Villacidro, Festa del papà: il valore della genitorialità in poste italiane passa anche attraverso la figura paterna
La testimonianza di Davide Soi papà/collaboratore nell’ufficio postale di Villacidro: “Ho usufruito del congedo di paternità, dopo la nascita di mia figlia, per prendermene cura e dare supporto alla mia compagna” ____________________________________________________________ Nel giorno della Festa del Papà, Poste Italiane celebra questa importante ricorrenza attraverso la testimonianza diretta dei 23 papà, dipendenti dell’Azienda nella Sardegna Meridionale che, dall’inizio del 2022 a oggi, hanno usufruito degli istituti previsti dalle politiche della famiglia e in particolare per il sostegno della genitorialità come i congedi di paternità e parentale. Poste Italiane, nell’ambito della valorizzazione della genitorialità, ha anche previsto in diverse situazioni un trattamento economico di miglior favore rispetto a quello indicato dalla legge. A esempio, alle mamme, ma anche ai papà che fruiscono del congedo parentale nei primi sei anni di vita del bambino, l’Azienda riconosce l'80% della retribuzione per i primi due mesi, invece che per un solo mese come previsto dalle nuove disposizioni legislative in materia di sostegno alle famiglie. Davide Soi, 38 anni, padre di Sofia, 7 mesi, da 9 anni in Poste Italiane, applicato dapprima come operatore di sportello, successivamente come direttore mono-operatore e attualmente come collaboratore nell’ufficio postale di Villacidro, racconta le sue scelte mirate a equilibrare il ruolo di lavoratore con la consapevolezza dell’importanza della figura paterna. “Ho usufruito del congedo obbligatorio di paternità di dieci giorni - conferma Davide - subito dopo la nascita di mia figlia, per prendermene la giusta cura e dare supporto alla mia compagna, in questa fase così delicata per noi. Ritengo che la presenza di un padre, in questo momento della vita di una figlia, sia fondamentale.” Secondo quanto previsto dalla normativa attualmente in vigore, il congedo di paternità è fruibile entro il quinto mese di vita del bambino nella misura di dieci giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa, per gli eventi parto, adozione o affidamento avvenuti successivamente al 13 agosto 2022, giorno di entrata in vigore del decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, e anche per gli eventi antecedenti il 13 agosto 2022, nei casi specificati dalla normativa vigente. Il congedo parentale, invece, spetta ai genitori naturali, che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a dieci mesi. I mesi salgono a undici se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi. “Nonostante la mia mansione attuale in Azienda preveda turnazioni - aggiunge il dipendente di Poste - riesco a conciliare molto bene la sfera familiare con quella lavorativa, riuscendo a passare tanto tempo con Sofia. Credo sia importante ...
Leggi di piùMassimo Miro, scrittore di origini guspinesi, “La faglia” racconta la storia degli “ultimi figli della classe operaia”
di Maurizio Onidi ___________________________________________ Nei quartieri periferici della città di Torino, nobile decaduta che negli anni del boom economico hanno accolto la forza lavoro proveniente dal meridione d’Italia, Massimo Miro, scrittore di origini sarde-guspinesi, ambienta la storia del suo ultimo libro “La faglia”. Il romanzo racconta la storia di cinque amici “Ultimi figli della classe operaia” che scoprono il covo delle brigate rosse dove è tenuto nascosto Aldo Moro e che a loro volta rapiscono l’ostaggio. Da lì inizia un’avventura tragicomica che costringerà i protagonisti a fare i conti per la prima volta con la realtà di una società molto difficile. Lei era un ragazzo quando avvenne questo fatto, come mai ha deciso dopo anni di scriverlo? «Nel 1978 avevo undici anni. Pochi, si potrebbe pensare. Eppure, in quegli anni, l’atmosfera a Torino era così pesante, da influenzare anche la vita dei bambini, soprattutto quelli più sensibili. A Torino c’erano posti di blocco ovunque, ogni giorno c’era un attentato, i muri erano pieni di scritte minacciose, e in televisione parlavano sempre di Torino, del processo alle Brigate Rosse, del fatto che nessuno, volesse fare parte della giuria popolare, per paura di ritorsioni. La mia professoressa di italiano alle scuole medie, proprio mentre veniva a scuola, venne coinvolta in un attentato, le BR uccisero suo marito, un dirigente della Fiat. Un pomeriggio, passando con il tram in Corso Belgio, vidi un mazzo di fiori ad una fermata, e delle macchie di sangue. Avevano ucciso un brigadiere dei carabinieri. Quando vidi le immagini del rapimento di Aldo Moro in televisione, a soli undici anni, malgrado fossi già assuefatto dalle immagini di morte, e violenza, rimasi molto colpito da quei corpi per terra, i rivoli di sangue, i bossoli. Il romanzo però non parla di tutto ciò, ne “La faglia” quella città è uno scenario sottointeso, non volevo appesantire la narrazione. Tuttavia Torino è l’assoluta protagonista, con la sua bellezza nobile e decaduta, il suo passato industriale che è ancora possibile scorgere nella sua toponomastica, asservita a flussi e processi produttivi. Quartieri periferici cresciuti a nord e a sud della città, ricettivi della forza lavoro proveniente dal meridione d’Italia. E’ lì che si sono create nuove aggregazioni, è lì che si è spezzato un anello della catena tra le generazioni, quel legame culturale che garantiva continuità alla tradizione. La mancanza delle piazze del paese ad esempio, dove le comunità si mantenevano tali, dove gli anziani del paese erano un riferimento ed esercitavano il controllo sui giovani. Venuto a mancare questo legame, in questi quartieri antropici e alienanti, i giovani, compresi i miei protagonisti, si sono persi». Nel suo romanzo “La faglia”, la storia che accomuna i cinque autori della scoperta del covo delle Brigate Rosse e del successivo rapimento dell’ostaggio, mette in luce le ...
Leggi di più