell'opera di Cotza, lo strumento non è rappresentato da solo. È nelle mani di un uomo anziano, accanto a una donna in abito tradizionale. Questo particolare ci invita a riflettere sulle persone che hanno mantenuto viva la musica, trasmettendola attraverso l'ascolto, l'esempio e l'insegnamento. Il murale diventa così un altro tassello della nostra ricerca: un punto d'incontro fra musica, arte e memoria popolare.UN PATRIMONIO DA RISCOPRIRERiguardare oggi questa vecchia fotografia suscita anche una rifles ...

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