Su coccoi cun s’ou de Pasca Manna

di Roberto Loddi Per cercare di comprendere  la storia dell’origine e della celebrazione della Pasqua, ricorrenza che accomuna le due più importanti religioni monoteiste: il Cristianesimo e l’Ebraismo, occorre tornare indietro nel passato e indagare nella storia. La Pasqua cristiana: il nome Pasqua proviene dal latino Pascha e dall'ebraico Pesah. È la massima festività della liturgia cristiana, perché celebra la passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. Il fatto che Dio Padre decise di riportare in vita suo figlio Gesù, crocifisso senza colpe, per i credenti significa che condivise il progetto di vita. L'aiuto ai più bisognosi, la solidarietà, la fraternità e l'amore per il prossimo, tanto da sacrificarsi per questi ideali. La datazione della Pasqua è fissata nel Nuovo Testamento nel quale è scritto All’inizio del cristianesimo, i fedeli di origine ebraica celebravano la Resurrezione di Cristo subito dopo la Pasqua ebraica, che veniva calcolata in base al calendario lunare babilonese e cadeva ogni anno in un diverso giorno; mentre i cristiani di origine pagana celebravano la Pasqua ogni domenica. Nacquero così gravi controversie all'interno del mondo cristiano, che si risolsero nel 325 con il concilio di Nicea, in cui si stabilì definitivamente che la Pasqua doveva essere celebrata da tutta la cristianità la prima domenica dopo la luna piena seguente l'equinozio di primavera. Inoltre nel 525 si stabilì che la data doveva essere fra il 22 marzo e il 25 aprile. La Pasqua ebraica: è una ricorrenza di notevole importanza anche per gli ebrei. Originariamente si ipotizza fosse una festa agropastorale celebrata dai popoli  nomadi del vicino oriente, quando le tribù semite si stabilirono territorialmente  si trasformò in una festa dell’aia, in cui si offrivano le primizie della mietitura dell'orzo, attraverso la cottura del pane azzimo.  Mosè diede un nuovo significato a questa festa, perché la fece coincidere con la fuga del popolo ebraico dall'Egitto. Nel capitolo 12 dell'Esodo, Mosè ordina ad ogni famiglia, prima di abbandonare l'Egitto, di sacrificare un capo di bestiame, agnello, pecora o capra senza difetto, di un anno di età e di segnare col suo sangue gli stipiti e il frontone delle porte delle case. I membri delle famiglie consumarono il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronti per la partenza, che avvenne in quella stessa notte, dopo che l'angelo di Dio passò per uccidere tutti i primogeniti egiziani, risparmiando i primogeniti ebrei le cui abitazioni erano segnate col sangue. Nel corso dei secoli, il rituale della Pasqua, pur sottoposto a variazioni e a modifiche, rimase sostanzialmente sempre uguale e la festa è tuttora celebrata da tutti gli Ebrei con la massima solennità e con la durata di sette giorni.  Fu nel corso di una celebrazione pasquale che Gesù Cristo, secondo la narrazione evangelica, istituì il sacramento dell'eucarestia. Oggi la Pasqua cristiana viene festeggiata dopo un ...

Statale 195: giallo sulle intenzioni dell'Anas

di Maurizio Onidi «Bisogna accelerare nelle procedure e nella formulazione dei pareri necessari per riavviare e portare a compimento i cantieri ancora aperti in Sardegna». È la richiesta della FenealUil a tutti i soggetti che a vario titolo determinano l’apertura del cantiere sulla Strada Statale 195 Sulcitana, alla luce delle ultime notizie apparse sulla stampa nazionale  in merito allo sblocco del cantiere e allo stato di crisi di una delle ditte che si sono aggiudicate l’appalto, la Cmc. «Nel giugno scorso Anas aveva rescisso il contratto a Glf», ricorda Gianni Olla segretario della FeneaUil, «con l'obiettivo dichiarato di procedere allo scorrimento della graduatoria e arrivare velocemente a un nuovo contratto con la seconda, appunto l'Ati Cmc-Aleandri Costruzioni di Bari. Tale opzione di scorrimento della graduatoria» ribadisce ancora Olla «era però stata accantonata dall’Anas, almeno secondo quanto era apparso nelle scorse settimane sulla stampa locale e soprattutto era stato confermato dall’Anas Sardegna nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali il 14 marzo, il giorno prima dello sciopero del settore costruzioni». «Senza voler entrare nel merito di decisioni che competono ad altri organismi», continua il segretario, «riteniamo sia di buon senso arrivare a decisioni celeri senza perdere ulteriore tempo, affidando i lavori a chi è in grado di terminare l’opera, garantendo nel contempo le buste paga necessarie per portare a compimento il lavoro. Una boccata d’ossigeno necessaria per dare respiro a un settore, quello delle costruzioni, in grossa difficoltà. Quanto ad Anas», aggiunge  Olla, «chiediamo all’ente una maggiore chiarezza, nella consapevolezza che dal suo ruolo di committente principale dei lavori in Sardegna scaturiscono le fortune o le disgrazie prima dei lavoratori del settore e del nostro tessuto economico. In quest’ottica auspichiamo da parte della Regione Sardegna la determinazione necessaria per vigilare e garantire il completamento di questa e tutte le opere incompiute».     ...

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