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Guspini: Rossella Pinna scrive a Mario Nieddu, assessore regionale della Sanità in merito al percorso vaccinale

di Maurizio Onidi ______________ "In Sardegna accade che migliaia di cittadini in attesa di booster del vaccino anti covid 19, stiano ricevendo in questi giorni tramite sms l’avviso del Ministero della Salute che segnala l’imminente scadenza, al 1 febbraio, della validità del proprio green pass,  con evidenziata la necessità della terza dose. Accade, dunque, che in Sardegna migliaia di cittadini non riescano completare il percorso vaccinale perché le prenotazioni vanno già oltre marzo e in alcune Asl in pieno aprile" è quanto evidenzia Rossella Pinna, consigliera regionale PD, nella lettera inviata a Mario Nieddu,  assessore regionale della Sanità, al direttore generale  e all'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico del medesimo Assessorato. [caption id="attachment_96304" align="alignleft" width="287"] Rossella Pinna[/caption] Al responsabile della sanità regionale la consigliera Pd chiede anche  chiarimenti su "cosa devono fare i cittadini che hanno ricevuto l’avviso della scadenza del green pass e che sono mancanti della terza dose? Potranno continuare fino alla data prenotata per la terza dose a lavorare e a vivere serenamente pur nella prudenza necessaria al momento pandemico che si protrae da due anni?" e soprattutto "in quale modo le autorità sanitarie regionali e locali hanno programmato di proseguire la campagna vaccinale delle terze dosi per garantire le legittime richieste dei possessori di green pass in scadenza ? Hanno individuato soluzioni e percorsi differenziati e urgenti per quanti possono e devono fare il booster al fine di evitare che tali cittadini incolpevoli debbano scontare i ritardi nelle vaccinazioni?". "Questioni di non poco rilievo" sottolinea l'ex sindaca di Guspini che conclude "Farsi carico di queste domande è un dovere per i consiglieri,  ottenere le risposte è un diritto di tutti i sardi".         Domande importanti che meritano   questione, non di poco rilievo , è al centro di una lettera di segnalazione e richiesta di chiarimenti che Rossella Pinna, consigliera PD, ha inviato all’assessore regionale Nieddu, al DG della Sanità (sempre che sia stato nominato e non sia ancora casella vacante nella scacchiera delle poltrone da assegnare nella maggioranza), e all’URP del medesimo assessorato. Le domande in sintesi sono: ✅Cosa devono fare i cittadini che hanno ricevuto l’avviso della scadenza del green pass e che sono mancanti della terza dose? ✅Potranno continuare fino alla data prenotata per la terza dose a lavorare e a vivere serenamente pur nella prudenza necessaria al momento pandemico che si protrae da due anni? ✅In quale modo le autorità sanitarie regionali e locali hanno programmato di proseguire la campagna vaccinale delle terze dosi per garantire le legittime richieste dei possessori di green pass in scadenza ? ✅Hanno individuato soluzioni e percorsi differenziati e urgenti per quanti possono e devono fare il booster al fine di evitar ...

“I dimenticati dalla Storia”: migliaia di testimoni di Geova tra le vittime della persecuzione nazista

Il 27 gennaio in tutto il mondo si celebrerà il Giorno della memoria, una data simbolica per ricordare le vittime del nazismo. Il brutale terrore nazista prese di mira milioni di persone a motivo della loro razza, nazionalità o ideologia politica. Ma pochi sanno che tra le vittime dei nazisti ci furono migliaia di testimoni di Geova, che furono perseguitati per la loro fede cristiana. I Testimoni di Geova, allora conosciuti come Studenti Biblici, furono “gli unici sotto il Terzo Reich a essere perseguitati unicamente sulla base delle loro convinzioni religiose”, dice il professor Robert Gerwarth.  Il regime nazista bollò i Testimoni come "nemici dello Stato", afferma la storica Christine King, "per il loro aperto rifiuto di accettare anche gli aspetti più marginali del [nazismo] contrari alla loro fede e al loro credo". Per motivi religiosi i Testimoni, che erano politicamente neutrali, si rifiutavano di fare il saluto "Heil Hitler", di prendere parte ad azioni razziste e violente o di arruolarsi nell'esercito tedesco. Inoltre, "nelle loro pubblicazioni identificavano pubblicamente i mali del regime, incluso ciò che stava accadendo agli ebrei", ha dichiarato King. I Testimoni furono tra i primi a essere mandati nei campi di concentramento, dove portavano un simbolo sull’uniforme: il triangolo viola. Dei circa 35.000 Testimoni presenti nell'Europa occupata dai nazisti, più di un terzo subì una persecuzione diretta. La maggior parte fu arrestata e imprigionata. Centinaia dei loro figli furono affidati a famiglie naziste o mandati nei riformatori. Circa 4.200 Testimoni finirono nei campi di concentramento nazisti. Uno dei massimi esperti dell’Olocausto, lo storico Detlef Garbe, ha scritto: "L'intenzione dichiarata delle autorità [naziste] era di eliminare completamente gli Studenti Biblici dalla storia tedesca". Si stima che morirono 1.600 Testimoni, di cui 370 per esecuzione. I nazisti cercarono di infrangere le convinzioni religiose dei Testimoni offrendo loro la libertà in cambio di una promessa di obbedienza. A nessun altro fu data questa possibilità. La dichiarazione di abiura (emessa a partire dal 1938) richiedeva al firmatario di rinunciare alla propria fede, denunciare altri Testimoni alla polizia, sottomettersi completamente al governo nazista e difendere la "Patria" con le armi in mano. I funzionari delle prigioni e dei campi spesso usavano la tortura e le privazioni per indurre i Testimoni a firmare. Secondo Garbe, "un numero estremamente basso" di Testimoni abiurò la propria fede. Nel campo di Buchenwald fu internata con il falso nome di Frau von Weber anche Mafalda di Savoia, figlia del re Vittorio Emanuele III, arrestata a Roma il 23 settembre 1943. Come scrive Cristina Siccardi, nel suo libro Mafalda di Savoia. Dalla reggia al lager di Buchenwald, le SS assegnarono alla principessa un’aiutante, Maria Ruhnau, una testimone di Geova imprigionata a motivo della sua fede. Sapendo che la donna era guidata da elev ...

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