Aias, Vittorio Randazzo chiede ai dipendenti di rinunciare ai decreti ingiuntivi
La lettera firmata oggi dal direttore amministrativo dell’Aias Vittorio Randazzo e indirizzata ai propri dipendenti attacca così: “i lavoratori che avessero intrapreso l’azione legale per il recupero delle mensilità di settembre 2017 aggiunti settembre e ottobre 2018 sono invitati a formalizzare con cortese urgenza una espressa rinuncia al recupero forzoso di dette mensilità”. Non basta perché l’amministrazione Aias pensa anche a quei dipendenti che si sono avvalsi (con successo) dell’articolo 1676 del Codice civile chiedendo alla Regione di pagarli direttamente bypassando l’Aias. Così nella missiva indirizzata ai propri dipendenti, Vittorio Randazzo avvisa, “inoltre i dipendenti che hanno fatto ricorso all’intervento sostitutivo tramite l’articolo 1676 del Codice civile per il pagamento delle mensilità di settembre 2017 e settembre, ottobre 2018 a comunicare all'Ats fornendo idonea documentazione la rinuncia all’esercizio di tale azione esecutiva”. Più che un mero invito, la richiesta pare proprio una condizione sine quam non perché, “ i lavoratori che intendano proseguire l’azione sostitutiva ex art. 1676 e non intendono formalizzare la rinuncia verranno esclusi dai flussi di pagamento in relazione a queste mensilità”. ...
Leggi di piùSettore idroelettrico in Sardegna: è scontro tra Regione e rappresentanti dei lavoratori Enel
Il trasferimento all’Enas delle dighe del Taloro, Coghinas e Flumendosa mette a rischio centinaia di posti di lavoro e gli investimenti pianificati dall’Enel nell’isola (oltre 8 milioni solo nel 2019). Secondo Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, “la Regione dimostra per l’ennesima volta di non tenere in nessun conto le istanze dei lavoratori e le conseguenze devastanti del trasferimento all’Enas delle dighe”. I lavoratori dell’Enel in presidio davanti a Villa Devoto a Cagliari ma dallo stesso palazzo non è arrivato nessun segnale, né di distensione, né tantomeno di dialogo. Niente. Con la manifestazione odierna i sindacati di categoria hanno voluto denunciare la grave situazione che si verrà a creare a partire dal 1 gennaio 2019 con il trasferimento all’Enas, deciso unilateralmente dalla Giunta regionale, delle dighe Enel del Taloro, del Coghinas e del Flumendosa con annessi gli impianti di produzione di energia elettrica. Un atto unilaterale che" denunciano Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, "rischia di far ripiombare il settore idroelettrico in Sardegna nell’incertezza più totale mettendo in discussione importanti investimenti già pianificati da Enel e precarizzando circa 100 posti di lavoro diretti e numerosi altri dell’indotto". Lo scorso 9 ottobre la Giunta Regionale aveva emanato le delibere per attribuire all’Enas le dighe Enel del Taloro, del Coghinas e del Flumendosa, con annessi gli impianti di produzione di energia elettrica e trasferirle all’Enas a partire dal 1 gennaio 2019. Immediatamente dopo l’emanazione delle delibere, il 18 ottobre, Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil avevano richiesto invano un incontro chiarificatore con la Regione Sardegna. Viceversa, la Regione il 20 novembre 2018 aveva emanato i decreti del Presidente della Giunta proseguendo un percorso unilaterale che, oltre a centinaia di posti di lavoro, rischia di mandare in fumo gli investimenti programmati dall’Enel sul territorio sardo che solo nel 2019, tra diretti e indiretti, ammontano a circa 8 milioni di euro. Il trasferimento degli impianti all’Enas causerebbe inoltre il mancato versamento ai Comuni interessati di circa 4 milioni di imposte locali (Imu). ...
Leggi di più