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Alle regionali 2019 Autodeterminazione candida Andrea Murgia
Andrea Murgia, 46 anni, funzionario della Commissione Europea, sarà il candidato di Autodeterminatzione alla presidenza della Regione. Questa mattina l’annuncio ufficiale durante una conferenza stampa in Consiglio presenti i rappresentanti delle otto sigle confluite nel movimento: Rossomori, Sardigna Natzione, Irs, Liberu, Sardegna Possibile, Gentes e Radicales Sardos. <La candidatura di Andrea Murgia è il frutto di un lavoro complesso, di un percorso condiviso da tutte le forze riunite intorno ad Autodeterminatzione> ha detto il Consigliere regionale dei Rossomori Emilio Usula, <ed è un segnale di speranza per portare avanti il progetto di emancipazione della Sardegna». E poi, «Autodeterminatzione riparte dopo aver superato il traumatico post elezioni politiche> ha aggiunto il presidente del movimento Fabrizio Palazzari, <dove il nostro è stato un movimento aperto, nato per rappresentare la Sardegna e i sardi che vivono fuori dall’Isola. Il nostro candidato, a differenza di quelli delle altre coalizioni indicati da Milano e Roma, è stato scelto a Tramatza». Andrea Murgia nel 2009 era stato candidato per le regionali nell’allora listino da Renato Soru e nel 2014 partecipò alle primarie della coalizione del centrosinistra. Il il 2 luglio scorso ha aderito ai Rossomori proprio nel giorno della scomparsa di Gesuino Muledda che di quel partito fu fondatore e leader politico. «Ho deciso di lasciare il perimetro del centrosinistra e del Pd dopo il referendum sulle trivelle> ha spiegato Murgia, <e il mio dialogo con Autodeterminatzione è iniziato un anno fa. Ho sposato questo progetto perché vedo assoluta lealtà tra le forze politiche che lo sostengono e camminano nella stessa direzione. Voglio portare Autodeterminatzione dentro il Consiglio regionale nonostante una legge elettorale che ci penalizza ma con la quale occorrerà confrontarsi». Chiara la collocazione politica del gruppo civico. «E’ scontato che non guarderemo a destra> – ha specificato Andrea Murgia, <ed escludo inoltre qualsiasi ipotesi di accordo con il Pds di Paolo Maninchedda perché vogliamo dare un segnale di discontinuità e chi ha appoggiato la Giunta Pigliaru, anche con incarichi di Governo, non può essere nostro alleato. In caso contrario si creerebbe solo confusione». ...
Leggi di piùSul futuro Tiscali crescono le preoccupazioni della Cgil
<L’accordo sulla vendita delle frequenze Tiscali a Fastweb sottrae all’azienda la parte in prospettiva più redditizia a un prezzo decisamente sottostimato rispetto al valore di frequenze simili definito dall’asta nazionale e più alto delle previsioni dello stesso Governo>. Questo il ragionamento di Cgil e Slc che fanno proprie le preoccupazioni dei lavoratori Tiscali e chiedono la rivalutazione della situazione sollecitando una presa di posizione della Regione con l’obiettivo di presentarsi al ministero con una posizione forte e unitaria. <E’ inaccettabile che l’azienda venga svalutata in questo modo> si legge in una nota Cgil e Slc, <e dalla classe politica ci aspettiamo un segnale netto per impedire che venga disperso un patrimonio di competenze costruite in tanti anni di lavoro in questo territorio”. Sono 650 i lavoratori diretti Tiscali, ai quali si aggiungono i 150 del ramo in affitto a Engineering e un numero cospicuo di lavoratori dell’indotto. E sono solo 35 i lavoratori direttamente impegnati nelle 836 torri legate alle frequenze che vedono salvaguardato con certezza il loro posto di lavoro. La Cgil aveva espresso sin da subito perplessità sull’operazione con Fastweb perché non sembrava fornire le dovute garanzie e lasciava comunque irrisolto il tema del rilancio di Tiscali tuttora incerto per l’assenza di un serio piano industriale. <La nostra organizzazione> conclude il comunicato, < ha guardato alle operazioni verso l'esterno senza pregiudizi e come possibilità per evitare un tracollo finanziario con conseguenze drammatiche sui lavoratori ma di certo la situazione non potrà risolversi con accordi al ribasso se questi rischiano di affossare definitivamente il futuro dell’azienda>. ...
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