La voce dei nostri collaboratori

Rimani aggiornato su tutte le novità del Medio Campidano!


Vai a tutti i contenuti →

Il romanzo “Perché il vento era nero” di Savina Dolores Massa

C’è un “narratore”, quindi, non una narratrice, Savina si inventa un personaggio che racconta la sua storia, è lui quindi che ha la responsabilità degli eventi narrati

Costantino Cossu, sul “Manifesto del 26 giugno 2024, scrive del romanzo “Perché il vento era nero” di Savina Dolores Massa per Il Maestrale, titolo: “Nello sguardo immaginifico che buca il buio e reincanta il mondo”. A suo dire non sarebbero stati molti gli editori che, avendolo sottomano, lo avrebbero pubblicato. “Crediamo quasi nessuno. È infatti un testo totalmente estraneo alle regole ferree che guidano oggi gli editori nella scelta dei titoli da dare alle stampe. È un romanzo onirico quello che ci regala Savina Dolores Massa. Niente di ciò che detto è vero, ma proprio per questo ogni cosa raccontata lo è. L’immaginazione è sovrana e viene messa al servizio su uno sguardo sulla realtà privo di qualsiasi connotazione consolatoria, fermo nella sua lucida capacità di analisi anche quando prende la via dell’ironia e a volte del sarcasmo, con un narratore in aggiunta che arriva a discutere delle scelte narrative con i suoi immaginari lettori e spesso con essi polemizza”. C’è un “narratore”, quindi, non una narratrice, Savina si inventa un personaggio che racconta la sua storia, è lui quindi che ha la responsabilità degli eventi narrati. “Io faccio il narratore al buio, mi pasticcio e pasticcio i fogli, ne sono sicuro, ma nulla mento a voi sugli accadimenti in corso, che poco posso commentare se poco li comprendo, almeno in parte (pag. 237). E figuriamoci se possiamo noi lettori a star dietro alle motivazioni dei personaggi, alle loro scelte, ai loro pensieri più intimi. Ma così sono i libri di Savina Dolores Massa: l’immaginazione è regina, né si prende cura che i tempi narrativi seguano una loro coerenza, né che, ad esempio, i morti di un ospizio accatastati in giardino “a bentuai”, si trasformino chissà per quale magia in una quindicina di anatroccoli gialli. Nel libro molto spazio ha anche un cavallo dal criptico nome di “Ti Giuro”, i cui comportamenti sono quelli tipici di un cane, piuttosto che un equino. Ma è il cavallo che Tomaso, un bimbo orfano che scampa ad un incidente ferroviario in cui muoiono tutti i compagni che erano con lui, tranne Lisabè, sceglie a compagno di vita. Quando viene riportato nell'orfanotrofio da cui tutti i bimbi stavano fuggendo, gli unici due scampati vengono riacciuffati clandestini nella nave che da Olbia se ne andava verso il continente. “Chi sta regalando questa storia ha un colpo di tosse a causa della sensazione concreta di una narrazione scadente e ruffiana, così, tanto per far colpo sugli animi buoni. Suore malvagie, un prete cinico, orfani infanti spezzati su una rotaia, ma, nulla può farci se la realtà sa superare l’invenzione. E Aristanis lo sa” (pag. 101). Che i fatti narrati si svolgono nella natia Oristano di Savina: sotto la città lei e il narratore ne inventano una sotterranea fatta di cunicoli e di stanze misteriose: in una di queste le donne presenti lucidano statue di santi e di cristi usando straccetti intrisi di un liq ...

Una mostra sui soldati somparsi nella seconda guerra mondiale

Per il IV novembre Dario Frau e Paola Cossu allestiscono una mostra documentale sugli undici soldati di Pabillonis scomparsi nella seconda guerra mondiale

Verranno ricordati con la mostra fotografica-documentale “Oltre il silenzio nomi volti e storie di chi non è mai tornato” gli undici soldati del paese caduti e/o scomparsi nella seconda guerra mondiale.  “Undici storie di vite spezzate, che dopo aver dato la propria giovinezza per la “Patria”, non hanno né una tomba nel paese natìo né il ricordo della comunità e che il tempo rischia di cancellare dalla memoria storica del paese. L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, ha lo scopo di “Rievocare per non Dimenticare!”.«Conoscere e tenere viva la memoria e dare voce e volti a questi uomini e alle loro storie, che rappresentano uno spaccato importante della nostra comunità», spiegano Dario Frau e Paola Cossu gli organizzatori dell’iniziativa. «Per dare giustizia e dignità a questi soldati è stato impostato un lavoro di ricerca per ricordare le loro figure, le loro storie travagliate durante la guerra e la ricostruzione, per quanto è stato possibile, della loro scomparsa». La mostra, allestita nella Casa padronale Virginia Matta, con il patrocinio del Comune, presenta pannelli espositivi con la biografia, la ricostruzione storica e personale, corredata da documenti e fotografie inedite, che arricchiscono la storia di questi uomini e soldati. Un lavoro certosino, realizzato con la consultazione dei fogli matricolari dell’Archivio di Stato, del comune, delle associazioni partigiane, dell’U.N.I.R.R (Unione nazionale italiana reduci di Russia) e dei parenti dei caduti. Nella mostra saranno esposte, inoltre, lettere e cartoline inedite, che i soldati scrivevano dal Fronte, in gran parte della prima guerra ma alcune anche della seconda alla famiglia Cirronis-Garau e soprattutto alla figlia Anna dopo il suo matrimonio con Narciso Cherchi.La preziosa raccolta, conservata nell’archivio del figlio Delio Cherchi, costituisce un’importante testimonianza storica del paese. È conservata e curata attualmente dalla famiglia di Mariangela Zurru che ha messo a disposizione la pregiata collezione. La mostra sarà inaugurata la mattina del quattro novembre, in occasione della commemorazione ai caduti in guerra, nel monumento della piazza ex municipio, alla presenza del sindaco Marco Tuveri, dell’amministrazione comunale, delle autorità militari e civili, delle scuole e dei concittadini, dopo la messa che sarà celebrata alle 10.30, nella chiesa parrocchiale. La mostra si potrà visitare dal 4 al 8 novembre presso la casa Virginia Matta dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18. ...

Vai a tutti i contenuti →
Lampis Dental Clinic

Iscriviti per essere il primo a ricevere ogni aggiornamento