Barumini, nuovo impianto di videosorveglianza per vigilare il paese
di Carlo Fadda __________________________ Con il nuovo impianto di videosorveglianza, s’intende vigilare varie zone e strutture del paese, tramite l’utilizzo di telecamere che controllano i movimenti, trasmettono e registrano le immagini, in ambienti e posti all’aperto, ritenuti particolarmente sensibili. Lo ha deciso l’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Michele Zucca, che ha dato il via ai lavori, tramite un intervento di 45 mila euro finanziato con fondi Por Fers 2014-2020. Le installazioni riguardano l’edificio del nuovo Municipio in Piazza San Francesco, area che comprende anche le scuole materna, elementare e media e l’ex Convento Cappuccini. I lavori interesseranno anche il vecchio municipio di Via S’Anziana, il parco giochi di Viale Umberto, le Piazze Santa Lucia e Santa Tecla, e l’ingresso-uscita della Reggia nuragica Su Nuraxi in direzione di Tuili. Il sistema di videosorveglianza comunale mira tra le altre cose, a garantire la sicurezza urbana, la corretta mobilità e rilevamento violazioni del codice della strada e la prevenzione dei reati ambientali. Questa tecnologia altamente sofisticata che si occupa della gestione della sicurezza attraverso il controllo a distanza, in base alle esigenze di chi le installa, è utilizzata non solo per catturare immagini, ma anche scoraggiare fatti sgradevoli quali aggressioni, furti, atti vandalici o crimini di vario tipo. Essendo dotato di adeguate caratteristiche di scalabilità, l’infrastruttura permetterà in futuro di includere ulteriori siti e accessi, connettendoli allo stesso centro di controllo. Seppur la comunità locale goda di una certa tranquillità sociale, questo intervento è mirato esclusivamente a dissuadere eventuali malintenzionati. Tra la popolazione emerge qualche scetticismo, ma pare che la stragrande maggioranza della gente sia favorevole a questa iniziativa comunale. ...
Leggi di piùReferendum: Medio Campidano o Oristano?
di Sandro Renato Garau _____________________________ [caption id="attachment_87956" align="alignleft" width="191"] Sandro Renato Garau[/caption] Nel 1861, anno dell’unità d’Italia e sino al 1927 le province sarde erano due: Cagliari e Sassari; nel 1927 diventano tre Cagliari, Sassari, Nuoro. Nel 1974 si aggiunge Oristano. Quattro province con territori apparentemente omogenei e capoluoghi equidistanti dai comuni. Una norma regionale del 2001 accresce a dismisura il numero delle province raddoppiandole. Da quattro diventano otto: alle storiche si aggiungono il Medio Campidano con capoluoghi Sanluri e Villacidro, Olbia-Tempio con capoluoghi Olbia e Tempio Pausania, l'Ogliastra con capoluoghi Lanusei e Tortolì, Carbonia-Iglesias con capoluoghi Carbonia e Iglesias. Oltre ai capoluoghi delle province storiche, solo Carbonia, Iglesias e Olbia superano i ventimila abitanti. Gli altri sono poco più grandi un villaggio, ridenti paesi che hanno avuto come punto di riferimento i quattro capoluoghi istituiti nel 1971. Una situazione che durerà sino al 6 maggio 2012 quando si pensa che ci sarà un correttivo con una serie di quesiti referendari che chiamano i sardi ad esprimersi sull’abolizione delle province e il riordino del territorio. 10 domande, in verità non facilissime da interpretare. 5 quesiti vincolanti e quindi abrogativi, 5 consultivi, quelli che consigliano che una determinata azione è bene per il paese. In Sardegna hanno votato il 35,5% dei sardi, referendum validi. I sardi chiedono di abrogare la legge del 2001 e di provvedere a riordino delle province. Il presidente della Regione era Ugo Cappellacci ma che la questione riguarderà altri presidenti e forze politiche a destra e a sinistra è stato evidente. Tra un cambio di maggioranza e l’altro, una discussione, un equilibrismo, una contrattazione, una spartizione e un interesse da difendere dietro improbabili fortini e campanili la propria specificità, si arriva al 2014 quando la legge Del Rio istituisce le città metropolitane. Il riordino avviene solo nel 2016, quando una legge regionale abolisce le province create nel 2001 e ridisegna i territori dividendo la provincia di Cagliari in città metropolitana e provincia del Sud Sardegna, quattro province e la città metropolitana di Cagliari. È finita qui? Manco per idea! Il 31 marzo 2021 il Consiglio regionale approva il Testo Unico degli Enti locali. A Oristano, Nuoro si affiancano le province di Sulcis Iglesiente, Medio Campidano, Ogliastra e Nord-Est (Gallura) con i vecchi capoluoghi, Il restyling vale solo per Sassari che diventa città metropolitana come Cagliari. Si torna dunque a otto. Forse non tutti i sardi si sarebbero accorti della situazione se il comune di Guspini non avesse fatto obiezione impugnando la legge del marzo 2021 e approvando a maggioranza una delibera di Consiglio Comunale che propone di aderire alla provincia di Oristano tramite un referendum. Il dritto e il rovescio: le opinioni sono ne ...
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