Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
La Diocesi di Ales- Terralba istituisce un fondo di 250 mila euro per aiutare le piccole imprese e i lavoratori autonomi
Duecentocinquantamila euro per aiutare micro e piccole imprese e lavoratori autonomi del territorio messi in ginocchio a causa della pandemia. Un nuovo fondo, sotto l’egida di San Giuseppe Lavoratore, per sostenere l’economia locale come risposta immediata della Diocesi di Ales-Terralba di fronte alla richiesta di aiuto di tante piccole attività operanti nel territorio: dietro quelle serrande rimaste abbassate per mesi ci sono i sacrifici di una vita, le storie di famiglie, gli stipendi mancati, i debiti in crescita e una sofferenza nuova con la quale occorre fare i conti. La richiesta del contributo (che potrà servire per il pagamento di fatture o altre spese urgenti per l’azienda) sarà valutata dal Comitato Tecnico (composto da presbiteri, laici e religiose) nominato dal vescovo Padre Roberto Carboni e sarà a fondo perduto. La Diocesi ha deciso così di dare un segno importante di vicinanza al tessuto economico locale alla luce anche dell’incremento delle richieste di aiuto e di sostegno alla nostra Caritas Diocesana e ai Centri d’Ascolto delle Caritas Parrocchiali e di Unità Pastorale, da parte di tanti singoli e famiglie che fino a ieri vivevano dignitosamente. Tale fondo, costituito con il contributo dell’8x Mille ordinario e con altre quote diocesane, è rivolto alle micro e piccole imprese, nonché ai lavoratori autonomi titolari di partita Iva che hanno chiuso l’attività o l’hanno ridotta in maniera considerevole durante i mesi di isolamento. Esso viene gestito dalla Caritas Diocesana, quale organismo pastorale della Diocesi per la promozione della testimonianza della carità. Il contributo mantiene un suo obiettivo comunitario: creare uno spirito di solidarietà tra le persone che si possono dimostrare unite e generose. Nel mettere a disposizione questo incentivo alla ripresa, infatti, la Diocesi di Ales-Terralba ha cercato di promuovere all’interno del tessuto sociale e lavorativo forme di mutua assistenza e di messa in circolo di buone pratiche. Per questo chiede ai beneficiari, liberamente e senza alcun obbligo, di porre in essere iniziative di “restituzione” in beni e servizi a persone in stato di disagio, o lasciate alla discrezione del singolo beneficiario, o messe a disposizione della stessa Caritas Diocesana per essere poi condivise. Per esemplificare: nell’ambito della propria attività, il destinatario del contributo potrà fornire un certo numero di beni e servizi gratuiti per altri. L’entità di tale buona pratica è lasciata all’iniziativa del singolo beneficiario. «Ci auguriamo che in tanti facciano richiesta e soprattutto che, mettendo in circolo un po’ di liquidità, si ristabilisca la fiducia tra gli imprenditori, si stimolino nuove idee, si dia forza a chi è debole e si instauri un circolo virtuoso di mutuo aiuto”, afferma il Direttore della Caritas Diocesana, don Marco Statzu. “La carità senza la ricerca continua della giustizia, anche sociale, rischia di essere soltanto a ...
Leggi di piùLa Compagnia Salto del Delfino torna sul palco con due appuntamenti negli spazi di Villa de Villa a Dolianova
Saranno gli spazi all’aperto di Villa de Villa a ospitare un doppio appuntamento organizzato dalla Compagnia Salto del Delfino, che ritorna sul palco arricchendo l’offerta culturale dell’estate di Dolianova: sabato 25 luglio gli attori diretti da Nicola Michele saranno in scena con lo spettacolo “Padre Ubu” (in collaborazione con il festival Street Books), e il giorno dopo (domenica 26) proporranno il primo studio dell’opera “Illusione al crepuscolo”. [caption id="attachment_72217" align="alignleft" width="280"] Nicola Michele[/caption] Il compito di inaugurare gli appuntamenti del fine settimana doliense sarà affidato, dunque, a “Padre Ubu” (inizio ore 21, prenotazioni WhatsApp al numero 393 8879311) spettacolo che affonda le sue radici nell’opera “Ubu Re” figlia della penna del padre della patafisica Alfred Jarry rappresentata per la prima volta il 9 dicembre 1896. Tirannia, potere e altre cialtronerie: "Ubu Re” è la storia di un improbabile tiranno, Padre Ubu, che, incalzato da Madre Ubu, raggiunge violentemente il potere con lo scopo di arricchirsi ai danni dei suoi sudditi. Padre di alcuni testi alla base del teatro del 1900, Jarry fu l'artefice della Patafisica, la nuova "scienza delle soluzioni immaginarie", strumento per l'integrazione psichica o licenza di dissipazione; il desiderio di un universo supplementare e l'implicita supremazia del virtuale sul reale. Con l’adattamento e la regia di Nicola Michele, saranno in scena Mercede Puddu (nel ruolo di Padre Ubu), Rossana Cugia (nel ruolo di Madre Ubu), Giuseppe Asuni (che vestirà i panni di Giron/Capitano Bordure), Mimma Piga (nel ruolo di Rosamunda/contadino) e Alice Serra (in questa occasione chiamata a impersonare il Principe Bugrelao/magistrato). La consulenza per le scene e i costumi è fornita da Emilio Ortu Lieto, con la collaborazione della sarta di scena Ylenia Marras. Altre ambientazioni ma stesso palcoscenico il giorno dopo alle 21.30 per “Illusione al crepuscolo” (con ingresso libero), drammaturgia originale di gruppo con la regia di Nicola Michele e la partecipazione delle attrici Giulia Cara, Michela Farina, Silvia Locci e Ylenia Marras. ...
Leggi di più