Senorbì, un pomeriggio con Piergiorgio Pulixi

REDAZIONE _____________________________   Il Madn di Senorbì accoglie Piergiorgio Pulixi per la presentazione del suo ultimo libro "Se i gatti potessero parlare" da alcuni mesi in libreria per la casa editrice Marsilio. Nel corso della piacevole serata, Elisabetta Frau, direttore scientifico e curatrice delle attività nel museo, ha dialogato con l'autore sull'esperienza artistica maturata negli anni, dall'esordio fino al momento attuale che lo vede impegnato a tutto campo nell’ambito della produzione letteraria. La storia racconta il personaggio di Marzio Montecristo, libraio cagliaritano, questa volta imbarcato per un viaggio nel Mediterraneo, occasione provvidenziale che non può rifiutare al fine di salvare la propria attività da una precaria situazione economica. Si troverà coinvolto in vicissitudini delittuose e misteriose, a stretto contatto fra amici sinceri, persone ambigue e gente senza scrupoli. La trama del romanzo si snoda nella tradizione del giallo contemporaneo come lo conosciamo dal ruolo di Miss Marple e Poirot che nella vicenda sono i nomi di due gatti. Presenti come personaggi di contorto nelle opere precedenti, come lo stesso Pulixi sottolinea, i felini domestici assumono il ruolo di animali crepuscolari, anarchici, mercuriali, sensibili e mediani, fra la natura e l'essere umano; sentono e vedono ma non dicono, sanno e guardano ma proferiscono parola. Dalle domande del pubblico, attento e curioso, e dall’intervento di una appassionata lettrice, emerge ancora una volta l'affetto che Piergiorgio Pulixi nutre per Cagliari, la sua città, a cui si accompagna la dedizione per il proprio mestiere di scrittore, mai venute meno anche nelle circostanze più difficili. En passant, veniamo a sapere che lui stesso ha svolto, in passato, la professione di libraio ma tiene a precisare il fatto che la vita di Marzio, ancorché burbero ma istintivamente simpatico, non è completamente sovrapponibile alla sua. Fra i prossimi appuntamenti letterari al Madn, imperdibile, è quello previsto per il 20 giugno con il giovanissimo Matteo Porru. ...

Arbus, c’è posta per te: pale eoliche off shore, no al progetto da parte degli assessori Murtas e Pani

di Gianni Vacca ____________________ Arbus c’è posta per te: il progetto “Shardana” proposto dalla società Renewable Energies Limited che prevede davanti al litorale della Costa Verde la realizzazione di 55 pale eoliche alte quasi 200 metri è giunto qualche giorno fa all’ex paese minerario attraverso una comunicazione ufficiale dell’Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente. Ecologia, scempio, speculazioni? L’ allarme per quella che potrebbe essere un ulteriore beffa  per un territorio già oberato da una miriade di “improduttivi” vincoli è già scattato. Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa congiunto  a cura di Simone Murtas e Alessandro Pani rispettivamente vicesindaco e Assessore all’Ambiente e Assessore all’Urbanistica del Comune di Arbus. Lo scorso 22 maggio il Comune di Arbus ha ricevuto dall’Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente una comunicazione ufficiale relativa al progetto “Shardana”: un parco eolico off-shore da 990 MW, composto da 55 pale alte, al mozzo, 190 metri mentre il diametro del rotore è di 260 metri, quindi ognuna alta quanto la torre Eiffel, ovvero circa 320 metri, proposto dalla società Renewable Energies Limited. Il progetto è ora in fase di valutazione presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. [caption id="attachment_135547" align="alignnone" width="1038"] Area d'intervento[/caption] Il tratto di mare individuato si affaccia direttamente su uno dei paesaggi più iconici e fragili della Sardegna: la Costa Verde, di cui Arbus è il Comune custode. Un patrimonio naturale che comprende località come Piscinas, Funtanazza, Porto Palma, Torre dei Corsari, Pistis e Capo Pecora. Arbus è il secondo comune costiero e il terzo per estensione territoriale della Sardegna. Un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo con l’industrializzazione mineraria, con la mancata bonifica ambientale e con vincoli paesaggistici che vengono rispettati quotidianamente da cittadini e istituzioni locali. Abbiamo analizzato con attenzione i documenti disponibili sul portale nazionale VIA. In particolare, le Tavole 25 e 26 dimostrano con chiarezza che l’impatto visivo dell’impianto sarà significativo: le pale saranno visibili da tutta la costa e persino oltre la catena montuosa dell’Arcuentu, a oltre 40 km di distanzaNella relazione generale, il proponente afferma di aver scelto l’area per limitare l’impatto sul paesaggio. Ma le simulazioni fotografiche e gli studi di intervisibilità prodotti dalla stessa società dimostrano l’esatto contrario. [caption id="attachment_135548" align="alignnone" width="960"] Simone Murtas, Vicesindaco e Assessore all'Ambiente[/caption] Piscinas viene descritta negli elaborati progettuali come un tratto di costa “suggestivo, dove si mescolano sabbia dorata, rocce brune e mare azzurro”. Eppure, è proprio di fronte a quel tratto che si propone un intervento industriale che ne altererebbe per sempre il v ...

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