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Musica d'autunno, domenica 31 ottobre il secondo concerto
Erano due accerrimi nemici per i modi personali di interpretare la musica, ma le note di Antonio Vivaldi (1678-1741) e Benedetto Marcello (1686-1739) saliranno sul palco della seconda data del “Festival Musica d'Autunno”. Domenica 31 Ottobre, con inizio alle 20. Nella Chiesa Gotico-Catalana del Santo Sepolcro, in Piazza San Sepolcro a Cagliari, verranno rappresentate alcune opere emblematiche di due compositori così agli antipodi nella scrittura musicale ma entrambi riconosciuti come fra i più rilevanti esponenti dello stile melodico italiano. L'Orchestra Cameristica Giovanile Kadossene, diretta dal Maestro Giacomo Medas, assieme al Controtenore Ettore Agati interpreteranno due fra le sinfonie cosiddette “minori” del celebre compositore delle “Quattro Stagioni”. Verrà eseguito infatti lo “Stabat Mater RV 621” in Fa minore, inno sacro composto da Vivaldi nel 1712, per essere eseguito come parte della Festa dei Sette Dolori di Maria Vergine a Brescia, e il “Nisi Dominus RV 608”, cantata sacra del XVIII secolo, sul tema della fede e del mistero cristiano. La musica di Benedetto Marcello sarà invece di scena con il “Concerto in Re Minore” per Oboe e Orchestra, con Laura Piras allo strumento solista. La particolarità è che – oltre ad essere stato un grande compositore assieme al fratello Alessandro – fu il più acerrimo nemico di Antonio Vivaldi, che giudicava compositore volgare, modaiolo e che accusava addirittura di non saper mettere il basso (accusa pesantissima per un compositore come Vivaldi). Benedetto Marcello infatti avversava in toto il nuovo stile che vedeva una semplificazione dello stile melodico armonico per un esigenza di comunicatività al pubblico. Organizzato dall'Associazione Incontri Musicali, e in rispetto alle norme per prevenire il contagio del Covid-19, per assistere agli spettacoli del Festival sarà necessario prenotare al 351/8113531 ed essere in possesso obbligatoriamente del Green Pass. ...
Leggi di piùAlla scoperta della Sardegna con la tecnologia
di Giovanni Angelo Pinna ______________________________ Quando si parla della Sardegna è raro trovare storie che possano essere legate alla tecnologia ed ai nuovi modi di comunicare: una di queste storie l’ha scritta Simon Emilio Di Betta, 27enne di Nimis, un piccolo paese (come i tanti della Sardegna) del Friuli-Venezia Giulia. Simon ha iniziato la sua avventura proprio da Nimis: un viaggio alla scoperta di sé stesso ma anche dei tesori dell’Italia e, per raggiungere questo obiettivo, non poteva non scegliere un modus molto particolare: una vecchia bici, quella di suo padre, un carrellino con una tenda e qualche cambio, uno smartphone, tantissima energia e forza di volontà. Partendo dal Friuli è sceso lungo la parte orientale italiana, arrivando in Sicilia per poi sbarcare qui da noi in Sardegna; dalla nostra isola, poi, l’ultima parte del suo viaggio. Simon ci confessa: «non sarà di breve durata, dovrò risalire tutta la parte occidentale dello stivale italiano ricominciando da Napoli». In Sardegna ha visitato diversi paesi, tra cui Cagliari, il primo dopo il suo sbarco, poi Gonnosfanadiga, Arborea, Oristano, Sedilo ed Olbia… tutti raggiunti con le sue sole energie in sella alla sua bici. [caption id="attachment_92542" align="alignleft" width="200"] Simon Emilio Di Betta[/caption] Ha scoperto, così ci racconta, molte storie della nostra isola, sia vivendole con i suoi occhi ma anche sentendole raccontate da chi lo ha ospitato. Ha raccolto molti consigli sul “non puoi non visitare/passare per questo posto” ed altri “non puoi salutarci senza assaggiare il nostro Casu Marzu e Porceddu”, il secondo assaggiato a casa di Elisabetta, a Gonnosfanadiga, che lo ha ospitato e il primo nel nord della Sardegna (non poteva andare diversamente). La Sardegna e la tecnologia: si, perché Simon ha deciso di sfruttare le nuove tecnologie per rimanere in contatto con i suoi followers che lo seguono costantemente; su Instagram ne conta oltre 14.000, su YouTube 1.280 iscritti con un totale di visualizzazioni ben oltre le 10.000, e su TikTok con una esplosione di 412.500 followers con oltre i 14 milioni di Mi Piace ottenuti (numeri ancor più alti quelli delle visualizzazioni dei suoi video). I suoi video sul Casu Marzu e quindi sulla nostra isola, il primo dove lo assaggia ed il secondo più informativo sul tema/interrogazione che ha ricevuto “ma è sicuro mangiarlo?”, sono quelli che hanno ottenuto più visualizzazioni: solo questi due rasentano i 2 milioni di accessi. Ma la tecnologia è stata importantissima anche per il suo viaggio, lo sarà ancora per qualche mese: gli permette di rimanere in contatto con i suoi cari oltre che scegliere, di volta in volta, quale percorso seguire con la sua bici (a volte anche trovando sorprese come strade sterrate o dissestate – come capitato qui da noi in Sardegna e non segnalate nel suo navigatore). Ha avuto un ruolo importante perché, anche grazie ad essa, ha potuto ricevere contatti ...
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