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Villacidro avrà la sua casa dell’acqua
di Gian Luigi Pittau ___________________ L’installazione di distributori automatici d’acqua per ridurre l’inquinamento derivante dal consumo dell’acqua in bottiglia e per consentire un risparmio alle famiglie. È questa la finalità del progetto “La casa dell’acqua” che si concretizzerà anche a Villacidro con la creazione di una fontanella pubblica nel parcheggio che si trova a ridosso del campetto di fronte ai giardini di piazza Brigata Sassari. I distributori automatici d’acqua saranno ponti entro l’estate: «Con un prezzo molto basso, appena cinque centesimi al litro - rimarca la sindaca Marta Cabriolu - sarà possibile avere l’acqua naturale o gassata mentre costerà 10 centesimi al litro un’acqua trattata per bambini piccoli e persone che hanno particolari esigenze». Tutto questo permetterà una riduzione della plastica con un miglioramento ambientale e un risparmio per l’economia familiare: a fine anno ogni cittadino risparmierà centinaia di euro. Per ridurre ancora di più la plastica basterà dotarsi di bottiglie di vetro che conserveranno meglio l’acqua acquistata. Così molti cittadini potranno rinunciare ad acquistare l’acqua stoccata in plastica che non è il migliore contenitore possibile. Gli impianti avranno una manutenzione e una sanificazione periodica. Insomma l’acqua della fontanella pubblica avrà alti standard di qualità e sarà microfiltrata per cui libera da scorie. Altri paesi come Sanluri e Villamar hanno già la casa dell’acqua e altri come San Gavino (il promotore è l’assessore Libero Lai) si avviano a istituire la fontanella pubblica. ...
Leggi di piùIl caso “Silvia Romano”, fra il “capire” e il “comprendere”, quanti interrogativi
di Francesco Diana _____________________ [caption id="attachment_69684" align="alignleft" width="382"] Francesco Diana[/caption] In questo tormentato periodo, dominato dalla pandemia del Covid-19, ci mancava solo la polemica montata sul “caso” Silvia Romano a violentare il nostro cervello, per cercare di capire ciò che realmente è successo e comprendere il perché di tutto ciò. Diciamo subito che, per quanto pubblicizzato dai media, ci è sembrato di capire che una splendida ragazza di nome Silvia Romano, che da diciotto mesi era ostaggio di un sanguinario movimento somalo d’ispirazione “quaedista”, conosciuto come “Al Shabaab”, sia stata liberata dall’Intelligence italiana (AISE), grazie anche alla collaborazione di Turchia e Quatar. La ragazza, allora poco più che ventiduenne, che lavorava come cooperante in Kenya per conto dell’ONLUS marchigiana “Africa Milele”, fu rapita il 20 novembre 2018 nel villaggio di Cacama, a ottanta chilometri circa da Nairobi, da un gruppo di criminali comuni e poi venduta in Somalia, dove fu tenuta in ostaggio fino alla liberazione avvenuta, sempre secondo quanto precisato, il 20 maggio del 2020. A quanto appreso, aggiungiamo quanto di nostro dominio, precisando che la Somalia è stata per decenni una nostra Colonia e che, dopo la guerra, abbiamo agito da Potenza mandataria per condurla alla piena indipendenza, cosa che peraltro non sembra aver prodotto pienamente gli effetti sperati, giacché non ha impedito la formazione di gruppi terroristici sotto il sacro ombrellone dell’Islam, come appunto “Al Shabaab”, che oggi contribuiamo a combattere coordinando l’EUTMS, che ha il compito di addestrare le truppe regolari somale contro li abusi e le minacce di detto movimento. Sempre in base alle indicazioni offerte dai media, ci è sembrato di capire che per la ragazza non è stato versato alcun riscatto, cosa peraltro confermata direttamente ai microfoni della TV di Stato, sia dal Primo Ministro Conte sia dal Ministro degli Esteri Di Maio. A fronte di tante certezze, comprendiamo pure in quali condizioni, sia morali sia fisiche, la ragazza possa aver trascorso il lungo periodo di detenzione prigioniera di Al Shabaad, così come siamo portati a comprendere la sua conversione all’Islam, forse per effetto di quella che è definita come “Sindrome di Stoccolma”, ossia di quell’inverosimile risposta emotiva che porta l’ostaggio a maturare sentimenti positivi nei confronti dei rapitori, spesso contraccambiati dagli stessi sequestratori nei confronti dell’ostaggio, e negativi contro le forze dell’ordine. Peraltro, come noto, la libertà religiosa costituisce uno dei cardini della Costituzione italiana (Art. 19). Comprendiamo anche la sua felicità nel rimettere piede nel territorio italiano e nel poter riabbracciare i propri cari, benché in deroga alle norme in vigore riguardante la vicenda Coronavirus. Se però c’è una cosa che assolutamente non comprendiamo, ...
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