Gli studenti in cattedra interrogano il magistrato Maurizio Grandesso Silvestri
Continua l’impegno dei Lions a fianco delle istituzioni per contribuire alla formazione e all’educazione dei giovani. Stavolta l’occasione è stata la “Conferenza sulla Legalità” promossa dal Lions Club Villacidro in collaborazione con gli Istituto d’Istruzione Superiore “Marconi”-“Lussu” di San Gavino Monreale. Sabato 12 dicembre nel teatro comunale gremito di giovani dei licei delle scienze umane, linguistico e scientifico si è tenuto il convegno curato del magistrato Maurizio Grandesso Silvestri, presidente della Sezione dei gip e gup del Tribunale di Cagliari. Il relatore ha incentrato il suo intervento su tre argomenti attualissimi e altrettanto scottanti: Costituzione Italiana, Immigrazione e Terrorismo”. Con un linguaggio semplice, privo di qualsiasi tecnicismo. Grandesso è riuscito a tenere desta l’attenzione dei ragazzi per due ore circa. Partendo dal concetto conoscenza, “voi ragazzi dovete conoscere, dovete sapere perché siete il futuro e solo chi conosce è in grado di capire il mondo che lo circonda”, è poi passato ad illustrare la nostra Costituzione, relativamente alla sua struttura per finire ai contenuti nella parte riguardante i diritti e i doveri dei cittadini. Grandesso ha parlato di norme da rispettare ponendo l’accento sulla differenza fra legalità e giustizia , per fermarsi poi sull’art. 10 che stabilisce il diritto all’accoglienza degli stranieri che vengono in Italia. I giovani infine hanno subissato il relatore di domande, aprendo un vivace dibattito a più voci dai contenuti veramente notevoli. I ragazzi delle quarte classi dei due Istituti hanno dimostrato di avere idee precise sull’argomento, di conoscerlo e per questo hanno apprezzato e gradito l’opportunità di potersi interfacciare con una persona della statura del conferenziere. Gli interventi più di rilievo dei ragazzi hanno riguardato il tema dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati. Il relatore ha insistito sul fatto che oggi più che mai c’è bisogno dei giovani, della loro freschezza e generosità, ma soprattutto delle loro idee indispensabili per costruire una società civile nuova e multietnica. La questione dell’immigrazione è davvero scottante sia per i problemi che la società attuale sta attraversando, sia per la difficoltà all’accoglienza di tante persone; chi scappa da situazioni invivibili purtroppo arriva qui da noi contando solo sulla solidarietà e una blanda accoglienza, ma senza una prospettiva futura. Gli immigrati di oggi sono molto diversi dagli italiani che andavano in America negli anni ’20. Uno dei partecipanti, Davide Moreno, ha chiesto come e cosa si poteva fare per farli integrare perché la solidarietà non basta. Non poteva mancare un accenno al terrorismo e un po’ di risalto anche al momento storico delle riforme che il nostro Paese sta vivendo. Una domanda interessante è stata: «Lei che ne pensa della soppressione di una Camera? Non si corre il rischio di ved ...
Leggi di piùAlesssandro Merici atto terzo
Alessandro Merici, 52 anni, dallo scorso 1° giugno è tornato a rivestire la carica di sindaco di Lunamatrona. Lunga la sua storia politica nel paese della Marmilla: ha esordito in amministrazione comunale come sindaco nel lontano 1995 ricoprendo la carica per l’intera legislatura per poi passare al ruolo di vice-sindaco nel quinquiennio successivo. Quindi, nel 2005, è stato nuovamente eletto come primo cittadino sino al 2010 quando, uscito sconfitto con la sua lista da quella tornata elettorale, è stato eletto nelle file della minoranza. Quest’anno, infine, il ritorno per quello che è il suo terzo mandato da primo cittadino di Lunamatrona. Insomma (come lui stesso ci tiene a precisare) detiene una certa longevità nell’amministrazione della “res pubblica” del paese. Innanzitutto grazie per essersi concesso a quest’intervista. Le chiedo: com’è tornare dopo cinque anni alla guida del paese? Riniziare dopo cinque anni trascorsi in minoranza è come ricominciare da zero. Proprio qualche giorno fa pensavo a questa cosa: mi sembra di essere tornato al ’95, anno della mia prima elezione. In un quinquiennio di assenza cambiano inevitabilmente alcune dinamiche e ti trovi pertanto costretto a ripartire in un contesto che può essere diverso rispetto a quando lo hai lasciato. A tal proposito voglio dire che il mio cruccio più grande, politicamente parlando ovviamente, è quello di non aver mai avuto la possibilità di essere riconfermato dopo una legislatura. Mi sento come una squadra che vince il campionato e a cui non viene concessa la possibilità di difendere l’anno successivo il proprio titolo conquistato. È più facile ora o vent’anni fa presiedere un Comune come quello di Lunamatrona? Seppur in maniera un po’ diversa, esistevano problematiche di non facile risoluzione già vent’anni fa. Posso dirle che i tempi passati vengano oggi visti come anni migliori, ma le assicuro che anche nei periodi di “cosiddetta floridità degli enti pubblici” ho assistito alla chiusura di servizi che se oggi esistessero ancora ci avrebbero fatto gran comodo. Il patto di stabilità è comunque un problema non da poco per gli enti locali e non si può certo trascurare il fatto che sino a qualche anno fa non si doveva fare i conti con questo “fardello”. Concordo perfettamente, anche se posso aggiungere che è tutto il sistema Italia che andrebbe riorganizzato; purtroppo non è nel DNA degli italiani essere precisi. Per capirci: noi riceviamo circa 800.000 euro all’anno dal Fondo Unico in diverse tranche per sopperire a quelle che sono le necessità del Comune di Lunamatrona. Il passaggio di questi denari avviene con un iter lento e macchinoso che inizia con lo Stato, passa per le Regioni e che vede l’amministrazione comunale come ultimo anello della catena. È chiaro che se il meccanismo si inceppa, e questo succede non di rado, chi poi ne risente è l’ente locale e quindi, di conseguenza, tutti i cittadini della comunità. Per ...
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