I sindacati chiedono tempi certi per la realizzazione del nuovo ospedale
di Gian Luigi Pittau ______________________ Sono passati 12 anni da quando per la prima volta si è parlato della costruzione del nuovo ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale grazie a un finanziamento regionale di 800mila euro per la realizzazione del progetto del nuovo nosocomio, poi sono arrivati i soldi per la nuova opera sanitaria, ma a oggi i lavori non sono ancora partiti. Ecco perché i sindacati confederali della categoria pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil chiedono certezze sull’avvio dei lavori del cantiere anche perché il nuovo ospedale da 68 milioni di euro è già stato finanziato dal Ministero dello sviluppo economico. «Siamo preoccupati», afferma Pino Ledda, segretario della Fnp Cisl, «perché il Medio Campidano, come l’Ogliastra e il Sulcis, non compare nel nuovo disegno della sanità regionale e sono passati ben 12 anni dall’annuncio della sua costruzione e due anni fa il progetto è stato presentato in pompa magna dalla Asl che ora non ha neppure un direttore generale». È battagliera anche Carla Piana, segretaria dello Spi Cgil: «Siamo pronti alla mobilitazione e terremo un primo sit-in all’ingresso dell’ospedale per far sentire la nostra voce e per sollecitare la costruzione del nuovo: ci fermeremo solo quando vedremo l’apertura del cantiere. In più nell’ospedale attuale mancano tantissimi medici e infermieri». A fare le spese di questa situazione sono soprattutto le categorie più deboli come ricorda Pasquale Ruggiero, segretario della Uilp Uil: «Tante difficoltà nel potersi curare gravano soprattutto sugli anziani, sui malati, sui poveri, sulle persone sole e non autosufficienti». Il sindacato è pronto a difendere con le unghie il nuovo ospedale come ricorda Tore Malloci dello Spi Cgil: «Come sindacati tenemmo una manifestazione nel giugno del 2014 proprio di fronte all’ospedale e poco tempo dopo arrivò la notizia del finanziamento dell’ospedale. Servono tempi più veloci per i lavori dell’ospedale. Non vogliamo che i soldi finanziati per San Gavino vengano dirottati verso altri territori come Alghero, Olbia o Cagliari». Sulla stessa linea Paolo Melis della Fnp Cisl: «Ad oggi mancano molti servizi e per la riabilitazione cardiologica i malati del Campidano e dell’Oristanese sono costretti ad andare all’ospedale Brotzu di Cagliari o in centri convenzionati a Cagliari mentre a Villamar a giugno è stato inaugurato il nuovo centro di riabilitazione cardiologica che non è ancora operativo. Inoltre vogliamo che venga riaperto anche il centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini». I sindacati invitano alla mobilitazione: «Chiediamo un impegno di tutte le amministrazioni locali, dei cittadini e delle associazioni. Siamo pronti a combattere per il nuovo ospedale». Intanto il sindaco di San Gavino Carlo Tomasi, che presiede la conferenza sanitaria, si dice fiducioso: «L’iter burocratico-amministrativo del nuovo ospedale», ...
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