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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

San Gavino, intercultura: la storia di Roberta e Shasha

di Sara Cogotti _________________________ Oggi vi raccontiamo un’esperienza di ospitalità. A due voci: quella di Roberta, mamma ospitante, e quella di Shasha, studentessa Intercultura ospite a casa sua. «Inizialmente ero terrorizzata all’idea di ospitare una studentessa straniera. Io, sola, con due figli a cui badare. Dopo una chiacchierata con Giacomo, il volontario dell’associazione Intercultura Guspini Medio-Campidano ho deciso di provarci». Riflettendo sui suoi dubbi iniziali, che ormai sembrano lontanissimi, prosegue: “Mi chiedevo se sarei stata in grado di accoglierla ma la mia voglia di conoscere persone di altre culture, di far vivere a miei figli questa esperienza di apertura mi ha spronata ad ospitare Shasha, una ragazza thailandese». Oltre ai suoi timori iniziali, ci riferisce quelli che a suo tempo ha provato Shasha prima dell’arrivo: «Mi ha detto che immaginava di arrivare in una grande città come Milano o Roma e invece si è trovata a San Gavino Monreale, paesino di 8000 abitanti che non riusciva a trovare nemmeno su Google Maps! Una volta arrivata, nonostante non parlasse e non capisse l’italiano, il suo sorriso e la sua gentilezza sono stati il lasciapassare». Prosegue ricordando il primo periodo di convivenza: «Non è stato facile. Incomprensioni, nostalgia, pianti e voglia di restare sola hanno caratterizzato le prime settimane poi piano piano siamo riuscite a creare un legame di affetto e complicità. Molto importante in questo è stato mio figlio Alessandro che ha creduto, più di tutti, in quest’avventura. Le è sempre stato vicino. Giocare con lei a “Uno” e interagire con il traduttore ha appianato le difficoltà inziali. Ora le vuole bene come una vera e propria sorella. Con mia figlia Martina, anche lei un po’ riservata come Shasha, hanno costruito un rapporto diverso basato su una condivisione e un modo simile di vivere l’adolescenza».   Roberta e Shasha ci parlano di un altro aspetto fondamentale del loro percorso: la presenza, il supporto e la condivisione con gli altri studenti Intercultura, con le loro famiglie ospitanti e con i volontari del centro locale. «Stiamo vivendo tanti momenti assieme: uscite, incontri, cene multietniche. Cresciamo insieme, ci confrontiamo e nascono amicizie. Siamo tutti un pò arricchiti dalla condivisione tra culture e personalità diverse».   Shasha, ormai piuttosto disinvolta con la lingua italiana, ci racconta le sue impressioni: “Quando ho scelto di venire qui, pensavo solo che volevo vedere un’altra parte del mondo, volevo imparare un’altra lingua e conoscere un’altra cultura. É la prima volta che sono lontano dai miei genitori per più di una settimana! Il primo periodo è stato complicato, tutto sembrava difficilissimo, era tutto nuovo. È stata dura ma la mia famiglia ospitante mi ha aiutato molto e la mia presenza ha portato un cambiamento nella loro vita quotidiana. A volte non ci capiamo ma basta parlare e i problemi ...

Guspini: manifestazione pro Gaza "La pace tra israeliani e palestinesi ponga fine al genocidio"

di Sandro Renato Garau _________________________   Sabato 7 giugno la comunità di Guspini ha voluto dire no al genocidio che si sta perpetrando sulla striscia di Gaza nei confronti del popolo palestinese. Lo ha fatto con una manifestazione organizzata da un gruppo di cittadini. Il corteo partito da Piazza Togliatti ha percorso alcuni tratti di Viale di Vittorio, Via Roma, Via Zeppara, Via Matteotti, Via Roma, Viale Libertà, Via Santa Maria, sino a Piazza XX Settembre. Scortati dai Vigili urbani e dalle forze dell’ordine i circa 300 partecipanti, in silenzio, si sono avviati. Presenti cittadine/i di ogni età, il Consiglio comunale, molte associazioni di volontariato cattolico e no, con le loro fiaccole e con le due uniche bandiere, quella della Palestina e della Pace. Ha aperto il corteo la bandiera della Palestina portata da alcuni ragazzi e adulti. Una musica triste e grave ha fatto da sottofondo alla manifestazione che è arrivato in Piazza XX Settembre dove le bandiere sono state posizionate sulla scalinata del tempio dedicato a San Nicola di Mira. Poi un momento di silenzio rotto da una sirena che ha dato via ad un flash mob nel quale i partecipanti si sono sdraiati per terra a simboleggiare il massacro di molti bambini e adulti impotenti nei confronti di bombe e proiettili. In un commosso silenzio, i due pensieri finali: il primo, affidato a Pino rappresentante dell’Associazione Sardegna - Palestina che ha letto un brano della poesia “Resteremo qui” del poeta i Tawfiq Zayyad (1922-1994) tratto da “Racconti e poesie dalla Palestina. Dal fiume al mare”. " Resteremo qui … Come fossimo una ventina di impossibilità a Lidda, Ramleh e in Galilea... Rimarremo come un muro sul vostro petto, come pezzi di vetro e pelle di fichi d'india nella gola e qual tempesta di fuoco negli occhi. … laveremo, probabilmente, i piatti nei bar, riempiremo di vino i bicchieri ai vostri signori e puliremo, forse, il pavimento delle nere cucine per poter tirare fuori dai vostri odiosi denti il pane per i nostri figli; … Soffriremo, probabilmente, di fame e di nudità, ciò malgrado, vi sfideremo canteremo poesie flagelleremo con furiose manifestazioni le strade colmeremo di fierezza le prigioni; e dei nostri bimbi faremo una ribelle generazione dopo l'altra. …qui custodiremo le ombre dei fichi e degli olivi, e, quale lievito nella pasta, pianteremo i nostri pensieri della Resistenza. …Se avremo fame ci nutriremo di sabbia, ma non partiremo di qui e non tarderemo a offrire il sangue per la terra nostra…Scendete, qui, più profonde e forti o vive radici nostre; scendete più in fondo; il nostro persecutore, invece, faccia bene i suoi conti prima che si sconvolgano le ruote, perché ogni cosa ha la sua fine! …" A  chiudere la manifestazione, a Zuhair Abu Touq, un palestinese che da anni vive e lavora nella nostra comunità, il quale ha ringraziato i presenti per la solidarietà, necessaria al popolo palestine ...

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