Primo meeting di Gioventù Nazionale

Primo meeting sangavinese per i ragazzi di "Gioventù Nazionale", movimento giovanile di Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale. Impresa, sport e territorio tra i numerosi argomenti in discussione all'incontro, organizzato nei locali dello Sporting Club di San Gavino con il titolo “Il nostro tempo è adesso”. «Sburocraticizzare il sistema, agevolando la creazione d'imprese, potenziare i modelli sportivi presenti nel territorio per permettere ai nostri talenti di emergere, quindi - hanno proposto i ragazzi nel corso del lungo dibattito -promuovere la presenza e l'impegno diretto dei giovani nelle istituzioni, al fine di renderli protagoist del proprio futuro».Obiettivi e problematiche comuni sollevate dal gruppo nel corso nell'incontro entreranno a far parte della carta d'intenti del movimento, presto presa in carico dai rappresentanti istituzionali. «Consideriamo questo incontro un buon punto di partenza», ha affermato il responsabile di Gioventù Nazionale per San Gavino Riccardo Cardia, coordinatore del gruppo. «Il nostro intento - gli fa eco il coordinatore del movimento giovanile per il Medio Campidano Lorenzo Argiolas - non era di rendere le idee più chiare sul partito da votare alle prossime elezioni, quanto piuttosto di far riflettere i giovani sul proprio futuro, sulle proprie opportunità e sullo sviluppo del territorio. È giunto il nostro momento - ha concluso il giovane di San Gavino, già segretario della Consulta Giovanile del suo paese - di prendere l'iniziativa, smettere di lamentarci per ciò che non va e lavorare insieme». Intervenuti al convegno anche il proprietario dell'azienda agricola Molas Stefano Curreli e il titolare della struttura "Sporting Club" Roberto Madrigali. «Un bell’appuntamento, coinvolgente e partecipato», ha commentato il giovane consigliere regionale per Fratelli d‘ Italia Gianni Lampis, presente all'evento, «Incontri come questi costituiscono occasioni di scambio reciproco da promuovere e ripetere su tutto il territorio». ...

Saranno riaperti gli archivi storici

Con il recente bando di gara a procedura aperta per l’affidamento del Servizio integrato di gestione, fruizione e valorizzazione dei siti culturali del Comune di Guspini (Miniere di Montevecchio e Domus), da quest’anno si sono ad essi aggiunti gli Archivi storici. Ai servizi turistico-culturali che riguardano il compendio minerario di Montevecchio e il percorso urbano “Domus” si aggiunge quindi, a partire da questo mese di gennaio, l’apertura pomeridiana per due ore settimanali dell’Archivio storico comunale “Ex Onmi” e dell’Archivio della Miniera di Montevecchio (ex Palazzina della Direzione). Quest’ultimo sarà aperto l’ultimo martedì del mese su prenotazione e sulla base delle richieste di consultazione da parte degli utenti. “Se uno degli obiettivi dell’Amministrazione comunale è quello di garantire maggiore diffusione della memoria storica in essi contenuta – spiega l’Assessore alla Cultura Francesca Tuveri -, la riapertura al pubblico, con cadenza settimanale e da parte di un operatore qualificato, vuole essere uno dei primi passi per ancorare entro i “confini comunali” altri punti di riferimento culturali e fonti di sviluppo accessibili a tutti.” L'Archivio storico del Comune di Guspini vanta una documentazione straordinariamente ricca che ricopre un arco di tempo lungo 3 secoli, dal 1630 al 1968; gli atti più antichi sono conservati nell'Archivio di Stato di Pisa, si tratta di due pergamene con sigillo datate 1253 e 1258, che attestano che Guspini esisteva già allora. L'archivio storico ricopre un ruolo essenziale nell'esercizio dell'attività amministrativa comunale, è inoltre un fondamentale servizio pubblico di accesso alla documentazione, sia per fini amministrativi che di ricerca storica e culturale. L'Archivio storico documentale della Miniera di Montevecchio rappresenta invece una parte del più vasto complesso documentario prodotto nel corso di oltre 150 anni di attività mineraria, a partire dal dal 1848, anno in cui la miniera nacque per opera di Giovanni Antonio Sanna, e fino al 1991, anno della chiusura dell'ultimo pozzo. Il fondo archivistico conservato a Montevecchio riveste altrettanta importanza storica e culturale sia per i preziosi documenti relativi ai primi anni di vita della miniera, sia per le testimonianze pertinenti agli aspetti strettamente tecnici e legati all'attività estrattiva, di ricerca e coltivazione con gli strumenti tecnici più all'avanguardia, prodotti in prevalenza dall' Ufficio geologico e dall' Ufficio tecnico della miniera. ...

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