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Al via i festeggiamenti in onore di Santa Maria Assunta, "Sa festa Manna"

di Maurizio Onidi ___________________________ Come già anticipato nei giorni scorsi, nella serata odierna inizieranno i festeggiamenti in onore di Santa Maria Assunta. Il programma "de sa festa manna" non deluderà  neanche quest’anno le aspettative dei più affezionati, con un calendario fitto di eventi che spazieranno dall’intrattenimento per i più piccoli agli spettacoli di danza, musica e cabaret, cui si legheranno, a doppio filo, i festeggiamenti religiosi. Come ogni anno, si è partiti l'11 col triduo. Oggi, mercoledì  alle 20,30, si terrà l ’accompagnamento del simulacro dell’Assunta alla omonima  chiesa. Alle 22,15  il comitato,  presieduto da Pupa Cadelano, darà via ai festeggiamenti civili: come d’abitudine, saranno i fuochi d’artificio a decretarne l’inizio, accendendo l’antivigilia di Ferragosto con gli spettacolari giochi pirotecnici in località Su Legau, cui seguirà alle 23, in piazza XX Settembre,  l’esibizione del gruppo “Eclisse”. Una festa mattiniera quella di domani, giovedì 15, con la solenne processione della Vergine dormiente che dalle 9,30 si snoderà per le strade della cittadina, accompagnata dai gruppi folcloristici, dai cavalieri e dalla banda musicale Città di Guspini, diretta dal maestro Danilo Sanna. Alle 11, si terrà la solenne concelebrazione dei parroci e dei sacerdoti di Guspini. Il dj Geo Da Silva delizierà invece il pubblico di piazza XX settembre nella notte di ferragosto. Vi aggiorneremo nei giorni a seguire sulle manifestazioni in programma Dalla redazione della Gazzetta Buona "Festa Manna" a tutti. ...

A Santa Maria tra fede, usi e consuetudini

di Maurizio Onidi ______________________ La festa di Santa Maria  “Sa Festa Manna” per i guspinesi, fatte salve le festività di Natale e Pasqua ha sempre rappresentato il momento di maggior devozione alla Madonna. In coincidenza con tale festività, essendosi completata la fase della mietitura e del raccolto nei campi, la comunità agropastorale procedeva alla stipula e al rinnovo dei contratti per la nuova campagna agraria oltre a onorare e liquidare gli accordi presi l’anno precedente con i  proprietari terrieri, con i lavoranti e con i negozianti dove avevano acquistato a credito in attesa “de s’arregotta”. [caption id="attachment_50329" align="alignleft" width="300"] Miranda Serci[/caption] Lo stesso trattamento era riservato alle persone, solitamente giovani ragazze che prestavano  la loro opera di collaboratrici a tempo pieno(s’accodranta,  nelle famiglie degli agricoltori benestanti. «A questa figura, le famiglie che potevano permetterselo», dichiara Miranda Serci, 83 anni,«"sa srebidora”  integravano con l’aiuto de “s’accostanti”. Una persona che saltuariamente,  a secondo dell’accordo stipulato, si occupava delle grandi pulizie in occasione delle feste più importanti “Pasca manna, paschiscedda, santa Maria e tottu i santusu”, faceva il pane una o due volte al mese e con la stessa cadenza  lavava i panni (sa lissia) al fiume». «Avevo tredici anni», precisa la signora Serci «quando cominciai a fare questo tipo di lavoro presso diverse famiglie,  con ognuna delle quali si stipulava un accordo economico che tenesse  conto del numero dei componenti il nucleo familiare e della grandezza della casa. La retribuzione poteva comprendere oltre la parte in danaro anche uno o due carri a buoi di legna». Tenuto conto della sua giovane età quale era fra quelli che ci ha elencato prima, il lavoro più pesante? «Sicuramente “ fai sa lissia” (lavare i panni)» precisa Miranda Serci «oltre che il più pesante, era anche molto impegnativo. Fosse estate o inverno, le modalità erano identiche. Si portava la biancheria da lavare al fiume di Terramestusu dove per prima cosa si accendeva il fuoco per scaldare l’acqua “in su caddasciu” (recipiente capiente in rame). Si cominciava quindi il primo lavaggio, inginocchiate tante ore su una pietra molto larga, posizionata sulla sponda del fiume, inclinata verso l’acqua che scorreva che se d’estate era anche piacevole, d’inverno stare a contatto con l’acqua fredda non era proprio il massimo. Intanto nell’acqua calda contenuta nel recipiente in rame si mettevano delle foglie di alloro e si versava la cenere raccolta nel caminetto, passata precedentemente al  setaccio. Dopo alcune ore quest’acqua veniva filtrata e raccolta in un altro recipiente per essere successivamente utilizzata anche per altri usi quali ad esempio per lavarsi i capelli. A questo punto si mettevano i panni  nel recipiente in rame, posizionandoli  a ridosso d ...

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